RISK MANAGEMENT

Prevedere è ben vedere il presente, con il primo blog non controllato da società o intermediari assicurativi e finanziari, fondato sui valori della trasparenza e della professionalità nella gestione del rischio

Il Codice delle Assicurazioni: versione aggiornata

Dal blog Polizze&Opinioni apprendo che l’ISVAP ha messo in rete, in versione .pdf, il Codice delle Assicurazioni aggiornato a Luglio 2008 un testo essenziale per chi, come risk manager, si occupa anche della gestione di programmi assicurativi. Un testo da leggere e consultare e non solo su carta.

Nuovi documenti condivisi

logo_slideshare.gif

Ho già espresso più volte la necessità di condividere la conoscenza e, dunque, i relativi documenti prodotti dai colleghi risk manager, ma non solo da essi.
Nella colonna di destra, sotto la voce SlideShare, potrai trovare tutta una serie di presentazioni in formato .ppt oppure .pdf che riguardano il tema della gestione dei rischi.

Gli ultimi inserimenti riguardano le Linee Guida di Confindustria emanate nel 2008 e il D.Lgs. 81/2008- Testo Unico sulla Sicurezza, ma in pillole.

Dare l’esempio

“!

Leggo la notizia che a Verona i vigili hanno multato un ciclista che pedalava parlando al telefono e non ci trovo nulla di strano, anzi, mi pare un provvedimento opportuno (tra l’altro dettato dalla legge in materia di circolazione).

Non mi sono piaciute, invece, le dichiarazioni di Danilo Di Luca, vincitore del Giro d’Italia del 2007, il quale ha detto che la multa non sarebbe legittima. “Non si può rispondere al cellulare mentre si pedala? - aggiunge Di Luca - Beh, intanto con la mia bicicletta da passeggio in questo momento sto rispondendo al cellulare su una pista ciclabile…”.

Quello che si dice “dare il buon esempio!“ E chissà se Di Luca, mentre rispondeva al giornalista, portava il caschetto, oppure se lo considera un fastidioso accessorio, obbligatorio solo in gara (così come lo sono le cinture di sicurezza per chi usa un veicolo, oppure i D.P.I. per alcuni lavoratori).

PS: davanti a simili comportamenti (che sono potenzialmente pericolosi anche per gli altri), auspico il ritorno delle lezioni di educazione civica nonché del telefono a gettoni.

Farsi male in ufficio? E’ possibile…

Sicurezza: un valore sociale

Il mio lavoro è quello di risk manager e, in questo ruolo, mi devo occupare di tutti i rischi compresi quelli della sicurezza sul lavoro. Ritengo che un risk manager debba entrare nel vivo di questi temi, che debba “sporcarsi” le mani nei luoghi dove si lavora e si produce, così da rendersi conto di cosa accade. Solo così potrà essere in grado di dare il suo contributo che è quello di andare a “caccia” dei rischi i quali, alle volte, si nascondono anche agli occhi più esperti di chi si occupa prevalentemente di sicurezza sul lavoro.

Ma sappiamo anche che gli incidenti domestici sono di gran lunga superiori a quelli sul lavoro: cioè ci facciamo male o moriamo di gran lunga di più tra le “sicure” quattro mura di casa che nei luoghi di lavoro. Come mai? Credo che ciò dipenda dal fatto che gli aspetti della sicurezza siano una componente culturale di ciascuno di noi. Uno studio del CENSIS del 2004 dice che “gli italiani che hanno un comportamento pro-attivo nei confronti della prevenzione e che davvero pensano faccia capo intanto a loro stessi affrontare e risolvere le questioni legate alla sicurezza sono poco più del 31%, mentre il 21% di essi si possono definire persone fortunate a non essere incappate in incidenti, ma soprattutto il 47% circa è composto da persone che vivono nella distrazione più completa, non si curano di sè e degli altri e aspettano che sia un soggetto esterno , preferibilmente pubblico, a doversi far carico della loro incolumità a casa, sulle strade e nei luoghi di lavoro“.

E allora bisogna iniziare a parlare di queste cose ai nostri figli quando sono ancora piccoli per evitare, poi, di perderli da grandi.

Testo Unico Sicurezza: obblighi immediati

A distanza di qualche giorno dall’entrata in vigore del D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico sulla sicurezza), ti propongo di leggere qui alcune considerazioni dell’ing. Ugo Fonzar.

Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 - Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro

Sempre dal blog Compliance aziendale, apprendo che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 101 del 30 aprile 2008, Supplemento Ordinario n. 108, il Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro“, ovvero il nuovo Testo Unico sulla Sicurezza sul lavoro.

Il testo, in vigore dal 15 maggio, è consultabile sulla Gazzetta Ufficiale on line.

Nuovi video

Caro lettore, volevo dirti che, oltre alla sezione dei post, non dimenticare di visitare le altre sezioni del blog come quelle delle foto e dei video.

A questo proposito ho caricato alcuni nuovi video che si riferiscono ad incidenti sul lavoro e, in particolare, all’uso dei carrelli elevatori.

Commenti e suggerimenti sono, come sempre, benvenuti.

Seminario sulle nuove linee guida Confindustria in merito al D.Lgs. 231/2001

Sempre dal sito Compiance aziendale, segnalo questo seminario su Le nuove linee guida Confindustria in tema di Responsabilità degli enti e modelli organizzativi ex D.Lgs. 231/2001, organizzato da Business International a Milano il prossimo 21 maggio 2008.

Nel corso del seminario, particolare attenzione sarà dedicata all’applicabilità del D.Lgs. n. 231/2001 alle fattispecie di reato di omicidio colposo e lesioni colpose gravi o gravissime, commessi in violazione delle norme antinfortunistiche e di quelle sulla tutela dell’igiene e della salute del lavoro, con un focus sulla costituzione di un modello organizzativo ad hoc.

10.000 visite, grazie!

Dal varo del blog, fine luglio 2007, ad oggi 10 aprile 2008, le visite hanno superato la soglia delle diecimila.

Volevo condividere questo momento con te poiché, senza di te, questo blog non avrebbe senso.

Spero solo di riuscire a rendere questo luogo sempre più interessante e partecipativo, magari anche grazie ai tuoi contributi.

Approvate le nuove Linee Guida Confindustria sul D.Lgs. 231/2001

Proprio ieri mi trovavo ad un seminario dal titolo “D.Lgs. 231/2001 e Legge 123/2007: la Responsabilità Amministrativa delle imprese e l’estensione ai reati in materia di sicurezza“ nel corso del quale si è più volte posta l’attenzione in merito all’importanza (oggi più che mai) di adottare un modello organizzativo in Azienda per l’adozione del D.Lgs. 231/2001.

Oggi, nel mio aggregatore di notizie, vedo che Giovanni Battisti, curatore del blog Compliance aziendale riporta putualmente la notizia che “il ministero della Giustizia ha approvato la nuova versione delle “Linee Guida per la costruzione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ex D. Lgs. n. 231/2001″ di Confindustria, integrate (tra gli altri) per i reati relativi all’antiriciclaggio e alla violazione della normativa sulla sicurezza“.

Qui è anche possibile scaricare le nuove Linee Guida di Confindustria che comunque provvederò ad inserire nei documenti del blog.

Aggiornamento: ho provveduto ad inserire le nuove Linee Guida di Confindustria appena emanate, nella cartella dedicata al tema del D.Lgs. 231/2001 e Legge 123/2007 nel box Documenti qui a lato.

Sprinkler Head or Headache?

sprinkler-head.jpg

Clicca sull’immagine per ingrandirla.

Quando ho visto questa immagine (di una pubblicità) mi è molto piaciuta, tanto che la inserisco spesso nelle mie presentazioni quando tratto dei rischi perché mi pare che da sola valga molto più di tante parole.

Approvato il Testo Unico sulla Sicurezza

Si potrebbe dire che la data del 1° aprile 2008 (dedicata alla ricorrenza del Pesce d’aprile) scelta dal Consiglio dei Ministri per approvare in via definitiva il decreto legislativo in tema di Salute e Sicurezza sul Lavoro (il cosiddetto “Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro”) e che l’INAIL ha messo a disposizione qui non sia proprio delle migliori e quindi confidiamo che sia una cosa seria.

Un breve commento a questa notizia lo potrai leggere nel blog Compliance aziendale.

Quanto vale il tuo blog?

how-much-worth.jpgSecondo questo calcolo il mio vale poco più di 2 mila euro… meglio di niente!

Rischio farmaceutico

Il collega Claudio Caldaroni, risk manager del gruppo farmaceutico Sigma-Tau, che ringrazio, mi segnala la sua partecipazione in qualità di relatore al Master di II Livello - “Sviluppo preclinico e clinico del farmaco: aspetti tecnico scientifici, regolatori ed etici” che si svolgerà a Roma, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Aula S. Luca (piano terra degli Istituti Biologici) - Largo Francesco Vito, 1: qui puoi scaricare la locandina del calendario.

L’intervento di Caldaroni, previsto per il prossimo sabato 5 aprile dalle ore 10,00 alle ore 11,30, si terrà all’interno del modulo Aspetti legali ed etici, mentre l’argomento trattato sarà quello degli Aspetti assicurativi dei Clinical Trials, condotti in Italia e/o all’Estero.

Aggiornamento: ho inserito, su SlideShare, la presentazione in .ppt che Claudio Caldaroni esporrà in sede del Master e che puoi visualizzare e scaricare da qui.

Ricordo che questa e altre presentazioni le puoi trovare sulla pagina SlideShare nella colonna più a destra di questo blog.

Nuova associazione sui temi del Business Continuity Management

risk.jpgIl collega risk manager di STMicroelectronics, Maurizio Micale, che ringrazio, mi segnala la nascita di una nuova associazione, la BCManager, finalizzata alla promozione della conoscenza del Business Continuity Management e delle discipline a questo collegate, quali Crisis Management e Risk Management, attraverso la predisposizione e l’attuazione di iniziative, attività e servizi.

L’associazione, nata a Milano dall’incontro di esperti del settore già operanti in grandi Aziende quali Barilla, Marsh Risk Consulting, Pirelli, Telecom Italia, Vodafone e Zurich Consulting, si prefigge di divenire interlocutore privilegiato del mondo economico, instaurando rapporti con le sue realtà più rappresentative: il suo lavoro consentirebbe infatti a tutti i professionisti del settore uno scambio di opinioni ed esperienze specifiche, che vanno dalla sicurezza informatica a quella fisica, dal Risk management assicurativo alla gestione dei rischi di contaminazione del prodotto.

Il prossimo 10 aprile 2008, BCManager organizzerà, presso la sede delle Ferrovie dello Stato a Roma, un pomeriggio di approfondimento (gratuito): qui il programma

Nel suo sito la BCManager anticipa che anche il ‘chapter’ milanese organizzerà a breve un workshop analogo, su temi ancora da definire nei dettagli: in questo modo invita chi fosse interessato a contribuire liberamente all’agenda con le proprie idee.

Sicuramente questo blog seguirà l’evoluzione di questa associazione che pare essere molto vicina ai temi della gestione dei rischi.

Ore 11,00: infortunio sul lavoro

elmetto-cantiere.jpgOggi, 20 marzo 2008, si è verificato un infortunio sul lavoro, ma questa volta è accaduto nella mia abitazione.

Tutto nasce dall’esigenza di provvedere alla tinteggiatura delle pareti esterne dell’abitazione del cui lavoro, dopo un’attenta verifica, è stato incaricata un’impresa specializzata alla quale sono stati richiesti tutti i documenti previsti dall’art. 7 del D.Lgs. 626/94 e non solo quelli.

Per effettuare il lavoro era necessario montare un’impalcatura che rispondesse ai requisiti di sicurezza: per andare sul “sicuro” è stata incaricata un’impresa dedicata alle attività di noleggo, montaggio/smontaggio di ponteggi. Il costo per questo intervento gravava per il 30% sul totale dei lavori. Senza alcuna esitazione (malgrado i costi) è stato affidato l’incarico all’impresa la quale ha eseguito i lavori a regola d’arte con personale specializzato e adeguatamente formato, rilasciando tutti i necessari documenti come il Pi.M.U.S. (piano per il montaggio, uso e smontaggio di ponteggi) e il P.O.S. (Piano Operativo della Sicurezza). Durante la fase di montaggio tutto è andato per il verso giusto.

Oggi si prevedeva lo smontaggio della struttura. Quando questa mattina sono arrivati gli addetti allo smontaggio gli è stato detto di indossare i DPI previsti, imbraghi ed elmetti, e per fortuna!

Infatti, verso le 11,00 circa, dopo un’intera mattina passata a controllare lo stato dei lavori e la loro corretta esecuzione anche in riferimento alle norme di sicurezza, ero appena risalito nel mio appartamento quando sentii un frastuono come di materiale caduto: affacciandomi sulla terrazza vidi uno degli uomini sull’impalcato che guardava verso il basso dove stava l’altro suo collega il quale, però, stava barcollando. Immediatamente ci recammo da lui cercando di capire cosa fosse successo. In pratica era caduta la tavola batti-tacco (la causa del frastuono), ma anche un pesante martello che, evidentemente, non era fissato alla cintura dell’addetto che si trovava in alto.

Da una prima e veloce ricostruzione, pare che il martello sia caduto sulla testa del lavoratore che si trovava a terra il quale, come doveva, indossava regolarmente il casco di protezione! Non oso immaginare cosa sarebbe accaduto se, per qualche motivo, non l’avesse indossato.

Quindi, visto che accusava alcuni sintomi di malessere (sudorazione, feddo, dolore alla schieda e allo stomaco), abbiamo allertato il 118 che ha fatto pervenire sul luogo il personale il quale ha prontamente soccorso l’infortunato che è poi stato trasportato presso l’ospedale di Pordenone.

Poco dopo (come prevedibile) alla mia porta ha bussato l’U.P.G. (Ufficiale di Polizia Giudiziaria) dell’Azienda Sanitaria per le verifiche del caso: visita e foto al luogo dell’accaduto (che avevo lasciato immutato) e stesura del verbale per la ricostruzione dell’accaduto secondo la mia percezione dei fatti. L’U.P.G. ha potuto constatare l’esistenza della documentazione (tra i pochi privati ad averla, mi ha detto) che si portato appresso per le verifiche del caso.

Perché ti racconto tutto questo?

Per condividere con te questa esperienza che, anche se non ce ne fosse bisogno, conferma una volta di più quanto sia opportuno prestare attenzione alla sicurezza sul lavoro o, meglio, alla sicurezza in generale.

Che bisogna investire risorse economiche per attuarla e che queste sono ben poca cosa rispetto alla salvaguardia della salute degli individui e alle responsabilità civili, penali, sociali, ma che soprattutto l’attenzione agli altri è anche un fatto culturale che investe tutti noi.

La cosa importante, infine, è che l’infortunato pare non abbia riportato gravi traumi e credo che sarà contento di aver dato ascolto a chi, questa mattina, gli ricordò di indossare l’elemetto.

Documenti condivisi

logo_slideshare.gif

Ho già espresso più volte la necessità di condividere la conoscenza e, dunque, i relativi documenti prodotti dai colleghi risk manager, ma non solo da essi.

Come sai, nella colonna di destra sotto la voce SlideShare ho caricato tutta una serie di presentazioni in formato .ppt oppure .pdf che ho ritenuto più interessanti e che riguardano il tema della gestione dei rischi. Ti consiglio di curiosare ogni tanto in questa sezione per vedere se vi saranno (e ci saranno) nuovi documenti.

Alcuni colleghi hanno messo a disposizione del blog le loro presentazioni che sono sempre interessanti da avere e, soprattutto, da consultare.

Oltre alla presentazione del già citato Luigi Tassone, le altre sono quelle dei colleghi Paolo Rubini, risk manager di Telecom Italia e di Marco Terzago, risk manager di Skf: grazie davvero!

Assemblea ANRA e seminario sulla RC datoriale

Lo scorso 13 marzo si è tenuta a Milano la consueta Assemblea annuale dell’ANRA e, nel pomeriggio, il seminario tenuto dal dott. Luigi Tassone dell’area Corporate delle Assicurazioni Generali sul tema “Sicurezza sul lavoro e responsabilità datoriale: quali coperture assicurative?”

In questo caso, per RC datoriale è da intendersi la Responsabilità civile verso Terzi e verso Prestatori di lavoro e non quella delle condizioni di cui alla polizza AIG, della quale ho invece già parlato nel post dello scorso 22 febbraio.

Oggetto della presentazione è stata la spiegazione della Legge 123/2007, che ha modificato il D.Lgs. 626/94, e i risvolti di questa nel D.Lgs. 231/2001 e l’analisi degli articoli del nuovo Testo Unico (sul tema vedi questo interessante post).
Una conferma che i risk manager dovrebbero occuparsi di questi temi e, per quanto mi riguarda, me ne occupo quotidianamente.

Come dico sempre, l’importante è condividere la conoscenza ed è quindi in quest’ottica che le slide della presentazione consegnatami dallo stesso Tassone, le potrai trovare nella colonna di destra alla voce “Slideshare”

Nota curiosa sulla percezione del rischio:
tornando verso la metro, sono passato davanti ad un negozio dove stava bruciando un cestino, probabilmente a causa di un mozzicone di sigaretta buttato dove non doveva essere buttato. Si stava formando del fumo denso e nessuno interveniva. Ad un certo punto, è arrivato un cameriere con dell’acqua che ha spento il focolaio. Poi l’acqua è colata dal cestino ed ha formato una larga chiazza sul pavimento. Nessuno ha posto un segnale di avvertimento di pavimento bagnato per le persone che transitavano lì davanti le quali, non vedendo la chiazza d’acqua che si confondeva con il pavimento lucido, rischiavano di cadere ad ogni passo. A quel punto, ho avvisato del rischio la persona del negozio pregandola di intervenrie poichè, fino a quel momento, era rimasta assolutamente passiva. Credo che il problema sia questo, la bassa attenzione ai pericoli che però è dovuta ad una nostra mancanza di formazione culturale. Non si spiegherebbe altrimenti il fenomeno delle migliaia di persone che ogni anno, in Italia, rimangono vittime di incidenti… domestici o legati allo svolgimento della vita privata. E quindi chiediamoci: “noi che atteggiamento abbiamo verso le nostre azioni quotidiane? Diamo l’esempio parlandone con gli altri? Anche questo, per me, vuol dire fare il risk manager.

Legge 123/2007: obbligazione solidale del committente per danni non coperti dall’INAIL

La recente lettura di un articolo apparso su ISL - Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 1/2008, a cura del prof. di Diritto del Lavoro, Francesco Bacchini dell’Università di Milano-Bicocca, mi da lo spunto per tornare sul tema.

Sappiamo che con la previsione del nuovo comma 3-bis dell’art. 7 del D.Lgs. 626/1994, di cui alla legge 123/2007, “l’imprenditore committente“ viene chiamato a rispondere in solido con l’appaltatore “nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori“ di tutti i danni subiti dal lavoratore “dipendente dell’appaltatore o dal subappaltatore“, nel caso in cui tali danni non risultino indennizzati dall’INAIL.

Il precetto di cui al citato comma 3-bis dell’art. 7, dovrebbe operare nei casi di danno biologico o da inabilità temporanea, nonché a garanzia del risarcimento di danni come quello morale ed esistenziale, mentre deve essere escluso che il committente possa venir chiamato in via solidale con il datore di lavoro appaltatore o subappaltatore a rispondere solidalmente dell’azione di regresso intentata dal’INAIL e ciò in quanto, creditore solidale risulta essere soltanto il lavoratore dipendente dell’appaltatore o del subappaltatore che ha subito il danno non coperto dall’INAIL e, inoltre, il presupposto dell’esercizio dell’azione di regresso è una condanna penale del datore di lavoro o delle persone di cui egli debba rispondere secondo le leggi civili, per il fatto del quale derivano l’infortunio o la malattia professionale risarcita dall’istituto assicuratore.

Infatti, benché l’art. 10 del d.P.R. 1124/1965 preveda l’esonero del datore di lavoro dalla responsabilità civile per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionale, tale esonero non si verifica nell’ipotesi in cui lo stesso datore di lavoro o le persone di cui egli debba rispondere secondo le leggi civili, ovvero secondo l’art. 2049 c.c. (che disciplina la responsabilità dei padroni e dei committenti), abbiano riportato condanna penale per il fatto dal quale l’infortunio o la malattia sono derivati.

Ci si domanda poi se, oltre alle ipotesi di mancata copertura del danno da prte dell’assicurazione obbligatoria, la responsabilità solidale non intervenga anche per danni non coperti in conseguenza della irregolarità totale o parziale della posizione lavorativa e della correlativa accensione della posizione assicurativa, da parte dell’impresa appaltatrice o subappaltatrice nei confronti del lavoratore.

Nel dubbio, anche in ottica di Risk Management, da un lato si rende necessaria per il committente, una verifica puntuale di tutte le posizioni lavorative ed assicurative (ma anche contributive e retributive) dei dipendenti degli appaltatori e subappaltatori, e ciò al fine non tanto di non essere coinvolto nel risarcimento del danno, quanto di precostituirsi documentazione idonea a rivalersi per le somme eventualmente pagate nei confronti dell’appaltatore (o subappaltatore), mentre dall’altro si deve optare per chiedere al proprio assicuratore che la polizza di responsabilità civile aziendale copra anche tale responsabilità solidale.

Infortuni e stato di coma

Quando analizzo una polizza penso sempre ai rischi che con tale polizza si vuole trasferire finanziariamente al mercato assicurativo e così ho fatto anche in relazione ad una polizza infortuni che assicura il board di un’importante Azienda.

In tale polizza vengono assicurati i casi Morte ed Invalidità permanente con capitali importanti, ma mentre stavo analizzando la normativa, mi sono chiesto: nel caso in cui l’Assicurato, a seguito di uno degli eventi per i quali è prestata l’assicurazione, dovesse entrare in uno stato di coma, quale indennizzo spetterà mai all’Assicurato o ai beneficiari dello stesso?

Tu come la pensi?

Riassicurazione e coassicurazione: lettera ad un assicuratore

macchinadascrivere.jpgQuale risk manager e responsabile della gestione del programma assicurativo, qualche tempo fa scrissi questa lettera ad un assicuratore sul tema della coassicurazione e della riassicurazione, lettera che intendo condividere con te che mi leggi.

“Sappiamo bene che la riassicurazione (artt. 1928 ss. Codice Civile) rappresenta il meccanismo in base al quale una Compagnia di assicurazioni trasferisce parte del rischio assunto attraverso la polizza venduta all’Assicurato, ad un altro soggetto (il riassicuratore).

In caso di sinistro, la Compagnia di assicurazioni corrisponderà all’Assicurato l’intero indennizzo, ma si farà poi rimborsare dal riassicuratore la parte di danno corrispondente alla quota assunta da quest’ultimo. Naturalmente, la Compagnia di riassicurazioni svolge la sua attività a fronte del pagamento di un premio, corrisposto dalla Compagnia di assicurazioni, calcolato in proporzione all’entità della quota di rischio cedutagli.

Benchè il rapporto negoziale intercorrente tra riassicuratore ed assicuratore non produca particolari effetti giuridici nei confronti dell’Assicurato (il quale, tra l’altro, non è tenuto a conoscerne i contenuti), può comunque avere riflessi sostanziali verso quest’ultimo. Capita talvolta, che, di fronte alla richiesta del cliente di aumentare l’importo dei massimali in polizza, l’assicuratore opponga un netto rifiuto, eccependo l’impossibilità di trasferire sul mercato riassicurativo esposizioni così ingenti. In realtà, l’insufficiente ritenzione del rischio da parte del riassicuratore potrebbe non dipendere da motivazioni tecniche (massimali troppo elevati), ma dalla scarsa disponibilità della Compagnia di assicurazioni al pagamento di un premio di riassicurazione di entità rilevante.
In altre parole, l’assicuratore, potrebbe scegliere di riassicurarsi poco, e, per questo motivo, sarebbe indotto a scoraggiare richieste di massimali importanti, adducendo giustificazioni pretestuose. E’ chiaro che un basso ricorso alla riassicurazione comporta spesso una limitata capacità di ritenzione di rischio e, dunque, ecco il ricorso alla coassicurazione anche per polizze contenute nei massimali (ricorso spesso motivato anche da politiche commerciali).

Sono noti i problemi che la pratica della coassicurazione può comportare, peraltro ad esclusivo carico dell’Assicurato, in quanto è esclusa ogni responsabilità solidale tra i coassicuratori (art. 1911 c.c.).

A seguito di tali considerazioni, la nostra politica di trasferimento dei rischi, attraverso lo strumento dell’assicurazione, ci impone di avvalerci di un assicuratore che voglia assumere i rischi al 100%, escluso ogni ricorso alla pratica della coassicurazione.

Responsabilità Civile Datoriale

tempimoderni.jpgUno degli scopi del blog è proprio la diffusione delle conoscenze, e così mi ha fatto piacere sapere che il collega Filippo Bonazzi, per una sua presentazione sul tema della RC aziendale, abbia preso spunto dal materiale che ho messo a disposizione sul blog riguardante la legge 123/2007 e il D.Lgs. 231/2001, temi tanto importanti a cui ho dedicato un’apposita sezione che, tra l’altro, è quella vistata con maggior frequenza.

Per contro anch’io ho appreso da Filippo una cosa nuova, consistente in un estratto delle condizioni della (nuova) polizza RC Datoriale, vale a dire, la copertura delle richieste di risarcimento relative a tutta una serie di fatti che, per il momento, mi limito a citare per titoli:

- Atto illecito e/o illegittimo relativo al rapporto di lavoro;

- Difesa (le spese legali per resistere alle richieste di risarcimento del terzo);

- Tutela dei dati personali (richiesta risarcimento per violazione della privacy);

- Gestione delle crisi relative al rapporto di lavoro, che comprende le spese di consulenza per la gestione della crisi e per il ristabilimento della reputazione, le spese per avvalersi di investigatori privati (beninteso nel pieno rispetto delle vigenti disposizioni e dei diritti dei lavoratori), le spese per consentire agli amministratori, direttori generali o dipendenti di ottemperare all’obbligo giuridico di comparire ad un’inchiesta.

Su questo tema assai interessante, mi riprometto di ritornarvi al più presto anche perché, proprio in sede della prossima assemblea annuale di ANRA, programmata per il 13 marzo 2008, si terrà un seminario dal titolo SICUREZZA SUL LAVORO E RESPONSABILITÀ DATORIALE: QUALI COPERTURE ASSICURATIVE ?

Come si suol dire, per saperne di più rimani sintonizzato.

Ma noi risk manager, dove siamo?

00000q07.gifMi capita di ricevere inviti ai corsi di formazione da parte dell’IIR - Istituto Internazionale di Ricerca - su vari argomenti. La scorsa settimana, ad esempio, mi è capitatato tra le mani l’invito per la conferenza dal titolo “Come tutelarsi da RISCHI e RESPONSABILITA’ negli Enti Locali” e ti voglio racontare le mie riflessioni.

Ho letto il programma ed ho notato che la maggior parte dei momenti del convegno saranno tenuti da avvocati o da persone che fanno parte di studi legali: e il risk manager?

Poi sono previsti un paio di interventi tenuti da due esponenti dei broker di assicurazioni, la società Aon (tra l’altro sponsor del convegno) e la WBA S.r.l.: e il risk manager?

Infine, vi saranno anche tre interventi di responsabili assicurativi interni agli enti locali e, uno di questi, quello della Regione Valle D’Aosta, tratterà il tema de “La scelta di non avvalersi di un broker per la gestione del rischio dell’Ente“.

Finalmente, era tempo che qualcuno dicesse che anche gli Enti possono camminare con le loro gambe e che non sempre è necessario ricorrere ad un intermediario assicurativo per la gestione dei propri rischi e del programma assicurativo: peccato che a dirlo non sarà un risk manager poiché io penso che questi temi dovrebbero emergere con maggior forza proprio da noi e dalla nostra associazione (parlo dell’ANRA).

Nel programma c’è anche la previsione di un workshop dal titolo “Organizzare e gestire una GARA D’APPALTO per l’assegnazione dei SERVIZI ASSICURATIVI”. Si parlerà del ruolo del broker, ma non anche del ruolo del risk manager. No, la mia critica non è il frutto di un potenziale senso di frustrazione, (che non c’è), solo che in un simile convegno preferirei ascoltare più voci. In questo workshop, ad esempio, assieme all’avvocato, avrei visto bene la presenza di un responsabile assicurativo interno degli Enti.

Apprendo che nel corso del workshop, si tratterà anche del ruolo dei soggetti riuniti e delle coassicuratrici. Si dirà che sarebbe meglio evitare il ricorso alla coassicurazione, magari inserendo nel bando di gara il divieto per le compagnie di ricorrere alla coassicurazione? Spero di sì.

In ultima analisi, in questo convegno, non è stata prevista la presenza di un risk manager, ma non parlo di uno dei soliti colleghi noti, bensì di un free lance il quale rappresenta una risorsa per quegli Enti che non possono o non vogliono dotarsi di uno staff interno per la gestione dei rischi e delle assicurazioni, ma che puntano magari alla crescita del loro personale interno.

Infine, una nota sui costi. Prima dicevo che il convegno pare sia sponsorizzato dal broker AON: sarà gratuito? Macché, la frequenza alle due giornate, più la giornata del workshop, costa ben 2.000,00 euro. Mi pare decisamente troppo.

E tu cosa dici? Qual’è la tua opinione?

Nuovo servizio del blog: nella colonna di destra ho previsto una nuova pagina SlideShare dove inserirò presentazioni in power point oppure in .pdf in modo da condividere le informazioni. Ogni tanto dateci un’occhiata.

Documenti al tempo del Web 2.0

web-20-bubble.jpgCaro lettore, avrai notato che alla fine della seconda colonna da sinistra c’è un box che contiene alcuni files. Da oggi, ho modificato il box, il cui titolo è “Documenti”, in quanto conterrà appunto tutta una serie di documenti nei vari formati (.jpg, .gif, .pdf, o altri), da condividere con te. Sul box vedrai una barra di scorrimento verticale per andare a visualizzare i vari documenti contenuti dei quali potrai fare il download, cioè scaricarli sul tuo pc per leggerli poi con tutta tranquillità e quando vorrai. Ritengo, infatti, che la condivisione delle informazioni sia uno degli aspetti più importanti e che sposa proprio la filosofia del Web 2.0.

Una nota tecnica: i primi tre documenti inseriti nel box riguardano ancora la legge 123/2007 (alla quale ho dedicato una pagina apposita per gli approfondimenti nell’ultima colonna di destra). Due di questi (in file immagine .jpg) sono la prima e le seconda pagina di un articolo che ho scannerizzato dalla rivista “Broker” (spero non me ne vorranno) in quanto mi sembra interessante che anche gli intermediari discutano di questi aspetti che sono strettamente correlati proprio alla gestione del rischio.

Older entries »