RISK MANAGEMENT – Il primo blog sul RM in Italia.

“Davanti ad una crisi ci si può ritirare, si possono proteggere i conti e preservare i contanti. Oppure possiamo renderci conto che il mondo ha bisogno di cambiamento“. (Sam Palmisano, Ceo IBM)

“Articoli sul Risk Management“: nuova rubrica

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Ho pensato di creare una nuova rubrica denominata appunto “Articoli sul Risk Management“ in modo da poter raccogliere i vari articoli o post che appaiono sulla stampa e sulla rete e che parlano del Risk Management e di questa splendida professione del risk manager.

La rubrica, che troverai posizionata sulla colonna più a destra della pagina, prende il via con un articolo pubblicato da Il Sole 24 Ore lo scorso 7 ottobre 2009 dal titolo “Il risk manager entra nel board“

Poi, magari, dimmi cosa ne pensi e se vuoi lascia il tuo gradito commento. :)

Qual è, oggi, il ruolo del broker?

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E’ ovvio che qui mi riferisco ai broker di assicurazioni e mi piacerebbe sapere che cosa ne pensi tu, caro lettore di questo blog.

Ai broker va l’indubbio merito di aver “smosso” le acque stagnanti del mondo assicurativo degli anni ‘70, ‘80 e in parte degli anni ‘90 del secolo scorso, ma il modello sul quale si è basato il loro sviluppo, mi pare che oggi si sia un pò appannato.

In particolare, mi piacerebbe capire qual è, oggi, il valore aggiunto di un broker.

Quando l’Azienda o un Ente pubblico si avvale di un risk manager (dipendente o free lance), è utile e funzionale la contemporanea presenza di un broker per l’intermediazione delle polizze?

Oppure, se ad occuparsi della gestione dei rischi e delle polizze è solo il broker, ciò è sufficiente?

Ed infine, è poi così vero che la capacità contrattuale di un broker (intesa come la capacità di ottenere le migliori condizioni contrattuali e il miglior prezzo sfruttando il suo peso degli affari intermediati nei confronti degli assicuratori) è sempre “superiore” a quella che può ottenere una singola Azienda o un singolo Ente pubblico che si rivolge direttamente al mercato assicurativo magari attraverso il suo risk manager?

Naturalmente qualche idea me la sono fatta, ma prima di dire la mia mi piacerebbe sapere come la pensi tu.

Bruzio Bisignano in tv e su YouTube

Soprattutto per gli amici friulani posto il passaggio televisivo (almeno quello che sono riuscito a registrare) di Bruzio Bisignano a “Buongiorno Regione“ del Friuli Venezia Giulia, la rubrica mattutina di Rai Tre, lo scorso 3 novembre, dove gli era stato chiesto di intervenire, quale formatore, sui temi della sicurezza sul lavoro che meriterebbero di essere trattati con più ampio respiro dagli organi di informazione.

Chissà, se almeno qui in Friuli, arriveremo ad avere una rubrica periodica su questi temi: le risorse, in termini di persone che potrebbero condurre una simile trasmissione, non mancano di certo.

Perché non pensare di creare un canale video con delle pillole settimanale?

Per ora buona, seppur breve, visione.

Qui il video nel mio canale su YouTube.

Enterprise Risk Management: l’Italia è in ritardo

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Nel nostro Paese mancano la cultura della prevenzione e la consapevolezza che la gestione dei rischi è la chiave del successo imprenditoriale.

La nascita del risk management è generalmente collocata verso la metà del secolo scorso negli Stati Uniti. Il processo evolutivo ha visto il passaggio dalla copertura assicurativa come unica soluzione possibile di gestione del rischio, all’adozione di tecniche e metodologie che mirino all’individuazione, valutazione e controllo di tutti i rischi aziendali.

Sempre più la capacità di gestire i rischi sta diventando il fattore chiave che alimenta la crescita del nostro sistema economico: senza la padronanza della teoria delle probabilità e degli strumenti di risk management i ponti non esisterebbero, la poliomielite colpirebbe ancora, gli aeroplani non volerebbero ed i viaggi spaziali sarebbero solo un sogno. Con l’inizio del terzo millennio alcuni fenomeni stanno rapidamente modificando la cultura d’impresa, facendo aumentare l’incertezza e facendoci vivere in una realtà sempre più insicura: mi riferisco alle calamità naturali, al terrorismo, alla finanza creativa, alla crisi energetica, alle “morti bianche”, alla dipendenza dalla tecnologia. I recenti crack internazionali mettono in luce alcune fragilità del nostro sistema capitalistico ed evidenziano come al mondo delle imprese sia sempre più richiesta una totale trasparenza, una “corporate governance” più efficace ed un maggior monitoraggio delle situazioni di pericolo.

Il nostro paese si è presentato con grave ritardo nel panorama europeo del risk management, limitando la sua implementazione alle grandi imprese industriali ed alle grandi banche, mentre nelle piccole/medie aziende la gestione del rischio veniva confusa con l’”insurance management”.

Fortunatamente, negli ultimi anni si nota un’evoluzione positiva, grazie anche all’accelerazione imposta dalle direttive comunitarie (Basilea 2, Solvency 2 etc.) e dalle norme nazionali (Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro). Purtroppo, mancando in Italia una reale cultura della prevenzione, molte aziende hanno avuto un approccio più “reattivo” che “proattivo”, concentrando i loro interventi più su aspetti formali per cautelarsi rispetto alla norma, piuttosto che implementare un corretto processo di “risk analysis”.

In effetti, il ruolo dell’Enterprise Risk Manager si rivela particolarmente delicato e complesso perché deve coniugare l’alta specializzazione con la multidisciplinarietà e deve essere di reale supporto a tutta la struttura aziendale nella gestione dei rischi. Per il suo successo alcune condizioni sono necessarie: anzitutto ci deve credere il vertice aziendale che deve inserirlo alle sue dirette dipendenze; l’implementazione deve essere considerata un investimento e non un semplice costo; non basta la buona volontà, ma bisogna creare le competenze necessarie; l’approccio deve essere “globale” per monitorare sia i rischi puri che i rischi finanziari. Altrettanto importante è sviluppare nel paese una cultura della prevenzione, senza la quale anche il seme dell’ERM rischia di produrre frutti limitati.

A livello del singolo, questa cultura si estrinseca in corretti comportamenti individuali di fronte a situazioni di pericolo: ciò è particolarmente significativo nella sicurezza sul lavoro e nella sicurezza stradale.

Nella sicurezza sul lavoro l’ERM introduce anche moderne tecniche comportamentali come il Behavior Based Safety, già sperimentate con successo nei paesi anglo-sassoni, che tendono a migliorare i comportamenti individuali di fronte ad eventi inattesi. Numerosi studi confermano che per ottenere una stabile riduzione degli infortuni sul lavoro occorre agire sul controllo della sicurezza degli impianti e degli ambienti di lavoro, ma anche e soprattutto intervenire sui comportamenti umani, attraverso metodi e strumenti innovativi che rendano il lavoratore “ready for the unexpected”, cioè in possesso di automatismi che portino ad una forte resistenza all’oblio ed ad un’eccezionale velocità di risposta.

Anche nella sicurezza stradale i comportamenti individuali sono determinanti: molto si è fatto negli ultimi anni per migliorare le caratteristiche costruttive delle autovetture e della segnaletica stradale, ma poco o nulla per modificare i comportamenti di guida degli automobilisti. Condurre una vettura non è un comportamento individuale, come normalmente si ritiene, ma un comportamento sociale interattivo, essendo la risultante di tre elementi in relazione tra loro: la persona, il veicolo e l’ambiente esterno. Il guidatore attua comportamenti percettivo-visivi, opera condotte percettivo-motorie ed elabora stimoli spaziali e temporali. Quindi, l’organizzazione spazio-temporale dell’individuo è fondamentale per una buona condotta di guida. L’obiettivo europeo di ridurre del 50% i morti sulle strade entro il 2010 non potrà essere realizzato se non si interverrà sulle abitudini di guida degli italiani.

Sul tema della diffusione della cultura della prevenzione molto rimane da fare sia da parte del mondo politico che del mondo delle imprese.

Il mondo politico dimostri di crederci veramente, riducendo la tassazione sugli atti di prevenzione (le imposte sulle polizze incendio sono ancora del 22,25%, le più alte in Europa!) e legiferi sul finanziamento dei danni da calamità naturali in quanto il nostro paese è l’unico tra quelli civili a non aver ancora provveduto.

Le Unioni Industriali lancino un grande road-show formativo per far comprendere alle PMI che la corretta gestione di tutti i rischi aziendali fa ridurre gli infortuni sul lavoro e fa crescere il valore d’impresa nel tempo.

Fonte CINEAS

Sentenza Cassazione n° 22608: l’assicurazione non copre i danni morali subiti dai dipendenti?

Sentenza

Dalla consultazione della rassegna info-legal.it apprendo che la Corte di Cassazione con la sentenza n. 22608 del 26 ottobre 2009 avrebbe stabilito che l’assicurazione stipulata dall’azienda per restare indenne rispetto agli infortuni sul lavoro non copre il danno morale subito dal dipendente.

Una ricerca in rete per “scovare“ la sentenza mi ha portato qui dove si legge che, non solo l’assicurazione stipulata dall’azienda per restare indenne rispetto agli infortuni sul lavoro non copre il danno morale subito dal dipendente, ma anche che, prima della riforma del 2000, l’assicurazione non copriva, e resta valido per tutto il contenzioso ancora in corso, neppure il danno biologico.

Lo ha sancito la Suprema corte che, con la sentenza citata, ha respinto il ricorso di un imprenditore che chiedeva di essere tenuto indenne dalla sua assicurazione dai danni biologici e morali subiti in un incidente da un suo dipendente. La terza sezione civile ha affermato che “la copertura assicurativa prevista dall’attuale sistema di assicurazione sociale contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, pur non avendo ad oggetto il danno patrimoniale in senso stretto, non è, peraltro, riferibile né al danno biologico né a quello morale, essendo le indennità previste dal d.p.r. 1124 del 1965 collegate e commisurate esclusivamente ai riflessi che la menomazione psicofisica ha sull’attitudine al lavoro dell’assicurato non assumendo alcun rilievo gli svantaggi, le privazioni e gli ostacoli che la menomazione stessa comporta con riferimento agli altri ambiti ed alle altre modalità di espressione della personalità del danneggiato nella vita di relazione, tra cui la stessa capacità di lavoro generico”.

Mi pare una sentenza incredibile per la portata che potrebbe avere sulle coperture assicurative e dunque sui piani di gestione dei rischi perciò, in attesa di trovare la sentenza, ti chiedo se tu ne sai qualcosa.

Aggiornamento: ho trovato la sentenza, eccola: Sentenza 3a sezione Cassazione n. 22608_2009

Chi vuole commentarla?

Venezia Bar Camp 2009

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Nell’ambito della manifestazione, promossa dal Comune di Venezia per festeggiare il progetto Cittadinanza Digitale, il prossimo 24 ottobre si terrà il Venezia Bar Camp 2009 e spero veramente di poterci essere per poter seguire alcuni interventi che mi interessano molto nopnché per poter  incontrare e conoscere cittadini della “parte abitata della rete“.

Il barcamp è una conferenza generata dai partecipanti: nessuno è spettatore e tutti contribuiscono alla riuscita dell’evento portando un progetto, un idea, preparando una presentazione, partecipando alla discussione o aiutando nell’organizzazione. Insomma, non è la classica conferenza in cui esiste un tema prefissato e una rigida scaletta degli interventi e degli argomenti da trattare. C’è una traccia, in questo caso è “la cultura digitale”“, e degli spazi a disposizione da utilizzare per proporre un argomento e discuterne.

Se ci sarai, spero di poterti incontrare.

Aggiornamento: purtroppo una tosse fastidiosa mi ha tenuto fisicamente lontano da Venezia :(

Convegno dell’Associazione Italiana Ingegneria Antincendio

sprinkler-headRicevo dal collega risk manager Maurizio Micale l’informazione che pubblico molto volentieri che, nei prossimi giorni, si terrà il 12° convegno nazionale dell’Associazione Italiana Ingegneria Antincendio (A.I.I.A.), sezione italiana della Society of Fire Protection Engineers dal titolo:

SISTEMI GESTIONE SICUREZZA ANTINCENDIO

Il convegno è organizzato in collaborazione con il Politecnico di Milano – Dipartimento di Energia e A.I.A.S. e si terrà presso l’Auditorium del Politecnico di Milano in Via Pascoli n. 53, il giorno 29 Ottobre 2009.

Il programma del convegno, con i dettagli della giornata, e la scheda di partecipazione sono disponibili sul sito dell’A.I.I.A. all’indirizzo www.aiia-sfpe.org

Per ogni ulteriore dettaglio è possibile contattare la segreteria A.I.I.A. presso Hughes Associates Europe ai numeri sotto riportati.

Ho scritto su Postilla #2

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La lettura dell’articolo Un’analisi critica delle tabelle delle nuove malattie professionali di cui al Decreto ministeriale 9 aprile 2008 (G.U. n. 169 del 21 luglio 2008), mi spinge a fare alcune considerazioni pratiche sulla gestione del rischio in chiave di Risk Management così da entrare, anche con esempi pratici, nei temi di cui vi parlerò in questo spazio.

Leggi tutto l’articolo

Estote parati

Blog enter

Qui potrai leggere il mio primo post su Postilla come premessa al tema del Risk Management.

Buona lettura.

Scrivo una “Postilla“

logo_postilla

Ti comunico che da qualche giorno ho il piacere di essere parte dei professionisti “blogger“ che scrivono sul blog Postilla la prima blog community fatta da professionisti per i professionisti.

Avrò il mio blog personale (lo trovi nell’area Impresa) dove tratterò dei temi legati al Risk Management cercando, come qui, il confronto con chi mi viene a leggere e con gli altri professionisti di Postilla.it.

Quindi, quando passi di qua, fai un salto anche su Postilla dove, come dicevo, “postano“ altri interessanti professionisti e potrai avere, in un colpo d’occhio, una visione sui vari temi.

Io, speriamo che me la cavo :)

ThyssenKrupp: danno morale alla città

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Conosciamo quanto sia importante gestire il rischio per evitare soprattutto il verificarsi di un evento che possa intaccare il patrimonio della società per la quale operiamo come risk manager e conosciamo quali possano essere gli effetti negativi quando poi il danno sia riconducibile ad una responsabilità della stessa società.

Tra questi “effetti negativi“ ne dobbiamo annoverare e prendere in considerazione uno nuovo (almeno per me): il danno morale alla città richiesto dal sindaco di Torino, Sergio Chiamparino in quanto Torino si è costituita parte civile nel processo alla ThyssenKrupp per il rogo alle acciaierie che, nella notte tra il 5 e il 6 dicembre del 2007, costò la vita a sette operai.

Non chiediamo danni materiali, ma solo morali ha dichiarato il sindaco Sergio Chiamparino all’udienza del processo ThyssenKrupp del 18 settembre 2009, il quale ha precisato: ci tengo a dire che la ragione principale della nostra costituzione di parte civile non è il danno materiale in sè e neanche un semplice danno d’immagine, ma piuttosto quello che definirei un danno morale perchè quello che riteniamo essere uno dei fondamenti della costituzione morale della nostra città, ossia la sicurezza sul lavoro, è stato leso da ciò che è avvenuto.

Il Comune di Torino, diversamente dalla Regione Piemonte che ha quantificato il danno in 180 mila euro, non ha indicato una cifra, ma ha sottolineato che l’eventuale risarcimento sarà devoluto a borse di studio sulla sicurezza sul lavoro.

Quindi, dopo la tesi del dolo eventuale, altre pesanti conseguenze si stagliano all’orizzonte dell’azienda tedesca la cui reputazione mi pare ne esca irrimediabilmente danneggiata.

Per una cronologia aggiornata dei fatti relativi alla vicenda ThyssenKrupp puoi andare qui.

Dedicato ad Apple

L’iPhone 3Gs, è indiscutibilmente un telefono innovativo che ha cambiato (e cambierà ancora) il nostro modo di usare un telefono mobile.

E’ un prodotto di immediato approccio nell’uso, che consente di utilizzare da subito funzioni come ad esempio il controllo vocale.

Apple è un’azienda di successo perché realizza prodotti non solo di ottima qualità ma soprattutto usabili, oggetti che hanno cambiato il mio modo di fare le cose rendendomi più libero e, dunque, più felice.

Grazie, Apple.

Il D.Lgs. 106/2009 correttivo del D.Lgs.81/2008

Sentenza

Anche se è passato qualche giorno, volevo che apparisse su questo blog la notizia che, sulla Gazzetta Ufficiale, è stato pubblicato il Decreto Legislativo n. 106/09 che integra e corregge il D.Lgs. 81/2008 in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il provvedimento, che assieme alle altre normative in materia, dovrebbe essere conosciuto da ogni risk o insurance manager, è entrato in vigore il 20 agosto 2009.

Il decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri è rigorosamente coerente con i principi e i criteri direttivi della delega concessa dal Parlamento al Governo nella passata legislatura in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro con la Legge 3 agosto 2007, n. 123 (il cui testo è consultabile dal Box dei documenti pubblicati nella colonna qui a fianco). Il decreto non ha dunque carattere innovativo, dovendo rispettare i principi e i criteri direttivi stabiliti dal parlamento nel 2007.

Per aiutare nella lettura, pubblico anche il testo completo del D.Lgs. 81/2008 con le modifiche apportate dal D.Lgs. 106/2009 così come è stato elaborato dalla Direzione Provinciale del Lavoro di Modena la quale avverte che, visto la corposità del testo normativo e del ristretto lasso di tempo dalla pubblicazione del D.L.vo n. 106/2009, ci potrebbero essere errori ed omissioni.

Cosa cambia allora rispetto a prima? Vediamolo in un primo commento dettagliato del D.Lgs. 106/2009 curato dall’l’ing. Riccardo Borghetto di Punto Sicuro. Come dice l’autore, vista la corposità del testo normativo e il ristretto lasso di tempo dalla pubblicazione del D.L.vo n. 106/2009, la redazione di Punto Sicuro si riserva di ripubblicare l’articolo rivisto e corretto nei prossimi giorni, insieme alla seconda parte dello speciale (della quale provvederò a darne notizia su questo blog).

E già che ci siamo, vediamo cosa cambia anche riguardo all’apparato sanzionatorio del Testo Unico.

Un commento personale e a caldo: mi pare che in questo decreto correttivo i miglioramenti alla normativa base del D.Lgs, 81/2008 siano maggiori delle ombre e qui voglio citare alcuni passaggi che mi sembrano degni di nota:

- i contratti di appalto, d’opera o somministrazione;

- la valutazione dei rischi e la data certa;

- l’informazione, formazione e addestramento che (finalmente!) viene resa obbligatoria anche ai dirigenti oltre che per i preposti.

Per ora mi fermo qui e ci diamo appuntamento con gli altri approfondimenti in materia.

BakerTweet: il pane è pronto

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Twitter, il più popolare sito di microblogging sta conoscendo un incremento esponenziale di utenti tanto che alcune realtà si servono di questo servizio per risolvere i problemi di tutti i giorni.

Oggi ti voglio parlare di una cosa che ho appreso da ioChatto e che non mancherà di suscitare il tuo interesse.

Si tratta di Baker Tweet, un piccolo dispositivo Wi-Fi con cui i fornai inglesi possono avvisare i clienti degli ultimi prodotti appena sfornati. Il funzionamento di questo dispositivo è molto semplice, basta installarlo su una parete del forno e quando il pane o i biscotti sono pronti, non si dovrà fare altro che ruotare la manopola posta al centro, selezionare il prodotto appena sfornato e premere il pulsante. A questo punto, i clienti verranno avvertiti tramite tweet che “la pappa è pronta”.

Sempre grazie a Twitter cominciano ad affiorare anche le applicazioni più stravaganti, che possono però trasformarsi in opportunità di business. Qualche esempio?

Twit2art si occupa di trasferire su tela gli i tweet, ma se sei particolarmente fiero di un tuo tweet, perché non indossarlo? Con Twitoshirt è possibile: non devi far altro che inserire l’url dello status che preferisci, scegliere taglia e colore della maglietta e attendere che ti venga recapitata a casa.

Come avevo già scritto qui sarebbe interessante sviluppare qualche servizio di Twitter per i risk manager o nell’ambito delle assicurazioni: qualche idea?

Prima della Siviera era la Miniera

Dal blog di Ugo Fonzar apprendo la notizia dell’Adunata dei MAPPERS = Mappers REUNION! (con amici, parenti e simpatizzanti, OVVIAMENTE!) sabato 12 settembre a Cludinico (frazione di Ovaro) alle 9.00 per la visita alla miniera di carbone e poi discussionepranzo.

Una “reunion” per rivedere un po’ di storia del lavoro, per fare il punto sulle novità che riguardano i temi della sicurezza sul lavoro (decreto correttivo del D.Lgs. 81/2008) e poi per concludere con il momento conviviale a Pesariis.

Come Mapper anch’io vedrò di esserci. :)

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