Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

"Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare” (José Saramago)

Archivio per marzo, 2008

Nuova associazione sui temi del Business Continuity Management

risk.jpgIl collega risk manager di STMicroelectronics, Maurizio Micale, che ringrazio, mi segnala la nascita di una nuova associazione, la BCManager, finalizzata alla promozione della conoscenza del Business Continuity Management e delle discipline a questo collegate, quali Crisis Management e Risk Management, attraverso la predisposizione e l’attuazione di iniziative, attività e servizi.

L’associazione, nata a Milano dall’incontro di esperti del settore già operanti in grandi Aziende quali Barilla, Marsh Risk Consulting, Pirelli, Telecom Italia, Vodafone e Zurich Consulting, si prefigge di divenire interlocutore privilegiato del mondo economico, instaurando rapporti con le sue realtà più rappresentative: il suo lavoro consentirebbe infatti a tutti i professionisti del settore uno scambio di opinioni ed esperienze specifiche, che vanno dalla sicurezza informatica a quella fisica, dal Risk management assicurativo alla gestione dei rischi di contaminazione del prodotto.

Il prossimo 10 aprile 2008, BCManager organizzerà, presso la sede delle Ferrovie dello Stato a Roma, un pomeriggio di approfondimento (gratuito): qui il programma

Nel suo sito la BCManager anticipa che anche il ‘chapter’ milanese organizzerà a breve un workshop analogo, su temi ancora da definire nei dettagli: in questo modo invita chi fosse interessato a contribuire liberamente all’agenda con le proprie idee.

Sicuramente questo blog seguirà l’evoluzione di questa associazione che pare essere molto vicina ai temi della gestione dei rischi.

Ore 11,00: infortunio sul lavoro

elmetto-cantiere.jpgOggi, 20 marzo 2008, si è verificato un infortunio sul lavoro, ma questa volta è accaduto nella mia abitazione.

Tutto nasce dall’esigenza di provvedere alla tinteggiatura delle pareti esterne dell’abitazione del cui lavoro, dopo un’attenta verifica, è stato incaricata un’impresa specializzata alla quale sono stati richiesti tutti i documenti previsti dall’art. 7 del D.Lgs. 626/94 e non solo quelli.

Per effettuare il lavoro era necessario montare un’impalcatura che rispondesse ai requisiti di sicurezza: per andare sul “sicuro” è stata incaricata un’impresa dedicata alle attività di noleggo, montaggio/smontaggio di ponteggi. Il costo per questo intervento gravava per il 30% sul totale dei lavori. Senza alcuna esitazione (malgrado i costi) è stato affidato l’incarico all’impresa la quale ha eseguito i lavori a regola d’arte con personale specializzato e adeguatamente formato, rilasciando tutti i necessari documenti come il Pi.M.U.S. (piano per il montaggio, uso e smontaggio di ponteggi) e il P.O.S. (Piano Operativo della Sicurezza). Durante la fase di montaggio tutto è andato per il verso giusto.

Oggi si prevedeva lo smontaggio della struttura. Quando questa mattina sono arrivati gli addetti allo smontaggio gli è stato detto di indossare i DPI previsti, imbraghi ed elmetti, e per fortuna!

Infatti, verso le 11,00 circa, dopo un’intera mattina passata a controllare lo stato dei lavori e la loro corretta esecuzione anche in riferimento alle norme di sicurezza, ero appena risalito nel mio appartamento quando sentii un frastuono come di materiale caduto: affacciandomi sulla terrazza vidi uno degli uomini sull’impalcato che guardava verso il basso dove stava l’altro suo collega il quale, però, stava barcollando. Immediatamente ci recammo da lui cercando di capire cosa fosse successo. In pratica era caduta la tavola batti-tacco (la causa del frastuono), ma anche un pesante martello che, evidentemente, non era fissato alla cintura dell’addetto che si trovava in alto.

Da una prima e veloce ricostruzione, pare che il martello sia caduto sulla testa del lavoratore che si trovava a terra il quale, come doveva, indossava regolarmente il casco di protezione! Non oso immaginare cosa sarebbe accaduto se, per qualche motivo, non l’avesse indossato.

Quindi, visto che accusava alcuni sintomi di malessere (sudorazione, feddo, dolore alla schieda e allo stomaco), abbiamo allertato il 118 che ha fatto pervenire sul luogo il personale il quale ha prontamente soccorso l’infortunato che è poi stato trasportato presso l’ospedale di Pordenone.

Poco dopo (come prevedibile) alla mia porta ha bussato l’U.P.G. (Ufficiale di Polizia Giudiziaria) dell’Azienda Sanitaria per le verifiche del caso: visita e foto al luogo dell’accaduto (che avevo lasciato immutato) e stesura del verbale per la ricostruzione dell’accaduto secondo la mia percezione dei fatti. L’U.P.G. ha potuto constatare l’esistenza della documentazione (tra i pochi privati ad averla, mi ha detto) che si portato appresso per le verifiche del caso.

Perché ti racconto tutto questo?

Per condividere con te questa esperienza che, anche se non ce ne fosse bisogno, conferma una volta di più quanto sia opportuno prestare attenzione alla sicurezza sul lavoro o, meglio, alla sicurezza in generale.

Che bisogna investire risorse economiche per attuarla e che queste sono ben poca cosa rispetto alla salvaguardia della salute degli individui e alle responsabilità civili, penali, sociali, ma che soprattutto l’attenzione agli altri è anche un fatto culturale che investe tutti noi.

La cosa importante, infine, è che l’infortunato pare non abbia riportato gravi traumi e credo che sarà contento di aver dato ascolto a chi, questa mattina, gli ricordò di indossare l’elemetto.

Documenti condivisi

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Ho già espresso più volte la necessità di condividere la conoscenza e, dunque, i relativi documenti prodotti dai colleghi risk manager, ma non solo da essi.

Come sai, nella colonna di destra sotto la voce SlideShare ho caricato tutta una serie di presentazioni in formato .ppt oppure .pdf che ho ritenuto più interessanti e che riguardano il tema della gestione dei rischi. Ti consiglio di curiosare ogni tanto in questa sezione per vedere se vi saranno (e ci saranno) nuovi documenti.

Alcuni colleghi hanno messo a disposizione del blog le loro presentazioni che sono sempre interessanti da avere e, soprattutto, da consultare.

Oltre alla presentazione del già citato Luigi Tassone, le altre sono quelle dei colleghi Paolo Rubini, risk manager di Telecom Italia e di Marco Terzago, risk manager di Skf: grazie davvero!

Assemblea ANRA e seminario sulla RC datoriale

Lo scorso 13 marzo si è tenuta a Milano la consueta Assemblea annuale dell’ANRA e, nel pomeriggio, il seminario tenuto dal dott. Luigi Tassone dell’area Corporate delle Assicurazioni Generali sul tema “Sicurezza sul lavoro e responsabilità datoriale: quali coperture assicurative?”

In questo caso, per RC datoriale è da intendersi la Responsabilità civile verso Terzi e verso Prestatori di lavoro e non quella delle condizioni di cui alla polizza AIG, della quale ho invece già parlato nel post dello scorso 22 febbraio.

Oggetto della presentazione è stata la spiegazione della Legge 123/2007, che ha modificato il D.Lgs. 626/94, e i risvolti di questa nel D.Lgs. 231/2001 e l’analisi degli articoli del nuovo Testo Unico (sul tema vedi questo interessante post).
Una conferma che i risk manager dovrebbero occuparsi di questi temi e, per quanto mi riguarda, me ne occupo quotidianamente.

Come dico sempre, l’importante è condividere la conoscenza ed è quindi in quest’ottica che le slide della presentazione consegnatami dallo stesso Tassone, le potrai trovare nella colonna di destra alla voce “Slideshare”

Nota curiosa sulla percezione del rischio:
tornando verso la metro, sono passato davanti ad un negozio dove stava bruciando un cestino, probabilmente a causa di un mozzicone di sigaretta buttato dove non doveva essere buttato. Si stava formando del fumo denso e nessuno interveniva. Ad un certo punto, è arrivato un cameriere con dell’acqua che ha spento il focolaio. Poi l’acqua è colata dal cestino ed ha formato una larga chiazza sul pavimento. Nessuno ha posto un segnale di avvertimento di pavimento bagnato per le persone che transitavano lì davanti le quali, non vedendo la chiazza d’acqua che si confondeva con il pavimento lucido, rischiavano di cadere ad ogni passo. A quel punto, ho avvisato del rischio la persona del negozio pregandola di intervenrie poichè, fino a quel momento, era rimasta assolutamente passiva. Credo che il problema sia questo, la bassa attenzione ai pericoli che però è dovuta ad una nostra mancanza di formazione culturale. Non si spiegherebbe altrimenti il fenomeno delle migliaia di persone che ogni anno, in Italia, rimangono vittime di incidenti… domestici o legati allo svolgimento della vita privata. E quindi chiediamoci: “noi che atteggiamento abbiamo verso le nostre azioni quotidiane? Diamo l’esempio parlandone con gli altri? Anche questo, per me, vuol dire fare il risk manager.

Legge 123/2007: obbligazione solidale del committente per danni non coperti dall’INAIL

La recente lettura di un articolo apparso su ISL – Igiene e Sicurezza del Lavoro n. 1/2008, a cura del prof. di Diritto del Lavoro, Francesco Bacchini dell’Università di Milano-Bicocca, mi da lo spunto per tornare sul tema.

Sappiamo che con la previsione del nuovo comma 3-bis dell’art. 7 del D.Lgs. 626/1994, di cui alla legge 123/2007, “l’imprenditore committente“ viene chiamato a rispondere in solido con l’appaltatore “nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori“ di tutti i danni subiti dal lavoratore “dipendente dell’appaltatore o dal subappaltatore“, nel caso in cui tali danni non risultino indennizzati dall’INAIL.

Il precetto di cui al citato comma 3-bis dell’art. 7, dovrebbe operare nei casi di danno biologico o da inabilità temporanea, nonché a garanzia del risarcimento di danni come quello morale ed esistenziale, mentre deve essere escluso che il committente possa venir chiamato in via solidale con il datore di lavoro appaltatore o subappaltatore a rispondere solidalmente dell’azione di regresso intentata dal’INAIL e ciò in quanto, creditore solidale risulta essere soltanto il lavoratore dipendente dell’appaltatore o del subappaltatore che ha subito il danno non coperto dall’INAIL e, inoltre, il presupposto dell’esercizio dell’azione di regresso è una condanna penale del datore di lavoro o delle persone di cui egli debba rispondere secondo le leggi civili, per il fatto del quale derivano l’infortunio o la malattia professionale risarcita dall’istituto assicuratore.

Infatti, benché l’art. 10 del d.P.R. 1124/1965 preveda l’esonero del datore di lavoro dalla responsabilità civile per gli infortuni sul lavoro e le malattie professionale, tale esonero non si verifica nell’ipotesi in cui lo stesso datore di lavoro o le persone di cui egli debba rispondere secondo le leggi civili, ovvero secondo l’art. 2049 c.c. (che disciplina la responsabilità dei padroni e dei committenti), abbiano riportato condanna penale per il fatto dal quale l’infortunio o la malattia sono derivati.

Ci si domanda poi se, oltre alle ipotesi di mancata copertura del danno da prte dell’assicurazione obbligatoria, la responsabilità solidale non intervenga anche per danni non coperti in conseguenza della irregolarità totale o parziale della posizione lavorativa e della correlativa accensione della posizione assicurativa, da parte dell’impresa appaltatrice o subappaltatrice nei confronti del lavoratore.

Nel dubbio, anche in ottica di Risk Management, da un lato si rende necessaria per il committente, una verifica puntuale di tutte le posizioni lavorative ed assicurative (ma anche contributive e retributive) dei dipendenti degli appaltatori e subappaltatori, e ciò al fine non tanto di non essere coinvolto nel risarcimento del danno, quanto di precostituirsi documentazione idonea a rivalersi per le somme eventualmente pagate nei confronti dell’appaltatore (o subappaltatore), mentre dall’altro si deve optare per chiedere al proprio assicuratore che la polizza di responsabilità civile aziendale copra anche tale responsabilità solidale.

Infortuni e stato di coma

Quando analizzo una polizza penso sempre ai rischi che con tale polizza si vuole trasferire finanziariamente al mercato assicurativo e così ho fatto anche in relazione ad una polizza infortuni che assicura il board di un’importante Azienda.

In tale polizza vengono assicurati i casi Morte ed Invalidità permanente con capitali importanti, ma mentre stavo analizzando la normativa, mi sono chiesto: nel caso in cui l’Assicurato, a seguito di uno degli eventi per i quali è prestata l’assicurazione, dovesse entrare in uno stato di coma, quale indennizzo spetterà mai all’Assicurato o ai beneficiari dello stesso?

Tu come la pensi?

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