Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

"Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare” (José Saramago)

Ocjo – Lavorare e vivere senza farsi male: si replica

Dopo la fantastica giornata dello scorso 28 settembre quando, presso il Teatro Candoni di Tolmezzo ed insieme a Flavio Frigè, Bruzio Bisignano e il duo dei Trigeminus (in arte Mara e Bruno Bergamasco), ho avuto modo di incontrare circa 800 lavoratori di Automotive Lighting Italia S.p.A. del plant di Tolmezzo, il 3 ottobre si replica per i lavoratori del terzo turno e quelli che non hanno potuto partecipare la volta scorsa. Questa volta saremo presso la sede dell’Agemont per parlare della sicurezza e dei rischi in un modo spero interessante, ma sicuramente denso di emozioni.

Una giornata particolare a Tolmezzo

Domani parteciperò, cercando di dare il mio contributo di risk manager, all’evento formativo organizzato da Automotive Lighting Italia S.p.A. del Gruppo Magneti Marelli con altri stimati professionisti. Un grazie all’ing. Andrea Peresson, responsabile della funzione Ambiente e Sicurezza che mi ha coinvolto in questo progetto.

Per visualizzare o scaricare la locandina, clicca qui.

locandina_a3-v4

The Travel Risk Map 2016

trm2016

Grazie alla International SOS and Control Risks,  una società leader nel settore dei servizi di assistenza sanitaria e di sicurezza che affianca le aziende all’estero nel proteggere il proprio personale distaccato nel rispetto degli obblighi di tutela dei dipendenti, diventando parte integrante del sistema aziendale di gestione dei rischi e per questo ben conosciuta dai risk manager che si trovano a dover gestire i viaggi e le missioni all’estero del personale, vi propongo di dare un’occhiata (e anche più di un’occhiata) alla Travel Risk Map 2016 che la International SOS ha messo a punto e che potrete scaricare in formato pdf da questo link: international-sos-travel-risk-map-2016.pdf.

Questo post si lega perfettamente con il mio precedente Travel Risk Management che pubblicai l’anno scorso proprio per trattare un argomento di cui dovrebbero appropriarsi tutte le Imprese (e non solo) che si trovano a dover gestire i viaggi e le missioni all’estero del proprio personale.

Political Risk Map 2016

Terrorism_map

Come ogni anno ecco la mappa con il Rischio Politico: potrete vedere le mappe e tutta una serie di altri dati interessanti oltre che utili, a questo link.

Noterete, per esempio, che per la Francia anche a seguito dei diversi tragici fatti legati al terrorismo che sono oramai una cronaca quasi quotidiana, il rischio paese è di livello medio.

Come avevo scritto già l’anno scorso, abbiamo oramai capito che questi rischi non riguardano solo paesi lontani da noi, ma anche i nostri stessi luoghi in cui viviamo e lavoriamo ogni giorno: cambia il contesto e con esso la risposta da dare per una più fattiva gestione dei rischi.

Direttiva macchine e rischio RCO

In questi anni mi è capitato più volte di partecipare ad alcuni seminari nei quali si trattava l’argomento della Direttiva Macchine e, in uno dei più recenti, si è riflettuto sia sulla responsabilità del datore di lavoro che progetta e produce le macchine per venderle, di chi le acquista per i suoi processi produttivi, ma anche di quelle aziende che utilizzano macchinari auto-prodotti per le proprie esigenze produttive.

Innanzitutto mi sono chiesto quanti datori di lavoro abbiano chiaro che, anche se la macchina è auto-prodotta, deve essere predisposta un’adeguata documentazione come il  Fascicolo Tecnico della Costruzione, a tacere poi di quante volte avvengono delle modifiche non autorizzate su macchine marcate CE con tutto quanto questo comporta in termini di rischi e, dunque di responsabilità.

E poi mi sono chiesto, ma un’azienda che svolge una certa attività, poniamo produzione e commercializzazione di abbigliamento che è assicurata per la RCO sulla base di tale attività, nel caso dovesse verificarsi un infortunio su una macchina auto-prodotta, tale infortunio risulterà coperto dall’apposita copertura RCO, oppure tale evento rappresenta un rischio “altro“ rispetto a quello principale (nella descrizione dell’attività svolta, infatti, non viene citata anche la produzione di macchinari in proprio), e dunque non sarà coperto dalla polizza?

Pensiamoci!

Rischio stradale sul lavoro

f52fe3f6-e13f-49b9-bca4-e4ad02182153

E’ un pò che non scrivo qualche post, almeno su questo blog, e riprendo per commentare questo articolo sul tema della salute e sicurezza sul lavoro questa volta legata al rischio stradale.

Sappiamo, si legge nell’articolo, che ogni datore di lavoro, tra i propri obblighi, ha quello di effettuare la valutazione dei rischi dei lavoratori e prendere le misure per ridurre detti rischi, consentendo al proprio personale di lavorare in piena sicurezza.
Le aziende che hanno grandi numeri in termini di dipendenti, veicoli in uso e spostamenti quotidiani avvertono la gestione del rischio stradale  come uno dei principali punti su cui focalizzare la propria attenzione ed a cui destinare una quota significativa delle risorse dedicate alla sicurezza sul lavoro. Per innumerevoli attività, infatti, il “luogo di lavoro” non è un posto specifico individuato all’interno di un ufficio o di uno stabilimento produttivo (che pure deve avere le sue misure per la riduzione del rischio di infortuni tra veicoli e persone), ma è la strada pubblica, spesso in condizioni di difficile gestione (come nel caso di flussi di merci pericolose che impegnano le strade urbane).
E non va poi dimenticato che gli incidenti stradali sono la prima causa di morte sul lavoro (come testimoniano ogni anno i dati INAIL). Per minimizzare i rischi di questi lavoratori ed aumentare la sicurezza stradale (a vantaggio loro e di ogni altro utente),  viene in aiuto dei responsabili aziendali la Checklist per la riduzione del rischio stradale sul lavoro, che consente di ridurre il rischio stradale intervenendo sulle componenti Uomo, Veicolo e Spostamento del “sistema guida”. Ogni responsabile aziendale della sicurezza può consultarla e verificare, punto per punto, se la propria azienda sta tenendo debitamente in conto ogni aspetto importante ai fini della riduzione del rischio.

Anche in questo modo, a mio parere, si fa Risk Management. Buon lavoro.

Global Claims Review 2015 by Allianz

Fire

Pubblico un interessante Rapporto sui Danni Globali, il Global Claims Review 2015: Business Interruption In Focus che, come recita già nel titolo, pone una particolare attenzione sull’aspetto della Business Interruption, che in Italia chiamiamo “Danni Indiretti da interruzione di attività“.

Tale rapporto, curato da Allianz Global Corporate & Specialty, esamina gli anni che vanno dal 2010 al 2014. Secondo tale rapporto, le principali cause di una business interruption sono dovute ai seguenti eventi:

  1. Fire and explosion
  2. Storm
  3. Machinery breakdown
  4. Faulty design/material/manufacturing
  5. Strike/riot/vandalism
  6. Cast loss (entertainment)
  7. Flood
  8. Collapse
  9. Human error/operating error
  10. Power interruption

Buona lettura e, come sempre, buone riflessioni.

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: