Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

"Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare” (José Saramago)

Mappa rischio insolvenza paese – gennaio 2017

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Stando sul tema delle mappe di rischio paese per le diverse tipologie di rischio, con questo primo post del 2017 (a proposito, buon Anno!), pubblico anche quella proposta da Coface (cliccare sull’immagine per ingrandirla) per il rischio di insolvenza, e vi invito a leggere qui il comunicato di Coface da cui riporto alcuni punti a mio avviso salienti:

Rischio politico globale a livelli record nel 2017

Il rischio politico sarà nuovamente fonte di preoccupazione nel 2017. Fra le economie avanzate, è l’Europa che si confronta con le maggiori incognite politiche, dato il numero di scadenze elettorali decisive e l’attesa per le esatte modalità della Brexit. Nell’ultimo anno l’indicatore di rischio politico europeo di Coface è aumentato in media di 13 punti in Germania, in Francia, in Italia, in Spagna e nel Regno Unito. Nei paesi emergenti, il rischio politico è più alto che mai, alimentato dal malcontento sociale e dal crescente rischio sicurezza. La CSI, a causa della Russia (con uno score di 63% su 100% nel 2016), e la regione Nord Africa/Medio Oriente (con Turchia e Arabia Saudita entrambe al 62%) presentano i rischi più elevati fra tutti i maggiori paesi emergenti. La crescente frustrazione a livello politico e sociale in Sudafrica è in parte alla base del peggioramento della sua valutazione a C, in un contesto di crescita estremamente ridotta. Il rischio sicurezza (che comprende gli atti di terrorismo, i conflitti e gli omicidi) è un nuovo componente dell’indicatore di rischio politico emergente. Non sorprende che sia più alto in Russia e in Turchia.

Rischio credito: l’elevato indebitamento delle imprese minaccia il settore bancario nei paesi emergenti

L’aumento del rischio credito si manifesta in modo diverso secondo i paesi.
Nelle economie avanzate il livello delle insolvenze d’impresa dovrebbe continuare a ridursi. Unico neo, la creazione di nuove imprese resta spesso al di sotto dei livelli pre-crisi: -19,8% in Germania, -5,1% negli Stati Uniti e -4,1% in Italia (variazione tra il 2015 e il picco del periodo pre-crisi). I finanziamenti concessi alle imprese fortemente indebitate limitano la disponibilità di risorse per le imprese più giovani in forte crescita.

Travel Risk Map 2017

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Ho visto con piacere che l’edizione 2016 della Travel Risk Map pubblicata in questo post  ha suscitato un certo interesse tra i lettori e quindi credo sia utile pubblicare anche la “Travel Risk Map 2017”, realizzata sempre da International Sos e Control Risks con l’obiettivo di fornire una panoramica dei rischi a seconda delle destinazioni per aiutare le aziende nel trovare soluzioni di mitigazione del rischio. L’esame di tutti i fattori di rischio permetterà ai viaggi lavorativi di svolgersi agevolmente, con il risultato di una forza lavoro protetta. A questo proposito, come avevo scritto qui che le aziende hanno un “dovere di diligenza“ (Duty of Care) anche nei confronti del personale viaggiante e quindi bisogna mettere in atto una sorta di “programma di sicurezza per il viaggio“ che preveda la predisposizione di apposite procedure pre e durante la trasferta, anche per non incorrere in responsabilità per non aver fornito la necessaria informazione e formazione al personale e pensato a piani per la loro tutela (e questo ci riporta anche a quanto prevede il D.Lgs. 81/2008 e smi).la garanzia della business continuity.

A livello globale, le preoccupazioni maggiori sono i potenziali attacchi terroristici (71%), seguiti dal virus Zika (49%) e dai disordini sociali (46%), con il rischio di un’inadeguata assistenza sanitaria e di incidenti stradali entrambi al 15%: sebbene meno considerati, gli ultimi due sono i più comuni e non possono essere trascurati. Philippe Biberson, Medical Director, ha dichiarato: “È vitale che le imprese e i dipendenti familiarizzino con i rischi sanitari associati ai viaggi e prendano adeguate misure per ridurli. Al di là della notorietà del virus Zika, sono i problemi sanitari più comuni, come i disordini gastrointestinali o la non disponibilità di medicinali in loco, che possono rovinare un viaggio di lavoro. Anche gli incidenti stradali sono tra le prime 5 cause di rimpatrio per motivi medici: le aziende dovrebbero tenere a mente che rimane uno dei rischi più probabili”.

La Travel Risk Map 2017 è disponibile al link https://www.internationalsos.com/travelriskmap.

Naturalmente, vista l’imminenza delle festività, buon Natale a tutti, ricordando comunque che “The risks never sleep“.

Il risk manager e le imprese italiane

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E’ difficile affrontare il rischio. A quanto sembra, anche solo accettarne l’idea può turbare al punto da spingere gli esseri umani a rimuoverne il pensiero dalla mente, negandolo, oppure a rifugiarsi nel pensiero consolatorio che a loro non succederà mai nulla.

Per fortuna non è questo l’atteggiamento prevalente . Tuttavia, i significati emotivi legati al rischio sono un aspetto da non sottovalutare nell’ approccio a questo tema.

La maggior sensibilità alla gestione del rischio si trova nelle imprese di dimensioni maggiori e in quelle che si sono già trovate ad affrontare eventi catastrofici, mentre nelle aziende di dimensioni minori ci si concentra sui rischi legati al proprio core business e non ci si preoccupa dei rischi che non si conoscono, perché ancora non ci si è mai trovati nella necessità di fronteggiarli. Anzi, per molte imprese, l’analisi del rischio e le polizze per rischi non tradizionali sono solo degli inutili aggravi economici. Nell’immaginario manageriale, il risk manager è una via di mezzo fra Brancaleone e Sherlock Holmes: scova problemi nascosti con l’acume di un investigatore, ma poi è costretto ad affrontarli con la buona volontà e l’entusiasmo del personaggio picaresco creato da Mario Monicelli; eroico, certo, ma decisamente non adeguatamente attrezzato per affrontare le grandi imprese alle quali è chiamato.

Salvo, infine, arrivare in alcuni casi addirittura a dubitare che finisca per catalizzarle lui, il risk manager, le disgrazie …

Tutto ciò riflette abbastanza limpidamente un complessivo senso di inadeguatezza, umano e professionale, di fronte all’eventuale rischio della propria azienda. Così, al risk manager ideale, si chiedono molte competenze, sia tecniche sia giuridiche. E magari, soprattutto se non si è una multinazionale, la possibilità di poter ricorrere alla sua consulenza anche con servizi in outsourcing. 

Anche se ancora limitata, tuttavia inizia a farsi strada l’idea che le assicurazioni non dovrebbero limitarsi a offrire polizze, ma anche consulenze, supporto per l’individuazione e valutazione del rischio.

Si tende ad assimilare i concetti di rischio e di sicurezza e si avverte un rischio: quello di finire ingoiati dalle normative, sentite come farraginose, imprecise, troppo teoriche e generiche, non sufficientemente mirate sulle effettive realtà dei diversi settori dell’industria, quando addirittura non in parziale contraddizione fra di loro.

In sintesi, bisogna ancora imparare a vedere il rischio non come un pericolo, ma come una cultura, che modifica il modo di pensare e di agire. Per affrontare il rischio, basta pensarci prima.

(Testo liberamente tratto da un articolo di Risknews Anno 4 – n. 1 – Gennaio 2003)

Ocjo – Lavorare e vivere senza farsi male: si replica

Dopo la fantastica giornata dello scorso 28 settembre quando, presso il Teatro Candoni di Tolmezzo ed insieme a Flavio Frigè, Bruzio Bisignano e il duo dei Trigeminus (in arte Mara e Bruno Bergamasco), ho avuto modo di incontrare circa 800 lavoratori di Automotive Lighting Italia S.p.A. del plant di Tolmezzo, il 3 ottobre si replica per i lavoratori del terzo turno e quelli che non hanno potuto partecipare la volta scorsa. Questa volta saremo presso la sede dell’Agemont per parlare della sicurezza e dei rischi in un modo spero interessante, ma sicuramente denso di emozioni.

Una giornata particolare a Tolmezzo

Domani parteciperò, cercando di dare il mio contributo di risk manager, all’evento formativo organizzato da Automotive Lighting Italia S.p.A. del Gruppo Magneti Marelli con altri stimati professionisti. Un grazie all’ing. Andrea Peresson, responsabile della funzione Ambiente e Sicurezza che mi ha coinvolto in questo progetto.

Per visualizzare o scaricare la locandina, clicca qui.

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The Travel Risk Map 2016

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Grazie alla International SOS and Control Risks,  una società leader nel settore dei servizi di assistenza sanitaria e di sicurezza che affianca le aziende all’estero nel proteggere il proprio personale distaccato nel rispetto degli obblighi di tutela dei dipendenti, diventando parte integrante del sistema aziendale di gestione dei rischi e per questo ben conosciuta dai risk manager che si trovano a dover gestire i viaggi e le missioni all’estero del personale, vi propongo di dare un’occhiata (e anche più di un’occhiata) alla Travel Risk Map 2016 che la International SOS ha messo a punto e che potrete scaricare in formato pdf da questo link: international-sos-travel-risk-map-2016.pdf.

Questo post si lega perfettamente con il mio precedente Travel Risk Management che pubblicai l’anno scorso proprio per trattare un argomento di cui dovrebbero appropriarsi tutte le Imprese (e non solo) che si trovano a dover gestire i viaggi e le missioni all’estero del proprio personale.

Political Risk Map 2016

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Come ogni anno ecco la mappa con il Rischio Politico: potrete vedere le mappe e tutta una serie di altri dati interessanti oltre che utili, a questo link.

Noterete, per esempio, che per la Francia anche a seguito dei diversi tragici fatti legati al terrorismo che sono oramai una cronaca quasi quotidiana, il rischio paese è di livello medio.

Come avevo scritto già l’anno scorso, abbiamo oramai capito che questi rischi non riguardano solo paesi lontani da noi, ma anche i nostri stessi luoghi in cui viviamo e lavoriamo ogni giorno: cambia il contesto e con esso la risposta da dare per una più fattiva gestione dei rischi.

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