Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

"Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare” (José Saramago)

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iPad piace ai Lloyd’s di Londra

Volevo solo “twittare la notizia“, ma poi, da appassionato e da convinto assertore dell’uso delle tecnologie nel mondo della gestione dei rischi e delle assicurazioni, mi sono detto che valeva la pena riportare l’intero post così come l’avevo letto su theapplelounge.com. Così come è stato per l’Phone, sono certo che anche e ancora meglio per l’iPad, ci saranno applicazioni e servizi che ci renderanno ancora più efficace ed efficiente le nostre attività e ci aiuteranno anche a pensare in maniera diversa. Ecco cosa ho letto.

La Lloyd’s di Londra, la società che gestisce il mercato UK delle grandi assicurazioni internazionali, ha avviato una sperimentazione per favorire l’integrazione dell’iPad nelle procedure di sottoscrizione dei contratti assicurativi. Il dispositivo di Apple è visto come la possibile soluzione all’inefficienza di alcune pratiche, come quelle di firma dei contratti, ancora troppo legate all’utilizzo di documentazione cartacea con tutto quel che ne consegue in termini logistici e di archiviazione.

A collaborare con Lloyd’s in questi primi tre mesi di test saranno  i broker della Marsh, di Cooper Gay e di RK Harrison Group, tutti entusiasti della scelta tecnologica. Se il “pilot” avrà successo l’utilizzo dell’iPad verrà esteso anche ad altre società.

Il Tablet di Cupertino avrà una vera e propria funzione di fascicolo elettronico in cui saranno “trasportati” tutti i documenti di una transazione. La possibilità di correggere i documenti, fare revisioni al volo senza dover attendere una nuova stampa o la possibilità di prendere annotazioni immediatamente sincronizzabili e integrabili è visto come il grande vantaggio che iPad può fornire al mercato assicurativo:

“Rimpiazzando semplicemente la carta con qualcosa di più facile da trasportare, ma che permette correzioni e collegamenti ad altri servizi,” ha detto Sue Langley, direttrice della divisione market operations di Lloyd’s al Post“continuiamo a supportare la sottoscrizione e la negoziazione faccia a faccia che rende unica Lloyd’s”.

Il successo dell’iniziativa? Assicurato. 🙂

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Il futuro è già qui

social-network

Per chi ritiene che il blog rappresenti uno strumento innovativo per la condivisione dell’informazione in rete (il che è vero rispetto agli oramai troppo statici e polverosi siti web che siamo abituati a vedere e che dopo un paio di visite togliamo dai nostri preferiti), leggete cosa scrive Zamperini su Il Sole 24Ore.

“L’utilizzo di linguaggi nuovi e potenti, di microformati, del crowdsourcing consentono alla Comunità di sviluppare molto rapidamente applicazioni che creano modelli di business inediti. Un esempio per tutti è costituito da Twitter un servizio che  è semplice, veloce, largamente disponibile, divertente, pervasivo, tribale. Twitter, fornisce un buon esempio della spaventosa accelerazione del ritmo informativo che verrà: recentemente mia figlia undicenne ha aperto il suo blog; dopo qualche giorno di vita le ho chiesto un parere sull’esperienza: mia figlia, con uno sguardo leggermente annoiato mi ha risposto che il blog è una esperienza simpatica, ma decisamente troppo lenta. Questo è il mondo che verrà, che in qualche maniera è già arrivato“.

Degli strumenti che la rete mette a disposizione già oggi e che, a mio avviso, dovrebbero essere usati sempre più (faccio fatica a capire chi, come qualche collega, sottovaluta la potenzialità del web 2.0 e le sue possibili applicazioni), ne parlavo in questo post.

Pensa se potessimo costituire (facilissimo) un gruppo di risk manager ognuno con un profilo su Twitter: altro che e_mail!

Qualche riflessione?

Sicurezza informatica

No Digital Divide.jpgSul sito del casellario Centrale Infortuni dell’INAIL si può leggere che i dati previdenziali di 57 milioni di italiani sono al sicuro.

“I dati memorizzati dagli enti previdenziali e di assistenza sono inattaccabili da hackers, terroristi, incendi, allagamenti, black-out, terremoti, crolli, incidenti e protetti da gravi guasti. Vengono infatti duplicati in un caveau ad alta protezione – anche atomica – una sorta di Fort Knox in una località segreta di Roma entro il GRA. Il centro unificato di back up, realizzato in collaborazione con CNIPA (Centro Nazionale Informatica Pubblica Amministrazione), custodisce i sistemi informatici di disaster recovery di INPS, INAIL, INPDAP e IPOST. Oltre ai periodici test singoli, i quattro enti hanno appena simulato contemporaneamente e con successo, “attacchi” di diversa tipologia, black out compreso. E’ il primo test del genere ad essere effettuato in Europa.”

C’è da sperare che l’annuncio corrisponda al vero, perché il rischio è quello di perdere i dati delle posizioni previdenziali dei dipendenti (e non solo). Solo una nota relativa al Risk Management: ma se la località dev’essere segreta, perché dire che il centro si trova in una “località segreta di Roma?” Voi l’avreste reso noto?

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