Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

"Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare” (José Saramago)

Archivio per giugno, 2009

Le assicurazioni Nationwide utilizzano l’iPhone

La diffusione in massa dell’iPhone sta incominciando a portare i suoi frutti anche in ambito lavorativo (se solo qualcuno avesse ancora qualche dubbio). Le grosse società iniziano a guardare all’Apple Store come un fedele alleato per migliorare i propri servizi. Se da un lato le banche hanno fiutato l’affare offrendo applicazioni in grado di accedere ai conti correnti, dall’altro si nota l’avvio anche delle società di assicurazioni.
A debuttare questa volta è la società americana Nationwide, operante nel ramo delle assicurazioni, che ha lanciato la sua applicazione per iPhone. Come funziona? Molto semplice: quando ci sarà un tamponamento non bisognerà più compilare la costatazione amichevole, ma lanciare l’applicazione dall’iPhone. Dopo aver fatto una foto alle auto incidentate, indicato l’esatta ubicazione grazie al collegamento con il GPS (senza più diventare matti per capire dove ci si trova), spiegato la dinamica in un form, compilato i dati relativi ai due conducenti e inserito data e ora, si spedisce tutto via internet e si attende l’email di notifica. Non è fantastico?

Guarda il breve filmato illustrativo.

Personalmente, spero che queste idee possano diffondersi nel settore assicurativo italiano che non brilla per innovazione tecnologica e dei servizi, proprio per offirire servizi sempre più alla portata di tutti o di molti, liberandoci da carte e scartoffie che spesso servono a rallentare sia in efficienza che in efficacia le risposte rese a noi cittadini/clienti della parte abitata della rete.

[via melamorsicata]

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Le assicurazioni di ENEL

La rabbia dei familiari della vittima, 4 anni senza il risarcimento

Potrebbe riservare altre sorprese il processo nel quale l’ex funzionario dell’Enel Dario Basaldella, 62 anni, pensionato, di Pordenone, è accusato di omicidio colposo. È l’unico dei cinque indagati per i quali il pm Annita Sorti ha chiesto il processo (archiviate le posizioni di altri due dipendenti dell’Enel e dei titolari dell’azienda Camata di Vicenza, poi fallita), ritenendolo responsabile delle condotte colpose che, il 4 settembre 2004, causarono la morte di Andrei Maricel, 42 anni, operaio romeno, sposato e padre di due figli.
Maricel continuò a lavorare nella cabina Enel nonostante sapesse che l’alta tensione stava per essere attivata e nonostante fosse del tutto sprovvisto delle protezioni contro l’elettricità (scarpe e guanti in gomma, cacciaviti e pinze non conduttrici di corrente ecc.). Tale decisione ha suscitato le perplessità degli avvocati Remo Anzovino, Alessandro da Re e Maurizio Conti, che assistono l’ex dirigente Enel, ma anche dei legali Silvia Casarin e Alberto Mascotto, che tutelano gli interessi della moglie e dei figli della vittima. Da quanto si è appreso i legali della famiglia Maricel, dopo aver più volte ma inutilmente chiesto chiarimenti alla Procura, ma anche un segnale di disponibilità di Toro e Cattolica assicurazioni, hanno fatto partire la causa civile per il risarcimento del danno. Nel processo penale avrebbe parte civile solo il figlio all’epoca dei fatti minorenne della vittima. Il ragazzo, visto che venne a mancare la principale fonte di reddito (Andrei Maricel guadagnava 1800 euro al mese), dovette lasciare la scuola e trovarsi un lavoro. Le difficoltà economiche della famiglia, che sta ancora attendendo il primo euro dalle assicurazioni di Enel e Camata, vennero subito a galla: dopo il dramma dovette contrarre un mutuo per sostenere le spese del funerale.

(Fonte: Il Gazzettino di Pordenone di martedì 2 Giugno 2009)

Da risk manager in questa vicenda, almeno per come viene riportata dal giornale, ci vedo alcuni errori da parte di Enel: anche tu?

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