Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

"Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare” (José Saramago)

Archivio per novembre, 2010

Lavori a caldo: incendio alla Marzotto filati

Da “Il Gazzettino“ online di ieri leggo che un incendio ha interessato nel pomeriggio del 24 novembre uno dei capannoni della Marzotto Filati a Fossalta di Portogruaro (Venezia). Le fiamme, che hanno sprigionato moltissimo fumo, erano circoscritte ad una tubatura che “risucchia” gli scarti della filatura. L’area è stata evacuata e le fiamme sono state spente dai vigili del fuoco in meno di un’ora. Da un primo esame pare che l’incendio si sia sviluppato in una zona dove due operai stavano lavorando con la fiamma ossidrica. Una scintilla avrebbe attecchito polveri di lino, da cui poi si sarebbero sprigionate le fiamme. Nel capannone erano in corso lavori di ripristino e l’attività era quindi ferma. I danni ammontano a qualche centinaio di migliaia di euro.

Ancora una volta, quindi, pare che la causa del sinistro sia da attribuire all’inosservanza del rispetto delle regole per i lavori a caldo all’interno dei reparti, un aspetto troppo spesso trascurato sia dall’azienda committente che dalle imprese esterne chiamate ad eseguire i lavori le quali poi, non sono spesso nemmeno adeguatamente assicurate per questo tipo di responsabilità, mentre la verifica delle coperture assicurative (aspetto di Risk Management per il committente) dovrebbe essere sempre inserita nei contratti per i lavori in appalto, ma anche qui c’è ancora molto da fare!

Dal cielo “piovono“ serbatoi e ordigni esplosivi

Foto da Il Gazzettino

Come era avvenuto l’anno scorso a Tamai di Brugnera qualche giorno fa un altro aereo da combattimento F16, del trentunesimo Fighter Wing, di stanza al Comando dell’aeroporto Pagliano e Gori di Aviano (PN) – sede della base Usaf – ha dichiarato emergenza alle 19.04 di lunedì sera 15 novembre a seguito della quale ha sganciato due serbatoi pieni di cherosene e si è liberato anche di un missile ‘Marverick’ nel territorio di Maniago (provincia di Pordenone). Si trattava di due serbatoi supplementari di carburante – della capacità stimata per ognuno di circa mille litri di gasolio per aviazione – e di munizionamento inerte da esercitazione (un razzo, del peso di oltre duecento chili) cioè privo di esplosivo e dunque caricato con cemento. I due serbatoi sono stati ritrovati in un campo privato, adiacente al poligono militare di tiro del Dandolo, dove il Top Gun “avrebbe voluto depositarli“, dopo averli liberati dai supporti da un’altezza di circa 400-500 metri dal suolo. I due grossi contenitori si trovavano ad una distanza di circa un chilometro l’uno dall’altro, lungo via Pola. Il primo recipiente in acciaio è precipitato a meno di duecento metri da un’azienda agricola, cui è annessa l’abitazione del proprietario. Altri piccoli detriti e frammenti sono sparsi in un raggio di alcune centinaia di metri dal luogo del primo impatto al suolo.

Dal punto di vista della “gestione della crisi“ c’è da constatare l’assenza di segnali concilianti da parte del personale della Base che pare non abbiano effettuato nemmeno una visita per portare le scuse del comando Usaf agli abitanti della zona che, diciamolo pure, l’hanno scampata per miracolo, tanto che sul giornale locale “Il Gazzettino“ hanno dichiarato: «Saremo all’antica – commentano i residenti -, ma un sopralluogo da parte del comandante della struttura militare, o di un suo delegato, ci avrebbe fatto piacere». «Qui non si tratta di monetizzare l’accaduto – aggiungono -, ma di prendere coscienza che simili rischi non si devono più far correre alla popolazione. La notte scorsa abbiamo dormito poco pensando che potevano essere morti».

Ora rimangono da bonificare i terreni inquinati dallo sversamento di migliaia di litri di gasolio per aviazione e sono già iniziati i lavori per trattare i terreni su cui sono stati lanciati i serbatoi in apposite discariche per lo smaltimento degli idrocarburi. Il costo stimato è di circa 300 mila euro che per intanto pagherà lo Stato (cioè tutti noi).

Quello che mi chiedo, come risk manager oltreché come cittadino, è se vale di più portare a casa aereo e pilota anche a costo di alcune vittime civili: dove sta la stima del rischio e chi la decide?

Nota posta scriptum: in una polizza Property di un’azienda che si trova nel raggio di volo degli aerei della base di Aviano, dopo un’analisi dei rischi tra le garanzie di polizza feci inserire anche quella dei danni derivanti dalla caduta di ordigni esplosivi da aeromobili, un rischio, che, stando a questi avvenimenti, pare tutt’altro che remoto!

iPad piace ai Lloyd’s di Londra

Volevo solo “twittare la notizia“, ma poi, da appassionato e da convinto assertore dell’uso delle tecnologie nel mondo della gestione dei rischi e delle assicurazioni, mi sono detto che valeva la pena riportare l’intero post così come l’avevo letto su theapplelounge.com. Così come è stato per l’Phone, sono certo che anche e ancora meglio per l’iPad, ci saranno applicazioni e servizi che ci renderanno ancora più efficace ed efficiente le nostre attività e ci aiuteranno anche a pensare in maniera diversa. Ecco cosa ho letto.

La Lloyd’s di Londra, la società che gestisce il mercato UK delle grandi assicurazioni internazionali, ha avviato una sperimentazione per favorire l’integrazione dell’iPad nelle procedure di sottoscrizione dei contratti assicurativi. Il dispositivo di Apple è visto come la possibile soluzione all’inefficienza di alcune pratiche, come quelle di firma dei contratti, ancora troppo legate all’utilizzo di documentazione cartacea con tutto quel che ne consegue in termini logistici e di archiviazione.

A collaborare con Lloyd’s in questi primi tre mesi di test saranno  i broker della Marsh, di Cooper Gay e di RK Harrison Group, tutti entusiasti della scelta tecnologica. Se il “pilot” avrà successo l’utilizzo dell’iPad verrà esteso anche ad altre società.

Il Tablet di Cupertino avrà una vera e propria funzione di fascicolo elettronico in cui saranno “trasportati” tutti i documenti di una transazione. La possibilità di correggere i documenti, fare revisioni al volo senza dover attendere una nuova stampa o la possibilità di prendere annotazioni immediatamente sincronizzabili e integrabili è visto come il grande vantaggio che iPad può fornire al mercato assicurativo:

“Rimpiazzando semplicemente la carta con qualcosa di più facile da trasportare, ma che permette correzioni e collegamenti ad altri servizi,” ha detto Sue Langley, direttrice della divisione market operations di Lloyd’s al Post“continuiamo a supportare la sottoscrizione e la negoziazione faccia a faccia che rende unica Lloyd’s”.

Il successo dell’iniziativa? Assicurato. 🙂

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: