Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

"Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare” (José Saramago)

Archivio per rischi

Ocjo – Lavorare e vivere senza farsi male: si replica

Dopo la fantastica giornata dello scorso 28 settembre quando, presso il Teatro Candoni di Tolmezzo ed insieme a Flavio Frigè, Bruzio Bisignano e il duo dei Trigeminus (in arte Mara e Bruno Bergamasco), ho avuto modo di incontrare circa 800 lavoratori di Automotive Lighting Italia S.p.A. del plant di Tolmezzo, il 3 ottobre si replica per i lavoratori del terzo turno e quelli che non hanno potuto partecipare la volta scorsa. Questa volta saremo presso la sede dell’Agemont per parlare della sicurezza e dei rischi in un modo spero interessante, ma sicuramente denso di emozioni.

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Clima, Cop21, Parigi 2015 – Rischi ed opportunità

Centrale Nucleare 1

In questi giorni, oltre al tema del terrorismo e dell’Isis (aspetti che ci impongono di rileggere il contesto che ci sta attorno), si discute anche del clima e dei cambiamenti ambientali, complice la conferenza per salvare il pianeta e dispiace vedere che questo tema, così importante per il nostro futuro, sia già scalato di classifica (verso il basso) nelle testate di informazione (almeno di quelle italiane), ma detto questo ritengo che l’argomento sia uno dei più cruciali anche nell’ambito della gestione dei rischi per le imprese.

Quando diciamo che i paesi in via di sviluppo inquinano sensibilmente di più degli altri, abbiamo chiaro che in questi paesi sono presenti anche le imprese occidentali che hanno delocalizzato le loro produzioni, spesso a fronte di minori vincoli riguardo all’uso dell’energia o dell’inquinamento?  E se i Paesi più sviluppati chiedono un (giusto) contenimento dei consumi energetici ed un maggior rispetto dell’ambiente, tali regole  non potranno non impattare (fatto del principe?) anche sulle imprese che hanno deciso di produrre direttamente o indirettamente all’estero. Se fossi un’impresa inizierei a pensarci ed a valutare come, questi cambiamenti, potrebbero impattare sulle mie scelte di business anche per non trovarmi a dover cambiare modello di business quando non sono pronto a farlo con il rischio, questo sì allora, di andare prima fuori mercato e quindi poi di scomparire.

2015 Terrorism & Political Violence Risk Map

Terrorism_map

Ho aggiornato questo post pubblicando sia la Political Risk Map 2015 che la Terrorism Political Violence Risk Map 2015 che potrete visualizzare e scaricare in .pdf dato che le ho caricate entrambe nel blog.

Sarebbe interessante ed utile per ciascuno di noi fare poi un raffronto con le mappe pubblicate negli anni scorsi e vedere come si sono spostate le zone a rischio nei diversi paesi del mondo. Tra l’altro la mappa andrebbe già aggiornata dopo i tragici fatti legati al terrorismo sul suolo francese.

Più di recente abbiamo capito (semmai ce ne fosse il bisogno), che questi rischi non riguardano solo paesi lontani da noi, ma anche i nostri stessi luoghi in cui viviamo e lavoriamo ogni giorno: cambia il contesto che dobbiamo saper leggere ed interpretare e con esso la risposta da dare per una più fattiva gestione dei rischi.

Convegno agricoltura sociale a Pordenone

Mi fa piacere farvi sapere che giovedì 15 ottobre sono stato invitato a partecipare a questo Convegno che si terrà presso la Provincia di Pordenone e a cui ha dato un contributo importante il dott. Sirio Cividino dell’Università di Udine. Il tema che mi è stato assegnato è “Le tutele, le responsabilità civili, gli infortuni, le assicurazioni… quali accorgimenti?“, che affronterò evidenziando come sia importante parlare, prima che di polizze, del rischio in chiave di Risk Management e quindi di come sia importante fare squadra con tutti gli attori coinvolti.

Cosa potrebbe succedere se…

Gasdotto_Abruzzo

…un cavo elettrico si stacca da un palo della luce che rimane in piedi provocando il gigantesco rogo al contatto col gas.

L’incendio è stato provocato dalla caduta di un grande traliccio dell’ENEL che ha fatto esplodere il gasdotto della SNAM: dalle prime notizie pare siano andati distrutti 3 edifici e ci siano 8 persone ferite, tra cui un bambino di 10 anni. Snam Rete gas ha inviato uomini e mezzi sul territorio per verificare la dinamica dell’incidente. “Dai primi riscontri – spiega il colosso dell’energia – sembrerebbe che la scarsa stabilità del suolo, unita ai fenomeni di antropizzazione tipici delle aree in prossimità delle coste e al forte maltempo di questi giorni, possa essere tra le cause dell’incidente”. Ma la popolazione parla di lavori fatti male, tanto che tre anni fa, nello stesso punto dove è esplosa la condotta del gas, erano stati effettuati grossi lavori di consolidamento della tubazione. Intanto, come accade in questi casi, la magistratura di Teramo ha aperto un fascicolo per verificare se ci sono responsabili e responsabilità.

Secondo un testimone, poi, a salvare i componenti delle due famiglie che vivono vicino al metanodotto è stata la bufera di vento che ha spostato le fiamme verso valle evitando di investire direttamente le abitazioni e che l’incidente si rivelasse in tragedia. Questo è ciò che è accaduto in Abruzzo.

Quando accade qualcosa ci si chiede sempre (o quasi) il perché e, soprattutto, se si sarebbe potuto prevedere l’evento, oppure se non ci si aveva pensato ritenendo una tale evenienza come “impossibile“.  Proprio come chi, nell’antichità, pensava che esistessero solo i cigni bianchi escludendo l’esistenza di un cigno nero, tanto che si era soliti dire: “Impossibile come un cigno nero“. Poi, un giorno, si scoprì che il cigno nero esisteva.

POLITICAL RISK MAP 2013: il rischio politico di 163 paesi nel mondo

Risk_Map_2013

In riferimento a questo post dove avevo indicato sia una mappa per il rischio politico che una per il profilo di rischio legato agli atti di Terrorismo e di Violenza politica, pubblico la Political Risk Map 2013  che AON ha appena rilasciato e che ho voluto pubblicare a beneficio di chi deve avere queste informazioni utili nelle decisioni aziendali per determinarne le scelte strategiche.

Dalla relazione a corredo di questa mappa, che trovo ancora più chiara degli altri anni, si desume come nell’ultimo anno si sia verificata una diminuzione complessiva dell’esposizione al rischio dei paesi analizzati. Dopo diversi anni in cui si era registrato un generale aumento del rischio politico a causa della primavera araba, degli effetti politici della crisi finanziaria globale e delle tensioni persistenti in Asia Meridionale, nel 2013 il rischio politico è diminuito in ben 13 paesi (contro i 3 del 2012): Azerbaijan, Bahrain, Barbados, Bielorussia, Guatemala, Macedonia, Montenegro, Oman, Pakistan, Swaziland, Tailandia, Emirati Arabi Uniti. Per quanto riguarda invece l’innalzamento del rischio politico sono 12 i paesi il cui rischio è aumentato (contro i 21 del 2012): Algeria, Camerun, Ciad, Etiopia, Madagascar, Mali, Namibia, Moldavia, Turkmenistan, Uzbekistan, Panama e Paraguay.

Questi in sintesi i trend globali emersi dall’ultima versione della mappa:

Miglioramenti ai confini d’Europa: diversi paesi dell’Asia centrale e del Caucaso (Azerbaijan ed Armenia, ad esempio), hanno visto una diminuzione del rischio politico, anche se limitata. Questo riflette uno sforzo concertato di alcuni paesi emergenti verso riforme strutturali per attrarre investimenti ed aumentare la quota di mercato. Nonostante vi sia ancora un notevole margine di miglioramento, la persistente tensione economica nell’Europa occidentale ed orientale ha aumento la pressione economica su diversi governi regionali e causato peggioramenti in Moldova e Uzbekistan (il miglioramento delle istituzioni governative mitiga l’effetto di questi rischi sugli investimenti).

Un nuovo ordine in Medio Oriente: dopo essere stati al centro di un aumento complessivo del rischio politico nel 2012, tre paesi del Medio Oriente (Bahrain, Oman ed Emirati Arabi Uniti), hanno visto una diminuzione del rischio politico interno nel 2013. Anche se potrebbe trattarsi di una situazione temporanea, questo sottolinea l’importanza di imprese forti e istituzioni finanziarie che possono attenuare gli effetti sui singoli paesi.

Scosse di assestamento in Africa occidentale Camerun, Ciad, Mali e Algeria sono stati tutti declassati, riflettendo la destabilizzazione politica di questi paesi. I flussi di armi e ribelli di là delle frontiere hanno innalzato notevolmente il rischio politico. I recenti fatti in queste regioni, indicano la possibilità di ulteriori declassamenti.

Dunque, buona lettura e che il rischio vi sia propizio.

Mappa nazionale del rischio sismico II

Carta_sisma_Italia_2012

Dopo il post dell’anno scorso scritto sempre in questo periodo dell’anno, scrivo questo come aggiornamento della Mappa di classificazione sismica del territorio italiano aggiornata all’anno 2012 presa da qui, che mi pare opportuno pubblicare anche per chi conosce solo la classificazione dei comuni italiani a rischio sismico edita dall’ANIA (vedi Handbook incendio, un testo basilare per chi si occupa dei rischi assicurativi), classificazione che però deve esser aggiornata con quella qui proposta. 

Sempre nel post dello scorso anno invitavo chi vive in regioni a rischio sismico, a chiedersi qual è il grado di resistenza a tali eventi naturali degli edifici nei quali viviamo, lavoriamo, degli ospedali o delle scuole dove mandiamo i nostri figli (ho avuto e sto avendo un’esperienza diretta in tal senso) e così via, diventando critici osservatori di questi aspetti, diciamo un pò un risk manager di noi stessi in relazione ai pericoli e ai rischi che ci possono coinvolgere.

Noi, come risk manager, dovremmo diffondere tali informazioni: lo facciamo? Lo fai?

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