Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

"Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare” (José Saramago)

Archivio per Infortuni

Nuovi rischi: pedoni distratti dall’iPod

Dopo un’estate di “silenzio“ sul blog (ma sono sempre attivo in rete), riprendo a scrivere postando questa notizia che ho letto qui e che ho pensato di riproporre subito in quanto mi pare curiosa, ma nel contempo un segnale di come stanno cambiando le nostre abitudini e, con queste, i rischi.

“Negli ultimi anni“, si legge nell’articolo, “nello stato australiano del New South Wales si è registrato una riduzione nel numero di incidenti stradali. Al contrario, i pedoni investiti risultano essere aumentati del 53% rispetto al 2009 (+25%).

Secondo la Pedestrian Council of Australia, tale aumento è dovuto agli utenti dell’iPod che, ascoltando dal loro lettore la musica a volume elevato, si assenterebbero al tal punto da non prestare attenzione negli attraversamenti stradali, mettendo a rischio la propria e l’altrui vita. Solo quest’anno, infatti, la polizia del New South Wales ha redatto ben 406 multe, ciascuna da $100, per disattenzione verso la sicurezza stradale. Il fenomeno ha indotto l’associazione a promuovere diverse iniziative per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’argomento“.

Mi pare un ottimo spunto in chiave di Risk Management: che ne pensi?

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La Carta del Pericolo

La Carta del Pericolo è un documentario sempre della RAI (siamo nel 1959), che fa il punto della situazione dei pericoli legati al mondo del lavoro in Italia, con alcune testimonianze e brevi ricostruzioni di alcuni dei tanti infortuni che accadevano nel 1959, quando l’incidente più comune era… (chi lo sa lo scriva nei commenti prima di vedere il video).

Il settore edile era quello dove si verificavano i maggiori infortuni (oltre un terzo del totale) e ciò era dovuto anche alla formazione professionale degli addetti. Un medico intervistato dice che “questo alto tasso di infortuni dipende dal fatto che gli operai del settore edile sono meno qualificati rispetto a quelli della fabbrica che sono, invece, più qualificati e più educati al lavoro“. Come non vederci in queste parole un richiamo alla necessità di formazione, di addestramento e di maggior consapevolezza di ciò che si fa che passa anche da una maggior cultura personale.

Un documento da cui trarre utili indicazioni per il presente anche guardando al passato.

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