Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

"Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare” (José Saramago)

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La Carta del Pericolo

La Carta del Pericolo è un documentario sempre della RAI (siamo nel 1959), che fa il punto della situazione dei pericoli legati al mondo del lavoro in Italia, con alcune testimonianze e brevi ricostruzioni di alcuni dei tanti infortuni che accadevano nel 1959, quando l’incidente più comune era… (chi lo sa lo scriva nei commenti prima di vedere il video).

Il settore edile era quello dove si verificavano i maggiori infortuni (oltre un terzo del totale) e ciò era dovuto anche alla formazione professionale degli addetti. Un medico intervistato dice che “questo alto tasso di infortuni dipende dal fatto che gli operai del settore edile sono meno qualificati rispetto a quelli della fabbrica che sono, invece, più qualificati e più educati al lavoro“. Come non vederci in queste parole un richiamo alla necessità di formazione, di addestramento e di maggior consapevolezza di ciò che si fa che passa anche da una maggior cultura personale.

Un documento da cui trarre utili indicazioni per il presente anche guardando al passato.

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Viaggio nell’Italia che cambia

Ti propongo questo brano di tv d’autore: siamo nel 1963 e il giornalista (Ugo_Zatterin) si interroga e ci mostra l’Italia del 1963 che stava cambiando volto: da rurale ad industriale con tutte le contraddizioni del caso.

Relativamente ai rischi, ti invito a guardare attentamente i telai e le macchine utilizzate nell’industria della tessitura e a come sono proprio cambiate anche le macchine da lavoro in termini di sicurezza.
Comunque, una bella inchiesta di quelle che vorremmo vedere anche oggi per capire meglio costa sta cambiando in questo mondo e per interpretare il futuro.

Bruzio Bisignano in tv e su YouTube

Soprattutto per gli amici friulani posto il passaggio televisivo (almeno quello che sono riuscito a registrare) di Bruzio Bisignano a “Buongiorno Regione“ del Friuli Venezia Giulia, la rubrica mattutina di Rai Tre, lo scorso 3 novembre, dove gli era stato chiesto di intervenire, quale formatore, sui temi della sicurezza sul lavoro che meriterebbero di essere trattati con più ampio respiro dagli organi di informazione.

Chissà, se almeno qui in Friuli, arriveremo ad avere una rubrica periodica su questi temi: le risorse, in termini di persone che potrebbero condurre una simile trasmissione, non mancano di certo.

Perché non pensare di creare un canale video con delle pillole settimanale?

Per ora buona, seppur breve, visione.

Qui il video nel mio canale su YouTube.

Quale futuro per il mercato assicurativo italiano?

Da qui ho appreso che, lo scorso mese di marzo, si è svolto il primo Leader’s view Cineas (un ciclo di appuntamenti trimestrali su temi nei settori assicurazioni, finanza, industria e sanità), tutto basato sui cambiamenti che questa crisi economica potrebbe provocare anche nello scenario del mercato assicurativo italiano.

Di questo ne hanno parlato alcuni opinion leader del settore assicurativo: Massimo Antonarelli, Amministratore delegato di Münchener Rück Italia, recentemente nominato Vicepresidente Cineas per il settore assicurativo; Francesco La Gioia, Amministratore delegato di Zurich Italia; Sandro Salvati, Presidente della Fondazione Ania per la Sicurezza Stradale e Vittorio E. Terzi, Managing director di McKinsey & Company Italia.

Adolfo Bertani, Presidente Cineas, ha introdotto e coordinato l’incontro e qui puoi vedere il video del suo intervento.

Tra i vari interventi (e ti consiglio di sentirli tutti), ti segnalo quello di Massimo Antonarelli, Amministratore delegato di Münchener Rück Italia, che potrai vedere nel video qui sotto oppure cliccando qui dal canale YouTube del Cineas. Ascolta, in particolare, quello che dice Antonarelli sul ruolo del risk manager (al minuto 4.10).

Questa volta non traggo considerazioni su quanto ho ascoltato o su come vedo io lo scenario assicurativo italiano perché mi piacerebbe che queste considerazioni, semmai, le potessi commentare tu stesso.

Un aspetto che mi sento di sottolineare è, invece, quello dell’anzianità dei relatori: uno spazio ai giovani no? 😉

Incendio all’Obi di Piacenza

La gente era ancora nel negozio quando si è sviluppato l’incendio che si è allargato molto velocemente a tutta la struttura. Nessun ferito. Veramente ingenti i danni: sarebbero almeno 3 milioni di euro

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Incendio all’Obi di Piacenza“, posted with vodpod
Questo video è tratto dal sito Youreporter.it, il sito italiano di citizen-journalism, o giornalismo partecipativo e che mi risulta sia il primo di questo genere in Italia. I filmati, le foto e le notizie vengono inviate direttamente dai cittadini senza ‘filtri’ editoriali.

Il risk manager in sanità

Dalla trasmissione “Ippocrate“ su RaiNews 24, mi è capitato di registrare questo breve contributo video nel quale si discute del ruolo del risk manager in sanità.

Il video è visibile anche andando nella sezione video di questo blog (colonna a destra).

E tu che cosa pensi?

Incendio alla Peroni di Bari: lezione di risk management

“Incendio alla Peroni di Bari (qui un link al video) dopo che un silos di stoccaggio ha improvvisamente preso fuoco, pare nel corso di lavori di manutenzione dove sarebbe stata usata una fiamma ossidrica. Rapidamente sei silos sui ventisette presenti nella fabbrica hanno preso fuoco in rapida successione, dando luogo ad esplosioni che sono state avvertite in tutta la zona a nord della città. Tutta la zona resta ora transennata mentre dal Comune si fa appello agli abitanti perché restino in casa a finestre chiuse“. (fonte Corriere.it)

Guardando il fumo che dalla Peroni viene sospinto verso la strada, mi viene in mente uno dei casi di studio dell’azienda che si trova in posizione limitrofa a strade o ferrovie: qualcuno, alla Peroni, avrà identificato e valutato simili rischi come quello di dover bloccare la strada (e il traffico) per motivi di sicurezza? E la strada, poi, è a prevalenza di traffico privato oppure commerciale?

Infine, se l’incendio (come pare) è stato causato da una fiamma ossidrica durante i lavori di manutenzione, come risk manager mi chiedo almeno:
1. gli addetti alla manutenzione erano dei dipendenti o degli appaltatori esterni?
2. erano stati valutati i rischi per quel tipo di lavoro?
3. era stato predisposto un “Permesso di fuoco“?

E tu, che dici?

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