Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

"Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare” (José Saramago)

Archivio per ottobre, 2008

Risk Management: D.Lgs. 81/08 e D.Lgs. 231/01

L’ing. Ugo Fonzar nel suo blog scrive di quanto sarebbe opportuno assimilare una cultura nella gestione dei rischi relativi alla sicurezza del lavoro, ma come lui sa bene la metodologia che riesce ad abbracciare tutte queste tematiche in una più ampia visione di gestione aziendale (quello che abbiamo sperimentato nel corso MAPP – “Management aziendale della prevenzione e protezione dai rischi professionali“) sia appunto il Risk Management.

Proprio oggi mi sono imbattutto nella lettura di questo articolo (che l’ing. Fonzar, ne sono certo, proporrà nel suo blog), dove si da concretezza ad un pensiero che vado ripetendo da quando, nel 1994 (proprio lo stesso anno di emanazione del D.Lgs. 626/94), ho iniziato ad operare come risk manager: cioè che vi è una stretta relazione tra la politica aziendale di Risk Management (qualcuno pensa erroneamente che i metodi di identificazione e valutazione del rischio siano nati con il citato D.Lgs. 626) e i programmi per la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Più recentemente, tale relazione è emersa in tutta la sua evidenza con l’emanazione del D.Lgs. 81/08 (che ha sostituito proprio il D.Lgs. 626/94) e la connessione di questo con le politiche di prevenzione dei rischi-reato di cui al D.Lgs. 231/01, anche mediante il riferimento all’adozione di un Modello organizzativo (art. 30 del D.Lgs. 81/08) sia esso quello delle Linee guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL), oppure quello definito dalla norma internazionale BS OHSAS 18001:2007

Nell’articolo citato, si parla anche dell’evoluzione che sta avendo il processo di Risk Management (il quale però resta nella gran parte delle aziende ancora sconosciuto, ndr) con quello che si definisce “Enterprise Risk Management (ERM)” secondo il quale “la gestione del rischio aziendale è un processo, posto in essere dal consiglio di amministrazione, dal management e da altri operatori della struttura aziendale. Viene utilizzato e progettato per individuare eventi potenziali che possono influire sull’attività aziendale, per gestire il rischio entro i limiti del rischio accettabile e per fornire una ragionevole sicurezza sul conseguimento degli obiettivi aziendali“.

E dato che per arrivare a conseguire tali obiettivi, l’ERM si propone la verifica delle conformità ai requisiti normativi cui l’azienda è soggetta (leggi quindi l’osservanza delle leggi e dei regolamenti in vigore), è perciò immediato pensare come, il D.Lgs. 81/08, mirando anzitutto ad eliminare o ridurre sia le probabilità di accadimento che gli impatti derivanti, sia strettamente legato con le politiche di gestione aziendale nel suo complesso (vedi l’immagine più sopra) e non solo con quella parte che in azienda, sentendosi spesso frustrata, si occupa del tema della sicurezza dei luoghi di lavoro.
Le risorse aziendali, quindi, potranno essere meglio impiegate nella creazione di valore per l’azienda piuttosto che nel pagamenti di indennizzi, risarcimenti o ammende per il solo fatto di non aver gestito tali tematiche lo ripeto, con un’ottica manageriale e complessiva dato che le varie funzioni in azienda sono tra loro interconnesse e non separate .
Non si dimentichi poi, che anche la gestione dei programmi assicurativi (nei quali devono trovare posto quei rischi che si è deciso di trasferire finanziariamente ad un terzo, l’assicuratore), dovrà tenere conto di questo approccio e non potrà essere disgiunta da tali politiche gestionali.
Ne tengano conto i broker, gli agenti, ma anche chi si occupa dei temi della sicurezza e della prevenzione.
Io cerco di farlo da circa quindici anni.
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Vedere il rischio a 360 gradi

E’ il titolo di un articolo che “Srl“ rivista del quotidiano finanziario Italia Oggi dedicò, nell’oramai lontano 1995, all’attività dei risk manager e, in particolare, a quella dei primi free lances tra i quali c’ero anch’io, dato che iniziai questa professione nel 1994 dopo una decina d’anni passati nel settore dell’intermediazione assicurativa.

Ricordo, seppur brevemente, che nel 1994 potevano associarsi ad ANRA solo i risk manager che lavoravano alle dipendenze di aziende, e quindi, per la prima volta, si pose la questione di aprire l’associazione anche ai risk manager non dipendenti di aziende e di tale necessità si accorse l’allora presidente di ANRA, Loreno Bardelli.

In quell’articolo, il cui sottotitolo era “Risk manager o Broker?“, il giornalista, su segnalazione di ANRA, mi contattò per una breve intervista dal titolo “Da Broker a Risk manager: per servire l’Impresa” la quale venne collegata a due esempi di gestione del rischio (tratti dalle esperienze che già avevo avuto modo di fare nelle aziende per le quali avevo iniziato ad operare), una dal titolo “Non mandate l’utile in fumo“ e l’altra “Attenzione al rischio occhiali“.

Ho ritenuto che fosse interessante rendere noto questo articolo soprattutto per riproporre quello che era il mio pensiero e che mi guida tutt’ora nella scelta di voler portare avanti questa professione pur non senza difficoltà, dovute in particolare al sintomatico ritardo con cui sia il settore privato che quello pubblico stanno approcciando a metodologie di gestione dei rischi che non siano solo quelle della intermediazione assicurativa.

Comunque, non voglio farla lunga e, se vorrai, potrai leggere questo documento all’interno della pagina che ho denominato “Dicono di me“, nella colonna di destra.

Come sempre, mi farà piacere ricevere le tue critiche.

Malattie Professionali: le nuove tabelle INAIL

Ti informo che sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale del 21 luglio 2008 le nuove tabelle delle malattie professionali come riporta la pubblicazione “Dati INAIL” che potrai scaricare da qui. Un’apposita Commissione Scientifica, istituita in attuazione del D.Lgs. 38/2000, ha provveduto ad aggiornare le Tabelle del 1994, individuando 85 voci per l’Industria e 24 per l’Agricoltura, rispetto alle 58 e 27 in precedenza identificate.

Nelle nuove tabelle, inoltre, è stato ampliato il numero delle voci relative alle forme neoplastiche e sono state inserite le malattie da sovraccarico biomeccanico degli arti e l’ernia discale lombare, dovuta a vibrazioni trasmesse al corpo intero o alla movimentazione manuale dei carichi.

In generale, l’impostazione delle tabelle sembra consentire una più agevole e puntuale identificazione tra lavorazioni e quadri clinici cui applicare la presunzione legale di origine.

Credo che questa informazione debba riguardare tutti quelli che si occupano di della gestione dei rischi e/o anche dei programmi assicurativi aziendali, sia per un intervento in materia di sicurezza del lavoro che per un controllo ed eventuale revisione delle polizze di Responsabilità Civile se assicurano anche le malattie professionali.

Quando finirà?

Ennesima strage sul lavoro

Incendio all’Obi di Piacenza

La gente era ancora nel negozio quando si è sviluppato l’incendio che si è allargato molto velocemente a tutta la struttura. Nessun ferito. Veramente ingenti i danni: sarebbero almeno 3 milioni di euro

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Incendio all’Obi di Piacenza“, posted with vodpod
Questo video è tratto dal sito Youreporter.it, il sito italiano di citizen-journalism, o giornalismo partecipativo e che mi risulta sia il primo di questo genere in Italia. I filmati, le foto e le notizie vengono inviate direttamente dai cittadini senza ‘filtri’ editoriali.
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