Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

"Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare” (José Saramago)

Archivio per Rischio Operativo

Political Risk Map 2018

E’ un post che avevo preparato ancora da qualche mese tuttavia, siccome lo ritengo ancora attuale e utile, ecco qui la Mappa interattiva del rischio Politico nel Mondo per il 2018 predisposta da Marsh.

Ecco una breve descrizione degli elementi che potrete trovare scorrendo la mappa: “The Country Risk Index (CRI) is based on data from BMI Research and quantifies the risk of a shock, such as an economic crisis or a sudden change in the political environment that would affect business conditions within a country. The CRI is the average of six risk index components: short-term and long-term political and economic risk indices, and also operational risk, which is given a double weighting because it is not broken down into different timeframes. Operational risk assesses four main areas: labour market, trade and investment, logistics, and crime and security“.

Buona navigazione.
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RC Prodotti negli USA: la proximate cause


Sul variegato e complesso tema della Product Liability negli Stati Uniti, ho trovato interessante questa riflessione tratta da un articolo più ampio a cura di Riccardo Tacconi (che è stato per molti anni il responsabile del settore RC di Gerling Konzern in Italia). Negli USA, per la valutazione della responsabilità effettiva e della possibile prova liberatoria, si inseriscono i criteri di valutazione, quali ad esempio:

  • verifica se sono stati rispettati gli standard;
  • verifica se esiste una “proximate cause“ che limita la responsabilità a quei casi, in cui il danno ha una ragionevole connessione con il rischio creato dal fabbricante. La “proximate cause“ è valutata in termini di capacità di previsione. Così, se il fabbricante poteva – usando la dovuta diligenza – prevedere l’evento che si è verificato, è responsabile dei danni che ne conseguono. Se il rischio dato non poteva essere ragionevolmente anticipato, non si determina la proximate cause e quindi non viene riconosciuta la sua responsabilità.

Una sentenza di riferimento è stata emessa in California. Dei ragazzi scagliano sassi del peso di 2,5 pound (poco più di un kg) sulle auto di passaggio. Un camionista vede rompersi il suo parabrezza e subisce gravi danni cerebrali. I ragazzi sono condannati in sede penale a 12 anni di carcere. La casa produttrice del veicolo, la Navistar (un importante produttore di camion, veicoli pesanti e relative componenti) è ritenuta, però, responsabile in quanto, essendo tali atti prevedibili, il parabrezza doveva essere in grado di resistere. La Corte ha espressamente dichiarato: “so long as the road hazard is reasonably foreseeable, the manufacturer must take steps to address common risks caused by negligent drivers, debris thrown into roads by acts of nature, and even third-party criminal acts”, in quanto la strict liability dipende esclusivamente dalla prevedibilità o meno del fatto dannoso.

Avete capito come stanno le cose negli USA? Quindi, se sono un produttore che esporta negli USA e Canada, quale insegnamento dovremmo trarre da una simile sentenza e come ci attrezziamo se vogliamo entrare in quel mercato?

Per la sentenza citata vedi (Collins v Navistar 2013 DJAR 4169 – da United States: California Court Affirms Strict Product Liability Despite Third-Party- Criminal Act – 16 Aprile 2013)

Direttiva macchine e rischio RCO

In questi anni mi è capitato più volte di partecipare ad alcuni seminari nei quali si trattava l’argomento della Direttiva Macchine e, in uno dei più recenti, si è riflettuto sia sulla responsabilità del datore di lavoro che progetta e produce le macchine per venderle, di chi le acquista per i suoi processi produttivi, ma anche di quelle aziende che utilizzano macchinari auto-prodotti per le proprie esigenze produttive.

Innanzitutto mi sono chiesto quanti datori di lavoro abbiano chiaro che, anche se la macchina è auto-prodotta, deve essere predisposta un’adeguata documentazione come il  Fascicolo Tecnico della Costruzione, a tacere poi di quante volte avvengono delle modifiche non autorizzate su macchine marcate CE con tutto quanto questo comporta in termini di rischi e, dunque di responsabilità.

E poi mi sono chiesto, ma un’azienda che svolge una certa attività, poniamo produzione e commercializzazione di abbigliamento che è assicurata per la RCO sulla base di tale attività, nel caso dovesse verificarsi un infortunio su una macchina auto-prodotta, tale infortunio risulterà coperto dall’apposita copertura RCO, oppure tale evento rappresenta un rischio “altro“ rispetto a quello principale (nella descrizione dell’attività svolta, infatti, non viene citata anche la produzione di macchinari in proprio), e dunque non sarà coperto dalla polizza?

Pensiamoci!

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