Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

“Non dobbiamo prepararci solo a ciò che possiamo prevedere, ma anche a ciò che non è prevedibile“.

Archivio per rischio politico

Mappa rischio insolvenza paese – gennaio 2017

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Stando sul tema delle mappe di rischio paese per le diverse tipologie di rischio, con questo primo post del 2017 (a proposito, buon Anno!), pubblico anche quella proposta da Coface (cliccare sull’immagine per ingrandirla) per il rischio di insolvenza, e vi invito a leggere qui il comunicato di Coface da cui riporto alcuni punti a mio avviso salienti:

Rischio politico globale a livelli record nel 2017

Il rischio politico sarà nuovamente fonte di preoccupazione nel 2017. Fra le economie avanzate, è l’Europa che si confronta con le maggiori incognite politiche, dato il numero di scadenze elettorali decisive e l’attesa per le esatte modalità della Brexit. Nell’ultimo anno l’indicatore di rischio politico europeo di Coface è aumentato in media di 13 punti in Germania, in Francia, in Italia, in Spagna e nel Regno Unito. Nei paesi emergenti, il rischio politico è più alto che mai, alimentato dal malcontento sociale e dal crescente rischio sicurezza. La CSI, a causa della Russia (con uno score di 63% su 100% nel 2016), e la regione Nord Africa/Medio Oriente (con Turchia e Arabia Saudita entrambe al 62%) presentano i rischi più elevati fra tutti i maggiori paesi emergenti. La crescente frustrazione a livello politico e sociale in Sudafrica è in parte alla base del peggioramento della sua valutazione a C, in un contesto di crescita estremamente ridotta. Il rischio sicurezza (che comprende gli atti di terrorismo, i conflitti e gli omicidi) è un nuovo componente dell’indicatore di rischio politico emergente. Non sorprende che sia più alto in Russia e in Turchia.

Rischio credito: l’elevato indebitamento delle imprese minaccia il settore bancario nei paesi emergenti

L’aumento del rischio credito si manifesta in modo diverso secondo i paesi.
Nelle economie avanzate il livello delle insolvenze d’impresa dovrebbe continuare a ridursi. Unico neo, la creazione di nuove imprese resta spesso al di sotto dei livelli pre-crisi: -19,8% in Germania, -5,1% negli Stati Uniti e -4,1% in Italia (variazione tra il 2015 e il picco del periodo pre-crisi). I finanziamenti concessi alle imprese fortemente indebitate limitano la disponibilità di risorse per le imprese più giovani in forte crescita.

Political Risk Map 2016

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Come ogni anno ecco la mappa con il Rischio Politico: potrete vedere le mappe e tutta una serie di altri dati interessanti oltre che utili, a questo link.

Noterete, per esempio, che per la Francia anche a seguito dei diversi tragici fatti legati al terrorismo che sono oramai una cronaca quasi quotidiana, il rischio paese è di livello medio.

Come avevo scritto già l’anno scorso, abbiamo oramai capito che questi rischi non riguardano solo paesi lontani da noi, ma anche i nostri stessi luoghi in cui viviamo e lavoriamo ogni giorno: cambia il contesto e con esso la risposta da dare per una più fattiva gestione dei rischi.

2015 Terrorism & Political Violence Risk Map

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Ho aggiornato questo post pubblicando sia la Political Risk Map 2015 che la Terrorism Political Violence Risk Map 2015 che potrete visualizzare e scaricare in .pdf dato che le ho caricate entrambe nel blog.

Sarebbe interessante ed utile per ciascuno di noi fare poi un raffronto con le mappe pubblicate negli anni scorsi e vedere come si sono spostate le zone a rischio nei diversi paesi del mondo. Tra l’altro la mappa andrebbe già aggiornata dopo i tragici fatti legati al terrorismo sul suolo francese.

Più di recente abbiamo capito (semmai ce ne fosse il bisogno), che questi rischi non riguardano solo paesi lontani da noi, ma anche i nostri stessi luoghi in cui viviamo e lavoriamo ogni giorno: cambia il contesto che dobbiamo saper leggere ed interpretare e con esso la risposta da dare per una più fattiva gestione dei rischi.

Country Risk Map di SACE

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Molto interessante la Country Risk Map sviluppata da SACE, di cui ne avevo parlato un prima volta in questo post del 2011, che in questa nuova versione si presenta come un mappamondo interattivo del rischio paese e rappresenta uno spunto di riflessione interessante per guidare le imprese nelle loro strategie di crescita internazionale e, naturalmente, per chi fa il nostro lavoro. Questa mappa si basa su un sistema di 6 rating e segnala i diversi profili di rischio a cui si espongono le imprese nelle loro attività di business per 189 Paesi nel mondo.

Mi farebbe piacere sapere cosa ve ne pare.

2014 Terrorism & Political Violence Map

Da questo link potrete visualizzare la Terrorism & Political Violence Map 2014 dei vari paesi nel mondo pubblicata sempre da Aon: come scrivevo l’anno scorso, che siate risk manager o semplici viaggiatori, questa è un’informazione importante.

Molte aree ad alto rischio sono quelle nelle quali nel corso di questi ultimi anni molte delle nostre aziende hanno delocalizzato la produzione oppure si avvalgono di aziende terze per produrre i loro prodotti e beni e mi chiedo quanto queste informazioni vengano tenute in debito conto. Se pensiamo al rischio della catena della fornitura In ogni caso, altre informazioni utili per chi deve recarsi all’estero per qualsiasi ragione, si trovano sul sito della Farnesina Viaggiare sicuri (i puntini blu indicano i Paesi sui quali sono stati pubblicati i più recenti avvisi per quel dato paese che dovrebbero essere un patrimonio degli uffici o delle persone che seguono la logistica nelle aziende) e, se poi volete, potete anche registrare i vostri dati di viaggio su Dove siamo nel mondo  così che l’Unità di Crisi possa stimare in modo più preciso il numero dei connazionali presenti in aree di crisi, individuarne l’identità e pianificare gli interventi di assistenza qualora sopraggiunga una grave situazione d’emergenza.

Ed un buon piano di crisi, spesso, è molto più importante di qualsiasi assicurazione, o no?

Terrorism Risk Map

Dopo la precedente mappa dei rischi Politici, a questo link potrete visualizzare la Terrorism Risk Map dei vari paesi nel mondo pubblicata sempre da Aon: che siate risk manager o semplici viaggiatori, questa è un’informazione importante. Altre informazioni utili per chi si deve recare all’estero per qualsiasi ragione, si trovano sul sito della Farnesina Viaggiare sicuri (i puntini blu indicano i Paesi sui quali sono stati pubblicati i più recenti avvisi per quel dato paese) e, se poi volete, potete anche registrare i vostri dati di viaggio su Dove siamo nel mondo  così che l’Unità di Crisi possa stimare in modo più preciso il numero dei connazionali presenti in aree di crisi, individuarne l’identità e pianificare gli interventi di assistenza qualora sopraggiunga una grave situazione d’emergenza.

Ed un buon piano di crisi, spesso, è molto più importante di qualsiasi assicurazione, o no?

Mappa dei rischi all’esportazione

Grazie alla discussione lanciata da Salvatore Infantino su Linkedin,“Gestione dei rischi in tempi di rivoluzione“ in merito ai recenti eventi in Tunisia, Egitto, Libia e Medio Oriente, ho potuto apprezzare la Country Risk Map del Gruppo SACE.

Nel box “Osservatorio paesi“ è anche possibile ottenere tutta una serie di informazioni più specifiche riassunte in una scheda paese come ad esempio quella relativa all’Argentina.

Sono informazioni utili e, devo dire, spesso molto poco conosciute dalle stesse imprese che si trovano ad affrontare i rischi senza una conoscenza del rischio paese e, dunque, senza un’adeguata politica di Risk Management.

2011 Political Risk Map

Attraverso Twitter mi rammentano che Aon Risk Solutions, supportata dalla Oxford Analytica, ha pubblicato anche quest’anno (mi pare sia la 18esima edizione) l’interessante Political Risk Map, una mappa del rischio di 211 paesi, dei quali vengono presi in esame i seguenti fattori di rischio: inconvertibilità della valuta, trasferimenti di denaro, scioperi, rivolte, guerre civili, attività terroristiche, default dei paesi, interferenze politiche, interruzione degli approvvigionamenti, sistemi legislativi e regolamentazioni restrittive.

Dallo studio condotto quest’anno (qui la Political Risk Map del 2010), 19 paesi di quelli analizzati hanno fatto registrare un innalzamento dei livelli di rischio: Algeria, Benin, Unione delle Comore, Antigua e Barbuda, Bahamas, Barbados, Bermuda, Isole Cayman, Dominica, Grenada, Haiti, Antille, St Kitts e Nevis, St Lucia, St Vincent, Trinidad, Myanmar, Islanda, Bahrain.

Cinque nuovi paesi (Madagascar, Niger, Venezuela, Kyrgyzstan e Thailandia) hanno fatto registrare un incremento del livello di rischio politico legato al pericolo di guerre, insurrezioni, colpi di stato.

Per quanto riguarda il rischio di inconvertibilità della valuta, ovvero la presenza di norme restrittive che ostacolano i pagamenti e le attività commerciali in moneta locale, i paesi che si sono aggiunti a quelli del 2010 sono: Algeria, Burkina Faso, Repubblica Centro Africana, Chad, Guinea Bissau, Guinea Conakry, Madagascar, Niger, Afghanistan, Montenegro, Lituania e Mecedonia.

Undici nuovi paesi hanno fatto registrare un elevato grado di rischio legato ad attività sovversive e terroristiche, tra cui: Angola, Chad, Belize, Austria e Bahrain.

Il rischio di default è stato il principale fattore di crescita del rischio politico in paesi quali: Antigua e Barbuda, Barbados, Bermuda, Isole Cayman, Unione delle Comore, Dominica, Groenlandia, Antille, St Lucia, St Kitts e Nevis.

Dieci nuovi paesi, tra cui Madagascar, Malawi, Uganda, presentano un alto di livello di rischio legato a sistemi legislativi obsoleti e normative restrittive.

Infine, in tre nuovi paesi (Afghanistan, Benin e Zambia) si è verificato un modesto innalzamento del rischio legato alla nazionalizzazione e statalizzazione delle imprese.

Beverly Marsden, condirettore di Aon Risk Solutions, ha detto: “Il rischio di default dei paesi è un problema di portata globale. La critica congiuntura economica degli ultimi due anni ha peggiorato la situazione, tutti i paesi con un’economia basata sul turismo ne hanno sofferto e per la prima volta anche paesi considerati stabili, come l’Islanda, devono affrontare problemi di mancata solvibilità”.

I paesi che invece presentano una diminuzione del livello di rischio sono: Kenia, Mozambico, Ruanda, Uganda, Zambia, Panama, Uzbekistan, Indonesia, Malesia, India.
Da aggiungere che il Brasile, la Columbia e il Messico sono riusciti ad abbassare sensibilmente il livello generale di rischio geopolitico, sfruttando al meglio le relazioni commerciali internazionali.

L’Italia, per gli analisti, resta stabile con un livello di rischiosità basso (anche se credo che il nostro paese non riesca ad attrarre investimenti esteri proprio per la mancanza di una politica industriale degna di questo nome).

Tra i lettori c’è qualcuno che ha avuto esperienze con la Political Risk Map, nel senso che si è ritrovato con i dati riportati nella stessa?

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