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"Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare” (José Saramago)

Archivio per dicembre, 2007

Legge 123/2007 e connessioni con il D.Lgs. 231/2001

Itempimoderni.jpgn un precedente post ho già parlato della modifica che la legge 3 agosto 2007 n. 123 ha apportato all’art. 7 del D.Lgs. 626/94 (in particolare a quanto prevede il comma 3-bis del predetto art. 7), ma ancora poco si è detto in merito al fatto che, l’art. 9 della 123/2007,  ha apportato una modifica al D.Lgs. 8 giugno 2001 n. 231, consistente nella previsione dell’Art. 25 septies – Omicidio colposo lesioni colpose gravi o gravissime, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoroche recita così:

  1. In relazione ai delitti di cui agli articoli 589 e 590, terzo comma, del codice penale, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e sulla tutela dell’igiene e della salute sul lavoro, si applica una sanzione pecuniaria in misura non inferiore a mille quote.
  2. Nel caso di condanna per uno dei delitti di cui al comma 1, si applicano le sanzioni interdittive di cui all’articolo 9, comma 2, per una durata non inferiore a tre mesi e non superiore ad un anno. 

Le sanzioni interdittive di cui all’art. 9, comma 2, sono: 

  • a. l’interdizione dall’esercizio dell’attività
  • b. la sospensione o la revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito;
  • c. il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio; 
  • d. l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli già concessi;
  • il divieto di pubblicizzare beni o servizi.

Dato che il D.Lgs. 8 giugno 2001, n. 231 regola la RESPONSABILITA’ AMMINISTRATIVA DELLE PERSONE GIURIDICHE, DELLE SOCIETA’ E DELLE ASSOCIAZIONI ANCHE PRIVE DI PERSONALITA’ GIURIDICA, si intuisce che l’impatto di un infortunio, grave o gravissimo, e dunque l’entità delle sanzioni, pecuniarie ed interdittive, sia tale da mettere potenzialmente in crisi qualunque tipo di Azienda o Ente con conseguenze drammatiche per l’assetto della gestione aziendale. 

Domanda: questi aspetti riguardano la politica di Risk Management? Un risk manager deve attivarsi anche verso questi aspetti? Mi pare che la risposta sia scontata. 

Voi che dite e quale politica avete intrapreso per ridurre od eliminare questi rischi?

Per chiunque voglia approfondire l’argomento, sulla colonna di destra ho aperto una pagina specifica attivabile anche da qui D. Lgs. 231/2001 e nuovi rischi conseguenti a violazione delle norme sulla sicurezza ex Legge 123/2007.

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