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"Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare” (José Saramago)

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Clima, Cop21, Parigi 2015 – Rischi ed opportunità

Centrale Nucleare 1

In questi giorni, oltre al tema del terrorismo e dell’Isis (aspetti che ci impongono di rileggere il contesto che ci sta attorno), si discute anche del clima e dei cambiamenti ambientali, complice la conferenza per salvare il pianeta e dispiace vedere che questo tema, così importante per il nostro futuro, sia già scalato di classifica (verso il basso) nelle testate di informazione (almeno di quelle italiane), ma detto questo ritengo che l’argomento sia uno dei più cruciali anche nell’ambito della gestione dei rischi per le imprese.

Quando diciamo che i paesi in via di sviluppo inquinano sensibilmente di più degli altri, abbiamo chiaro che in questi paesi sono presenti anche le imprese occidentali che hanno delocalizzato le loro produzioni, spesso a fronte di minori vincoli riguardo all’uso dell’energia o dell’inquinamento?  E se i Paesi più sviluppati chiedono un (giusto) contenimento dei consumi energetici ed un maggior rispetto dell’ambiente, tali regole  non potranno non impattare (fatto del principe?) anche sulle imprese che hanno deciso di produrre direttamente o indirettamente all’estero. Se fossi un’impresa inizierei a pensarci ed a valutare come, questi cambiamenti, potrebbero impattare sulle mie scelte di business anche per non trovarmi a dover cambiare modello di business quando non sono pronto a farlo con il rischio, questo sì allora, di andare prima fuori mercato e quindi poi di scomparire.

Il D.Lgs. 106/2009 correttivo del D.Lgs.81/2008

Sentenza

Anche se è passato qualche giorno, volevo che apparisse su questo blog la notizia che, sulla Gazzetta Ufficiale, è stato pubblicato il Decreto Legislativo n. 106/09 che integra e corregge il D.Lgs. 81/2008 in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il provvedimento, che assieme alle altre normative in materia, dovrebbe essere conosciuto da ogni risk o insurance manager, è entrato in vigore il 20 agosto 2009.

Il decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri è rigorosamente coerente con i principi e i criteri direttivi della delega concessa dal Parlamento al Governo nella passata legislatura in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro con la Legge 3 agosto 2007, n. 123 (il cui testo è consultabile dal Box dei documenti pubblicati nella colonna qui a fianco). Il decreto non ha dunque carattere innovativo, dovendo rispettare i principi e i criteri direttivi stabiliti dal parlamento nel 2007.

Per aiutare nella lettura, pubblico anche il testo completo del D.Lgs. 81/2008 con le modifiche apportate dal D.Lgs. 106/2009 così come è stato elaborato dalla Direzione Provinciale del Lavoro di Modena la quale avverte che, visto la corposità del testo normativo e del ristretto lasso di tempo dalla pubblicazione del D.L.vo n. 106/2009, ci potrebbero essere errori ed omissioni.

Cosa cambia allora rispetto a prima? Vediamolo in un primo commento dettagliato del D.Lgs. 106/2009 curato dall’l’ing. Riccardo Borghetto di Punto Sicuro. Come dice l’autore, vista la corposità del testo normativo e il ristretto lasso di tempo dalla pubblicazione del D.L.vo n. 106/2009, la redazione di Punto Sicuro si riserva di ripubblicare l’articolo rivisto e corretto nei prossimi giorni, insieme alla seconda parte dello speciale (della quale provvederò a darne notizia su questo blog).

E già che ci siamo, vediamo cosa cambia anche riguardo all’apparato sanzionatorio del Testo Unico.

Un commento personale e a caldo: mi pare che in questo decreto correttivo i miglioramenti alla normativa base del D.Lgs, 81/2008 siano maggiori delle ombre e qui voglio citare alcuni passaggi che mi sembrano degni di nota:

– i contratti di appalto, d’opera o somministrazione;

la valutazione dei rischi e la data certa;

l’informazione, formazione e addestramento che (finalmente!) viene resa obbligatoria anche ai dirigenti oltre che per i preposti.

Per ora mi fermo qui e ci diamo appuntamento con gli altri approfondimenti in materia.

Il definitivo ritorno delle polizze poliennali – Atto Senato n. 1195-B

Sentenza

Forse lo sai già che l’Assemblea del Senato, nella seduta del 9 luglio, ha approvato definitivamente il ddl 1195-B su sviluppo, internazionalizzazione delle imprese ed energia”,  con il quale si è operata una modifica all’art. 1899 del Codice Civile:

L’interesse diretto degli assicurati e degli assicuratori è rivolto al contenuto dell’Art. 21 (Iniziative a favore dei consumatori e della trasparenza dei prezzi) che così recita:

…omissis
3. Al primo comma dell’articolo 1899 del codice civile, il secondo periodo è sostituito dai seguenti: «L’assicuratore, in alternativa ad una copertura di durata annuale, può proporre una copertura di durata poliennale a fronte di una riduzione del premio rispetto a quello previsto per la stessa copertura dal contratto annuale. In questo caso, se il contratto supera i cinque anni, l’assicurato, trascorso il quinquennio, ha facoltà di recedere dal contratto con preavviso di sessanta giorni e con effetto dalla fine dell’annualità nel corso della quale la facoltà di recesso è stata esercitata».

4. Le disposizioni di cui al comma 3 si applicano ai contratti stipulati successivamente alla data di entrata in vigore della presente legge.

omissis…

“Questa scelta“, come scrive Mario Vatta nel suo blog (dal quale ho tratto la notizia che mi pare sia passata sotto silenzio negli organi di informazione), “oltreché spazzare definitivamente uno dei provvedimenti delle recenti liberalizzazioni volute dall’allora Ministro Bersani, ostacolerà, come avvenuto nell’ultimo secolo, una dinamica virtuosa dei prezzi, l’introduzione di nuovi prodotti, un efficiente ed efficace adeguamento delle prestazioni, con il rischio di deterioramento della qualità dei rapporti tra assicurati e assicuratori“.

E conclude: “Ne avevamo veramente bisogno?“

No, Mario, non ne avevamo bisogno e mi piacerebbe sapere cosa ne pensa qualche altro assicuratore.

Aggiornamento del 20 luglio: sul tema segnalo questo nuovo post sempre dal blog di Mario Vatta, il quale commenta la lettera aperta di Vincenzo Cirasola sul “ripristino delle polizze poliennali”. (Vincenzo Cirasola è Presidente provinciale dello SNA di Bologna e Presidente del Gruppo Agenti delle Generali).

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