Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

"Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare” (José Saramago)

Archivio per maggio, 2015

La Top Ten dei rischi, secondo le imprese

Global RM Survey

Aon Risk Solutions ha effettuato negli ultimi mesi del 2014 un sondaggio sulla percezione dei rischi, raccogliendo le testimonianze di oltre 1.400 manager e dirigenti appartenenti ai board di compagnie pubbliche e private di più di 60 paesi.

Il risultato è una classifica dei rischi più temuti, che mostra qualche conferma e importanti novità.
Per la prima volta dal 2007, il rischio reputazionale si posiziona in cima alla classifica. Insieme al timore per i danneggiamenti nella percezione del brand, è cresciuta la considerazione anche nei confronti del cyber risk, che è entrato per la prima volta nella top ten posizionandosi al nono posto (mentre nel Barometro dei Rischi di Allianz il Cyber Risk è in quinta posizione sui principali dieci). A ciò contribuisce la crescente consapevolezza che questi due rischi hanno una forte connessione, basti pensare a quanto facilmente crolla la fiducia dei consumatori nei confronti del brand qualora avvengano violazioni di dati o frodi informatiche.
A posizionare al primo posto il rischio reputazionale hanno contribuito anche numerosi eventi di cronaca (si prenda ad esempio la scomparsa del volo Malaysia Airlines 370 o il product recall di Toyota), la cui massiccia copertura da parte dei media ha molto spesso posto in una posizione critica, in tempi rapidissimi, l’azienda coinvolta, danneggiandone l’immagine e mettendo a rischio la fiducia dei consumatori.
Analizzando le altre voci della classifica, il timore di non riuscire ad adeguarsi ai frequenti cambiamenti normativi è leggermente diminuito, passando dalla seconda posizione del 2013 (ultimo rilevamento) alla terza attuale, in virtù della crescente attenzione e sensibilità delle aziende nei confronti delle coperture D&O.
L’indagine rileva poi che il rischio derivante dall’incapacità di fornire soluzioni innovative e adeguate alle esigenze dei clienti si posiziona al sesto posto. Secondo le previsioni, raggiungerà il quarto posto nel 2018, a dimostrare come la crescente mole di informazioni a disposizione delle aziende non sia percepita come un reale aiuto nel delineare i desideri dei consumatori, ma più come una massa spesso caotica di dati difficile da interpretare e utilizzare.
Riappare, infine, tra i primi dieci rischi, per la prima volta dal 2007, il danno materiale diretto. Strettamente correlato ad esso, come hanno dimostrato i diversi eventi atmosferici catastrofici dell’ultimo anno, è il timore nei confronti della business interruption, al settimo posto.
La classifica completa:
1. Danno reputazionale / danno d’immagine
2. Crisi economica / lenta ripresa dell’economia
3. Cambiamenti normativi e legislativi
4. Crescita della concorrenza
5. Mancata capacità di attrarre e trattenere professionisti talentuosi
6. Mancata capacità di innovare e riconoscere i bisogni dei consumatori
7. Business interruption
8. Third-party liability
9. Cyber crime e hackeraggio
10. Danno materiale diretto (Property Risk)
(fonte ANRA.it)
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