Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

"Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare” (José Saramago)

Archivio per Web 2.0

Analisi attività del blog nel 2014

Salve a tutti e ben ritrovati in questo nuovo anno.

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog che mi piace condividere con voi che avete partecipato seguendo i contenuti che vi ho proposto.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 33.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 12 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

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Generali assicurazioni sbarca sull’iPhone con iPolizza

L’anno scorso avevo scritto della compagnia assicurativa Nationwide che, per prima (almeno a quanto mi constava), aveva lanciato un’interessante applicazione per iPhone legata alla gestione della denuncia di un sinistro auto, denuncia che poteva essere fatta dal luogo dell’incidente utilizzando appunto l’iPhone.

Mi chiedevo quando avremmo potuto vedere un’applicazione simile nel mercato assicurativo italiano ed ora posso dire che finalmente ci siamo e la strada è aperta anche per gli altri competitor.

E,’ dunque, con piacere che registro la nascita di questa app per iPhone denominata iPolizza delle Assicurazioni Generali (dedicata ai clienti delle reti di Assicurazioni Generali, Alleanza, Augusta Assicurazioni, Fata Assicurazioni, INA Assitalia, Lloyd Italico, e Toro, con la quale è possibile denunciare un sinistro in real time ed individuare la carrozzeria convenzionata o l’agenzia più vicina) e che segue, di poco, l’app creata da Genertel (non a caso, forse, dato che è una società controllata sempre da Generali).

Ora, come dicevo, la strada è segnata e si aspetta di vedere cosa farà il resto del mercato assicurativo e non solo.

Polizza più cara per chi usa Facebook o Twitter?

Immagine tratta da Pleaserobme.com

Utilizzando molto la rete e gli strumenti del web 2.0 mi ha particolarmente attirato, per non dire colpito, questo articolo “Confused.com predicts insurance hikes for social media user“, del quale non potevo non parlarne.

In breve, si sostiene che gli assicuratori potrebbero iniziare molto presto a far pagare agli utenti di social network (o meglio dei social media) come Facebook, Twitter o MySpace, premi più cari per le polizze contro i furti in casa. Lo rivela il comparatore online “Confused.com”, spiegando che gli utenti dei social network si rendono più vulnerabili a furti ed episodi criminosi in genere, in quanto rivelano sulla rete web le loro abitudini e i loro spostamenti.

“Non sarei sorpreso – ha detto Darren Black, responsabile dell’area “home insurance” di Confused.com – di vedere che, mentre i social network crescono in popolarità e aumentano le diverse funzionalità, gli assicuratori inizino a tener conto nella valutazione del pricing delle coperture, il grado di informazioni personali immessi in rete che si traducono in un incremento del rischio individuale. Gli assicuratori hanno già iniziato a verificare, sulla base dei sinistri, il grado di informazioni immesse online dal danneggiato”.

“Le organizzazioni criminali – conclude Darren Black – stanno diventando sempre più sofisticate nella fase di analisi e raccolta delle informazioni utilizzando anche Google earth e street view per pianificare i loro furti con precisione militare”.

La tematica sicurezza e polizza furto viene messa in risalto ancor più dal sito Pleaserobme.com, (Please Rob Me, ovvero derubami per cortesia) che analizza i messaggi degli utenti Twitter che informano quando si è lontani dalle proprie abitazioni. L’utente che pubblica, ad esempio, un tweet dicendo “Mi trovo al centro commerciale”, espone se stesso a diversi rischi, primo fra tutti il lasciar un “biglietto da visita” virtuale per eventuali ladri, che verrebbero informati di una casa pronta “da essere svaligiata”.

Considerazione: a parte cogliere lo stimolo che anche le nuove tecnologie presentano nuovi rischi che devono entrare nel bagaglio di un risk manager, come sempre bisogna analizzare il problema e magari dire che, basterebbe applicare un sano buon senso (spesso il Risk Management non è altro che buon senso applicato) e non fornire tali informazioni in rete anche grazie ai filtri di privacy che è possibile impostare sui social media che il problema e, dunque, il rischio si ridurrebbe e di molto. Oppure, come mi scrive un amico, non sarà solo l’ennesimo tentativo, anche elegante e sofisticato, messo in atto dal mercato assicurativo per giusitificare incrementi di premio?

E tu, usi i social media o vorresti usarli? Vorresti dire la tua?

Venezia Bar Camp 2009

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Nell’ambito della manifestazione, promossa dal Comune di Venezia per festeggiare il progetto Cittadinanza Digitale, il prossimo 24 ottobre si terrà il Venezia Bar Camp 2009 e spero veramente di poterci essere per poter seguire alcuni interventi che mi interessano molto nopnché per poter  incontrare e conoscere cittadini della “parte abitata della rete“.

Il barcamp è una conferenza generata dai partecipanti: nessuno è spettatore e tutti contribuiscono alla riuscita dell’evento portando un progetto, un idea, preparando una presentazione, partecipando alla discussione o aiutando nell’organizzazione. Insomma, non è la classica conferenza in cui esiste un tema prefissato e una rigida scaletta degli interventi e degli argomenti da trattare. C’è una traccia, in questo caso è “la cultura digitale”“, e degli spazi a disposizione da utilizzare per proporre un argomento e discuterne.

Se ci sarai, spero di poterti incontrare.

Aggiornamento: purtroppo una tosse fastidiosa mi ha tenuto fisicamente lontano da Venezia 😦

BakerTweet: il pane è pronto

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Twitter, il più popolare sito di microblogging sta conoscendo un incremento esponenziale di utenti tanto che alcune realtà si servono di questo servizio per risolvere i problemi di tutti i giorni.

Oggi ti voglio parlare di una cosa che ho appreso da ioChatto e che non mancherà di suscitare il tuo interesse.

Si tratta di Baker Tweet, un piccolo dispositivo Wi-Fi con cui i fornai inglesi possono avvisare i clienti degli ultimi prodotti appena sfornati. Il funzionamento di questo dispositivo è molto semplice, basta installarlo su una parete del forno e quando il pane o i biscotti sono pronti, non si dovrà fare altro che ruotare la manopola posta al centro, selezionare il prodotto appena sfornato e premere il pulsante. A questo punto, i clienti verranno avvertiti tramite tweet che “la pappa è pronta”.

Sempre grazie a Twitter cominciano ad affiorare anche le applicazioni più stravaganti, che possono però trasformarsi in opportunità di business. Qualche esempio?

Twit2art si occupa di trasferire su tela gli i tweet, ma se sei particolarmente fiero di un tuo tweet, perché non indossarlo? Con Twitoshirt è possibile: non devi far altro che inserire l’url dello status che preferisci, scegliere taglia e colore della maglietta e attendere che ti venga recapitata a casa.

Come avevo già scritto qui sarebbe interessante sviluppare qualche servizio di Twitter per i risk manager o nell’ambito delle assicurazioni: qualche idea?

Le assicurazioni Nationwide utilizzano l’iPhone

La diffusione in massa dell’iPhone sta incominciando a portare i suoi frutti anche in ambito lavorativo (se solo qualcuno avesse ancora qualche dubbio). Le grosse società iniziano a guardare all’Apple Store come un fedele alleato per migliorare i propri servizi. Se da un lato le banche hanno fiutato l’affare offrendo applicazioni in grado di accedere ai conti correnti, dall’altro si nota l’avvio anche delle società di assicurazioni.
A debuttare questa volta è la società americana Nationwide, operante nel ramo delle assicurazioni, che ha lanciato la sua applicazione per iPhone. Come funziona? Molto semplice: quando ci sarà un tamponamento non bisognerà più compilare la costatazione amichevole, ma lanciare l’applicazione dall’iPhone. Dopo aver fatto una foto alle auto incidentate, indicato l’esatta ubicazione grazie al collegamento con il GPS (senza più diventare matti per capire dove ci si trova), spiegato la dinamica in un form, compilato i dati relativi ai due conducenti e inserito data e ora, si spedisce tutto via internet e si attende l’email di notifica. Non è fantastico?

Guarda il breve filmato illustrativo.

Personalmente, spero che queste idee possano diffondersi nel settore assicurativo italiano che non brilla per innovazione tecnologica e dei servizi, proprio per offirire servizi sempre più alla portata di tutti o di molti, liberandoci da carte e scartoffie che spesso servono a rallentare sia in efficienza che in efficacia le risposte rese a noi cittadini/clienti della parte abitata della rete.

[via melamorsicata]

Io twitto, tu twitti?

twitter

Voglio ancora richiamare, e in questo modo incentivare, l’uso di nuovi mezzi di comunicazione come Twitter.

Negli USA, ad esempio, leggo che una vera e propria Twitter-mania è esplosa anche tra i politici che lo fanno anche dal Congresso.
E’ un modo fantastico per essere connessi e per informare ed informarsi, ma ancora poco utilizzato da persone che lo potrebbero usare anche professionalmente.

E tu, lo usi?

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