Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

"Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare” (José Saramago)

Archivio per dicembre, 2008

Un augurio particolare

Caro Gesù Bambino. L’ultima volta ti ho scritto giusto 47 anni fa. Ti chiesi una fionda e un pallone di cuoio tutto per me, però aggiunsi che rinunciavo al pallone se portavi un lavoro al mio papà che cinque mesi prima era stato licenziato dal cotonificio del paese. La mattina di Natale trovai una grande fionda in legno, era intagliata – opera delle mani del nonno – e niente pallone. Prima di pranzo passò un amico che offrì a papà un posto di lavoro nella sua bottega di falegname. Fu un Natale bellissimo!
Oggi ho 54 anni sono un bravo operaio, da 30 anni lavoro sui pantografi, ma tre mesi fa la mia azienda del triangolo Prata-Maron-Brugnera, ha chiuso e con altri 20 colleghi sono stato licenziato. Ce ne siamo andati salutati freddamente dagli “addolorati” proprietari senza un euro e con tante promesse. L’altro giorno ho letto sul Gazzettino che hanno portato i libri in Tribunale. Perché hanno approfittato del buon senso dei lavoratori, quel buon senso che ci distingue e che ci fa valore aggiunto. Ti scrivo perché ho bisogno che qualcuno mi ascolti!
Per tanti anni ho pensato di essere qualcuno, di avere tanti amici, di essere una bella famiglia. Invece giro in cerca di lavoro e mi rispondono che sono un costo, che sono vecchio; al bar sentenziano che ho sbagliato, che dovevo farmi sentire, che non ho le palle; a casa i miei figli non si preoccupano e con mia moglie, neanche ci parliamo per non litigare e offenderci.
Forse hanno ragione loro, perché lavorando 10/11 ore tutti i giorni più il sabato, giorno, mese, anno dopo anno ho dimenticato come si vive in famiglia accanto a una moglie, vicino ai propri figli. Se ci penso impazzisco, mi sento male dentro. Ho la sensazione che tutti mi guardino, mi sopportino come un povero disoccupato.
A Natale vorrei essere in chiesa, come lo saranno i miei titolari, ma io mi vergogno. Ho tanti cattivi pensieri dentro di me: quando mi sento forte vorrei vendicarmi e fare del male; quando mi prende la disperazione penso alle cupe acque del Livenza.
Non sono più un bambino, ma se mi ascolti, Gesù Bambino, dammi la forza di vivere questo momento, di convincermi che non sono un fallito. Sono un disoccupato, ma con tanta dignità.
Buon Natale anche a te.

PS. Quella fionda ce l’ho ancora e il giorno di Natale la stringerò forte.

Adolfo V., operaio del legno, disoccupato (lettera a Il Gazzettino, 20 dicembre 2008)

E Auguri di un sereno Natale anche da parte del tenutario di questo blog.

Testo Unico sulla sicurezza: arriva il rinvio?

Da questa notizia apparsa su “Il Sole 24 Ore“ di ieri 17 dicembre, pare che l’obbligo di effettuare la valutazione dei rischi ai sensi del D.Lgs. 81/2008 con data certa entro il 31.12.2008, verrà rinviato al 30 giugno 2009.
Attendiamo comunque di saperne di più a seguito dell’emanazione del decreto “milleproroghe“ previsto per la giornata di oggi, 18 dicembre 2008.

Aggiornamento del 19 dicembre: dalla rassegna stampa odierna della Camera, ecco l’articolo de “Il Sole 24 ORE“ che riporta la notizia del RINVIO dell’entrata in vigore della data certa al 30 giugno 2009, mentre le integrazioni alla VdR previste dal Testo Unico avranno comunque effetto dal 1° gennaio 2009.

Informazione e trasparenza degli intermediari

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Con questo post vorrei chiedere qual è la tua esperienza in merito agli obblighi e ai doveri di informazione che gli intermediari, siano essi assicuratori o broker, hanno nei confronti dei consumatori i quali, secondo la direttiva 2002/92/CE, sono tutti coloro che necessitano di una copertura assicurativa.

Ricordo cosa recita l’art. 49, comma 4, del regolamento ISVAP n. 5 del 16 ottobre 2006: Gli intermediari, prima della sottoscrizione di una proposta o, qualora non prevista, di un contratto di assicurazione, forniscono al contraente informazioni tali da consentire a quest’ultimo di effettuare scelte consapevoli e rispondenti alle proprie esigenze. A tal fine, in funzione della complessità del contratto offerto, illustrano al contraente le caratteristiche, la durata, i costi e i limiti della copertura, gli eventuali rischi finanziari connessi alla sottoscrizione ed ogni altro elemento  utile a fornire un’informativa completa e corretta“.

Ma in che modo deve avvenire l’informazione

L’art. 13 della direttiva 2002/92/CE (riporto solo il comma 1), stabilisce che:
1. Qualsiasi informazione da fornire ai clienti a norma dell’articolo 12 deve essere comunicata:
a) su supporto cartaceo o altro supporto durevole disponibile ed accessibile per il consumatore;
b) in un modo chiaro e preciso che sia comprensibile per il consumatore;
c) in una lingua ufficiale dello Stato membro dell’impegno oppure in un’altra lingua concordata dalle parti.

Questo passaggio è anche richiamato dall’art. 120, comma 4, lettera b) del Codice delle Assicurazioni.

Sorvolo, per ora, sugli altri aspetti degli obblighi di informazione precontrattuale degli intermediari e, come ho già scritto in premessa di questo post, chiedo quale sia la tua esperienza sul comportamento degli intermediari i quali, a mio avviso, sottovalutano ancora troppo gli obblighi a loro carico che, se non gestiti correttamente, li esporranno sempre più ad azioni di responsabilità sollevate da noi consumatori sia quando siamo soggetti privati che quando rappresentiamo le imprese per le quali operiamo.

Responsabile della sicurezza, la D&O e i rischi

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Una collega risk manager, Chiara Pertosa, che ringrazio, mi ha posto una domanda che trovo interessante anche per un dibattito, e le ho dunque chiesto di poter postarla.

Chiara mi scrive: “ai fini della copertura D&O, il responsabile della sicurezza deve essere “delegato” dal C.d.A. o direttamente dall’amministratore delegato? Infatti, se non erro, possono essere ritenuti alla pari dei dirigenti e direttori generali e quindi rientrare nella categoria dei cd responsabili d’azienda, anche persone con deleghe specifiche.

Il dolo del responsabile della sicurezza è coperto dalla RC generale, ma cosa pensi dell’azione sociale di responsabilità che può essere esercitata dal socio o dal terzo, verso i responsabili d’azienda, per aver commesso nell’esercizio delle loro funzioni errori od omissioni  che hano determinato una lesione dell’integrita del patrimonio sociale?
Se il responsabile della sicurezza non è delegato dal C.d.A. o dall’amministratore e non è quindi configurabile come direttore generale, o responsabile d’azienda o dirigente, allora è l’amministratore che dovrebbe rispondere dell’azione sociale?  Vorrei condividere qualche idea in proposito…

Il broker non sa darmi una mano.

I legali sostengono che la delega può essere data dall’amministratore delegato (avrei qualche dubbio in proposito). Ma comunque non hanno alcuna idea circa le coperture di responsabilità. Il testo della D&O attualmente in vigore non parla chiaro, parla solo di dirigenti. Il codice civile all’art. 2396 parla di direttori generali“.  

Allora, che ne dite? Possiamo dare il via al dibattito di idee e dare una risposta a Chiara per il beneficio di conoscenza di tutti?

Tecniche di Loss prevention: l’inertizzazione

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Da questa pregevole pubblicazione di Munich Re leggo di un nuovo metodo per prevenire gli incendi e le esplosioni, quello dell’inertizzazione permanente, mediante la riduzione dell’ossigeno presente nell’aria dal 21% al 14-15%. È una tecnologia che, a certe condizioni, rappresenta una valida alternativa agli impianti di estinzione convenzionali, offre svariate possibilità di applicazione, e rispetto agli impianti di estinzione tradizionali ha un vantaggio decisivo: rende impossibile la combustione con fiamma e, quindi, previene anche i danni conseguenziali causati dalle sostanze estinguenti e dai prodotti della combustione.

Alcune possibili applicazioni di questa tecnica nei settori di attività che più mi interessano, sono:

Magazzini e depositi
I magazzini automatizzati o quelli in cui il personale vi permane raramente sono i più adatti all’installazione di impianti di inertizzazione permanente. In queste categorie rientrano ad esempio i magazzini di alimentari, i magazzini di merci pericolose e quelli a scaffalature verticali. Gli impianti di estinzione convenzionali non sono sempre facili da installare a causa delle notevoli dimensioni dei magazzini e non assicurano una protezione ottimale delle merci sensibili. L’inertizzazione permette di ridurre anche il danno conseguenziale provocato dal fumo, che può rendere inutilizzabile l’intero contenuto del magazzino.

Centri di elaborazione dati
Non di rado un piccolo incendio è sufficiente a mettere fuori servizio un intero sistema informatico. Un impianto di inertizzazione permanente consente di mitigare questo rischio. La permanenza di personale in atmosfera sottoossigenata per brevi periodi, p. es. per lavori di manutenzione, non comporta pericoli per la salute.

Il resto lo potrai leggere scaricando o solo visualizzando la pubblicazione di Munich Re.

Hai esperienze o suggerimenti sul tema delle quali vorresti parlarne?

Il futuro è già qui

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Per chi ritiene che il blog rappresenti uno strumento innovativo per la condivisione dell’informazione in rete (il che è vero rispetto agli oramai troppo statici e polverosi siti web che siamo abituati a vedere e che dopo un paio di visite togliamo dai nostri preferiti), leggete cosa scrive Zamperini su Il Sole 24Ore.

“L’utilizzo di linguaggi nuovi e potenti, di microformati, del crowdsourcing consentono alla Comunità di sviluppare molto rapidamente applicazioni che creano modelli di business inediti. Un esempio per tutti è costituito da Twitter un servizio che  è semplice, veloce, largamente disponibile, divertente, pervasivo, tribale. Twitter, fornisce un buon esempio della spaventosa accelerazione del ritmo informativo che verrà: recentemente mia figlia undicenne ha aperto il suo blog; dopo qualche giorno di vita le ho chiesto un parere sull’esperienza: mia figlia, con uno sguardo leggermente annoiato mi ha risposto che il blog è una esperienza simpatica, ma decisamente troppo lenta. Questo è il mondo che verrà, che in qualche maniera è già arrivato“.

Degli strumenti che la rete mette a disposizione già oggi e che, a mio avviso, dovrebbero essere usati sempre più (faccio fatica a capire chi, come qualche collega, sottovaluta la potenzialità del web 2.0 e le sue possibili applicazioni), ne parlavo in questo post.

Pensa se potessimo costituire (facilissimo) un gruppo di risk manager ognuno con un profilo su Twitter: altro che e_mail!

Qualche riflessione?

Dovere o moralizzazione?

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Apprendo che Aig ha congelato i salari per i manager e l’a.d. percepirà un dollaro, sì proprio un dollaro per gli anni 2008 e 2009: ne parlo qui.

Avranno agito per dovere verso i mercati o come segno moralizzatore di un nuovo corso?

Tu che ne pensi?

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