Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

"Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare” (José Saramago)

Archivio per gennaio, 2010

La Carta del Pericolo

La Carta del Pericolo è un documentario sempre della RAI (siamo nel 1959), che fa il punto della situazione dei pericoli legati al mondo del lavoro in Italia, con alcune testimonianze e brevi ricostruzioni di alcuni dei tanti infortuni che accadevano nel 1959, quando l’incidente più comune era… (chi lo sa lo scriva nei commenti prima di vedere il video).

Il settore edile era quello dove si verificavano i maggiori infortuni (oltre un terzo del totale) e ciò era dovuto anche alla formazione professionale degli addetti. Un medico intervistato dice che “questo alto tasso di infortuni dipende dal fatto che gli operai del settore edile sono meno qualificati rispetto a quelli della fabbrica che sono, invece, più qualificati e più educati al lavoro“. Come non vederci in queste parole un richiamo alla necessità di formazione, di addestramento e di maggior consapevolezza di ciò che si fa che passa anche da una maggior cultura personale.

Un documento da cui trarre utili indicazioni per il presente anche guardando al passato.

Viaggio nell’Italia che cambia

Ti propongo questo brano di tv d’autore: siamo nel 1963 e il giornalista (Ugo_Zatterin) si interroga e ci mostra l’Italia del 1963 che stava cambiando volto: da rurale ad industriale con tutte le contraddizioni del caso.

Relativamente ai rischi, ti invito a guardare attentamente i telai e le macchine utilizzate nell’industria della tessitura e a come sono proprio cambiate anche le macchine da lavoro in termini di sicurezza.
Comunque, una bella inchiesta di quelle che vorremmo vedere anche oggi per capire meglio costa sta cambiando in questo mondo e per interpretare il futuro.

E’ il rischio credito quello tra i rischi più sentiti?

Innanzitutto Buon Anno.

Il primo post (epifanico) del 2010 è dedicato all’indagine “The emerging future of European Risk Management” (scaricabile da qui), condotta dal broker assicurativo Marsh, su 705 professionisti del rischio di 700 aziende appartenenti a sette dei maggiori settori industriali in Europa, secondo la quale quasi i due terzi degli intervistati (62%) hanno identificato nei rischi finanziari e macroeconomici il motivo di preoccupazione, con il “rischio credito” in cima alla lista.

Il “rischio credito” è stato. infatti, indicato dal 31% degli intervistati come la minaccia principale fra tutti i rischi finanziari.

Il report ha inoltre evidenziato come, in risposta alla recessione, oltre due terzi delle aziende interpellate (69%) hanno compiuto una revisione del proprio approccio al rischio.

Tre intervistati su quattro (73%) hanno concordato nell’affermare che la gestione del rischio ricopre oggi un’importanza prioritaria per il top management delle proprie organizzazioni.

I risultati della ricerca evidenziano che la gestione del rischio non è stata sottoposta a tagli di budget; solo il 5% degli intervistati si attende una riduzione in tal senso, mentre il 34% prevede, invece, un aumento del budget ad esso dedicato.

Personalmente non mi pare che da parte delle imprese vi sia una grande attenzione alla gestione dei rischi in ottica di Risk Management e che anzi, queste, considerino tutto ciò che non ha a che fare con la produzione un sovrappiù del quale, in questo momento, se ne può fare a meno quando invece è proprio in tali momenti che deve essere più alta l’attenzione alla gestione dei rischi. Un evento dannoso (quale potrebbe essere anche il mancato incasso di un credito), in questa fase di recessione e di equilibri finanziari fragili, potrebbe essere dirompente per l’impresa e quindi è più che mai in simili momenti che non si deve rinunciare ad investire risorse nella gestione dei rischi, compresi i programmi assicurativi che devono essere ben fatti proprio per assicurare la giusta copertura finanziaria di quei rischi precedentemente identificati e valutati. La gestione dei rischi, dunque, deve essere vista non come un centro di costo, bensì come un centro di profitto al pari delle altre attività aziendali quale la produzione la quale può essere garantita non solo dalle scelte strategiche di mercato, ma anche attraverso azioni quotidiane di mitigazione dei rischi.

E tu cosa ne pensi sia dello studio di cui ho parlato che delle mie riflessioni? Qual è la tua esperienza quale gestore dei rischi?

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