Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

"Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare” (José Saramago)

Archivio per Risk Management

Intervista al rischio

Chi si occupa, come me, di questo lavoro, sa che è un tema molto sottostimato quello collegato alla probabilità che si verifichi un evento imprevisto a danno di cose o persone, la cui incidenza può variare sino a gravi conseguenze. Ci si sofferma poco sulla domanda: ma noi conosciamo a fondo il rischio, o meglio i rischi da fronteggiare?

Per capire che cosa significa rischio, gli amici di The White Swan lo hanno trovato e deciso di “intervistarlo“: il “rischio“, dunque, si racconta spiegando la sua natura mutevole ed imprevedibile…

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Una giornata particolare a Tolmezzo

Domani parteciperò, cercando di dare il mio contributo di risk manager, all’evento formativo organizzato da Automotive Lighting Italia S.p.A. del Gruppo Magneti Marelli con altri stimati professionisti. Un grazie all’ing. Andrea Peresson, responsabile della funzione Ambiente e Sicurezza che mi ha coinvolto in questo progetto.

Per visualizzare o scaricare la locandina, clicca qui.

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Rischio stradale sul lavoro

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E’ un pò che non scrivo qualche post, almeno su questo blog, e riprendo per commentare questo articolo sul tema della salute e sicurezza sul lavoro questa volta legata al rischio stradale.

Sappiamo, si legge nell’articolo, che ogni datore di lavoro, tra i propri obblighi, ha quello di effettuare la valutazione dei rischi dei lavoratori e prendere le misure per ridurre detti rischi, consentendo al proprio personale di lavorare in piena sicurezza.
Le aziende che hanno grandi numeri in termini di dipendenti, veicoli in uso e spostamenti quotidiani avvertono la gestione del rischio stradale  come uno dei principali punti su cui focalizzare la propria attenzione ed a cui destinare una quota significativa delle risorse dedicate alla sicurezza sul lavoro. Per innumerevoli attività, infatti, il “luogo di lavoro” non è un posto specifico individuato all’interno di un ufficio o di uno stabilimento produttivo (che pure deve avere le sue misure per la riduzione del rischio di infortuni tra veicoli e persone), ma è la strada pubblica, spesso in condizioni di difficile gestione (come nel caso di flussi di merci pericolose che impegnano le strade urbane).
E non va poi dimenticato che gli incidenti stradali sono la prima causa di morte sul lavoro (come testimoniano ogni anno i dati INAIL). Per minimizzare i rischi di questi lavoratori ed aumentare la sicurezza stradale (a vantaggio loro e di ogni altro utente),  viene in aiuto dei responsabili aziendali la Checklist per la riduzione del rischio stradale sul lavoro, che consente di ridurre il rischio stradale intervenendo sulle componenti Uomo, Veicolo e Spostamento del “sistema guida”. Ogni responsabile aziendale della sicurezza può consultarla e verificare, punto per punto, se la propria azienda sta tenendo debitamente in conto ogni aspetto importante ai fini della riduzione del rischio.

Anche in questo modo, a mio parere, si fa Risk Management. Buon lavoro.

Travel Risk Management

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Ho recentemente partecipato ad un interessante incontro sul tema dei rischi dei lavoratori in missione e delle misure di tutela.

Ovviamente, prima di pensare alle polizze è opportuno trattare il tema sempre in ottica di Risk Management e quindi, se ci troviamo in un’azienda che manda il suo personale in missione, potremo iniziare con il chiederci:

  • Siamo preparati per un’emergenza?
  • Siamo in grado di monitorare la rischiosità dei Paesi?
  • I nostri dipendenti sono protetti?
  • Sappiamo esattamente dove si trovano i nostri dipendenti?
  • Siamo capaci di gestire un evento importante?
  • Siamo protetti in caso di qualsiasi tipo di contenzioso?

Ricordo che le aziende hanno un “dovere di diligenza“ (Duty of Care) anche nei confronti del personale viaggiante e quindi bisogna mettere in atto una sorta di “programma di sicurezza per il viaggio“ che preveda la predisposizione di apposite procedure pre e durante la trasferta, anche per non incorrere in responsabilità per non aver fornito la necessaria informazione e formazione al personale e pensato a piani per la loro tutela (e questo ci riporta anche a quanto prevede il D.Lgs. 81/2008 e smi).

Oltre ad alcuni strumenti proposti da società di consulenza, possiamo intanto ricorrere ad alcuni servizi gestiti dalla Farnesina (il nostro Ministero degli Esteri) che mette in rete le informazioni per quando si prevede un viaggio all’estero:

Viaggiare sicuri: per avere qualche notizia preventiva sullo stato dei rischi del paese presso il quale si recherà il personale.
Dove siamo nel Mondo: per poterci registrare in modo che, in caso di emergenza, la Farnesina sappia quanti italiani si trovano all’estero e dove in modo da poter organizzare gli eventuali soccorsi.
Il Ministero della Salute, invece, ha sviluppato l’APP di consultazione sull’assistenza sanitaria all’estero “Se parto per…“, grazie alla quale è possibile:
  • reperire informazioni sull’assistenza sanitaria durante un soggiorno o la residenza all’estero (come ottenere assistenza, a chi rivolgersi e come richiedere eventuali rimborsi);
  • consultare la Directory pubblica contenente tutte le istituzioni europee coinvolte nell’erogazione dei servizi di sicurezza sociale (non solo per l’assistenza sanitaria) realizzata da EESSI;
  • consultare direttamente la normativa comunitaria e italiana attualmente vigente, tutto direttamente dal tuo dispositivo mobile, ovunque ti trovi e con la possibilità di salvare le tue ricerche.

Si possono fare anche altre cose, ma dato che il mio obiettivo è quello di sollecitare una riflessione sul tema, concludo dicendo che, dopo l’aspetto di prevenzione, possiamo valutare una qualche forma di tutela assicurativa per gli inconvenienti legati al viaggio (ricoveri per malore o infortunio, rientro anticipato, perdite bagagli, ecc.).

In ogni caso, il tema del “rischio legato al viaggio“ deve essere attentamente valutato anche per dimostrare che ci abbiamo pensato e lo abbiamo gestito.

Buon “Travel Risk Management“ a tutti.

Cosa potrebbe succedere se…

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…un cavo elettrico si stacca da un palo della luce che rimane in piedi provocando il gigantesco rogo al contatto col gas.

L’incendio è stato provocato dalla caduta di un grande traliccio dell’ENEL che ha fatto esplodere il gasdotto della SNAM: dalle prime notizie pare siano andati distrutti 3 edifici e ci siano 8 persone ferite, tra cui un bambino di 10 anni. Snam Rete gas ha inviato uomini e mezzi sul territorio per verificare la dinamica dell’incidente. “Dai primi riscontri – spiega il colosso dell’energia – sembrerebbe che la scarsa stabilità del suolo, unita ai fenomeni di antropizzazione tipici delle aree in prossimità delle coste e al forte maltempo di questi giorni, possa essere tra le cause dell’incidente”. Ma la popolazione parla di lavori fatti male, tanto che tre anni fa, nello stesso punto dove è esplosa la condotta del gas, erano stati effettuati grossi lavori di consolidamento della tubazione. Intanto, come accade in questi casi, la magistratura di Teramo ha aperto un fascicolo per verificare se ci sono responsabili e responsabilità.

Secondo un testimone, poi, a salvare i componenti delle due famiglie che vivono vicino al metanodotto è stata la bufera di vento che ha spostato le fiamme verso valle evitando di investire direttamente le abitazioni e che l’incidente si rivelasse in tragedia. Questo è ciò che è accaduto in Abruzzo.

Quando accade qualcosa ci si chiede sempre (o quasi) il perché e, soprattutto, se si sarebbe potuto prevedere l’evento, oppure se non ci si aveva pensato ritenendo una tale evenienza come “impossibile“.  Proprio come chi, nell’antichità, pensava che esistessero solo i cigni bianchi escludendo l’esistenza di un cigno nero, tanto che si era soliti dire: “Impossibile come un cigno nero“. Poi, un giorno, si scoprì che il cigno nero esisteva.

Country Risk Map di SACE

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Molto interessante la Country Risk Map sviluppata da SACE, di cui ne avevo parlato un prima volta in questo post del 2011, che in questa nuova versione si presenta come un mappamondo interattivo del rischio paese e rappresenta uno spunto di riflessione interessante per guidare le imprese nelle loro strategie di crescita internazionale e, naturalmente, per chi fa il nostro lavoro. Questa mappa si basa su un sistema di 6 rating e segnala i diversi profili di rischio a cui si espongono le imprese nelle loro attività di business per 189 Paesi nel mondo.

Mi farebbe piacere sapere cosa ve ne pare.

Supply Chain: the Resilience Index by FM Global

hdr-resilience-desktop(immagine da FM Global)

Grazie ad Ernesto Cagliero di FM Global, sono venuto a conoscenza di The Resilience Index.

Si tratta di uno strumento che “misura“ il livello di Resilienza di business di 130 paesi ed è stato progettato per aiutare i dirigenti a valutare e gestire il rischio della catena di distribuzione (Supply chain).

Nove fattori chiave del rischio sono raggruppati in tre categorie:

Economic Factor:

  • GDP per capita
  • Political risk
  • Oil intensity

Risk Quality Factor:

  • Exposure to natural hazard
  • Quality of natural hazard risk management
  • Quality of fire risk management

Supply Chain Factor:

  • Control of corruption
  • Infrastructure
  • Local supplier quality

Questi si combinano per formare l’indice composito. I punteggi si formano su una scala da 0 a 100, con 0 che rappresenta la resilienza minima, 100 la massima. Potete utilizzare la simulazione on line e cliccare su ogni paese della mappa, oppure andare ad estrarre i dati complessivi in una tabella dove trovate tutti i paesi.

Ditemi se non vi pare uno strumento assolutamente utile ed estremamente “usabile“.

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