Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

"Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare” (José Saramago)

Archivio per gennaio, 2013

Mappa nazionale del rischio sismico II

Carta_sisma_Italia_2012

Dopo il post dell’anno scorso scritto sempre in questo periodo dell’anno, scrivo questo come aggiornamento della Mappa di classificazione sismica del territorio italiano aggiornata all’anno 2012 presa da qui, che mi pare opportuno pubblicare anche per chi conosce solo la classificazione dei comuni italiani a rischio sismico edita dall’ANIA (vedi Handbook incendio, un testo basilare per chi si occupa dei rischi assicurativi), classificazione che però deve esser aggiornata con quella qui proposta. 

Sempre nel post dello scorso anno invitavo chi vive in regioni a rischio sismico, a chiedersi qual è il grado di resistenza a tali eventi naturali degli edifici nei quali viviamo, lavoriamo, degli ospedali o delle scuole dove mandiamo i nostri figli (ho avuto e sto avendo un’esperienza diretta in tal senso) e così via, diventando critici osservatori di questi aspetti, diciamo un pò un risk manager di noi stessi in relazione ai pericoli e ai rischi che ci possono coinvolgere.

Noi, come risk manager, dovremmo diffondere tali informazioni: lo facciamo? Lo fai?

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Il ritorno delle “contingent commission”

 Dollari

Anche questa vicenda potrebbe essere annoverata sotto la frase “Alle volte ritornano“.

E già, perché dopo aver parlato più volte su questo blog dello scandalo rappresentato dalla “commissioni contingenti“ ricevute dai broker, pratica messa al bando con la famosa crociata di Spitzer ai tempi in cui era procuratore di New York, il numero uno uscente di Willis, Joe Plumieri, ha dichiarato che molte società tollerano ancora queste pratiche di evidente conflitto di interessi e che il settore è tornato esattamente al punto in cui era prima del giro di vite.

Sotto accusa era finito il meccanismo conosciuto come “contingent commissions“, in base al quale il broker, invece di cercare di vendere il miglior prodotto per il cliente, era incoraggiato a collocare le polizze delle compagnie con le commissioni più elevate. In sostanza, il broker veniva pagato più del dovuto per piazzare i prodotti assicurativi più costosi e di compagnie amiche.

“I broker“, dice Plumieri, “ricevono un compenso se la compagnia guadagna di più e un modo per guadagnare di più è non pagare i sinistri”, mentre il broker dovrebbe fare gli interessi del cliente, che sono ovviamente che il sinistro venga indennizzato. “È un evidente conflitto, ed è legale”.

Faccio presente, che all’epoca l’inchiesta coinvolse alcuni broker tra i quali Aon, Marsh e proprio la stessa Willis che, come si legge nell’articolo, pare stia valutando la reintroduzione di tale pratica!

E tu cosa ne pensi?

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