Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

“Non dobbiamo prepararci solo a ciò che possiamo prevedere, ma anche a ciò che non è prevedibile“.

Archivio per Toyota

Toyota’s Way: e gli altri?

Un bel post di Luca Marcolin che si chiede e ci chiede “Cosa Toyota può Imparare dalla sua Crisi e cosa può Insegnare a Tutti Noi“, mi riporta a riparlare del caso Toyota dato che Luca pone le seguenti domande a chi si occupa di organizzazione e di produzione snella, ma io direi valide anche per noi che ci occupiamo di Risk Management:

  1. cosa è successo nell’ingranaggio della “macchina perfetta”?
  2. riusciranno i nostri eroi a fare di questa esperienza una lezione per la gestione delle crisi?
  3. cosa insegna questa crisi a tutti noi?

Segnalo anche questo articolo Toyota? Ha tradito lo spirito Toyota apparso su Il Sole 24Ore dal quale evidenzio alcuni passaggi come il seguente.

“Il gigantismo, si legge nell’articolo, ha creato una forma pericolosa di autocompiacimento e il gruppo non si è accorto di diventare inadeguato: il vecchio modello Toyota si alimentava di un Giappone che ancora ricordava la dedizione dei samurai per il loro padrone, in cui era possibile coinvolgere anche il più semplice operaio. Oggi il paese si è occidentalizzato, ma la Toyota, «non si è aggiornata» proprio mentre le aziende del mondo adattavano il suo sistema a sistemi sociali molto diversi, meno autoritari“.

E mentre siamo ancora parlando di Toyota, arriva la notizia che la Nissan per problemi al pedale del freno ha deciso di richiamare 540 mila macchine in tutto il mondo: pare che i modelli difettosi siano i pickup e i truck Titan, i suv Armada e Infiniti QX56, i minivan Quest, prodotti tra il 2008 e il 2010.

Stessa sorte per la General Motors si appresta a richiamare 1,3 milioni di auto in Nord America per un problema al volante, che sarebbe stato la causa di 14 incidenti stradali e il ferimento di una persona. Le autorità Usa per la sicurezza stradale lo scorso 27 gennaio hanno aperto un’inchiesta su circa 905.000 modelli Cobalt dopo aver ricevuto oltre 1.100 reclami per un difetto al volante.

Sarebbe interessante conoscere il parere dei risk manager di queste società, ma non ci spero, così come è difficile ottenere una condivisione delle conoscenze con gli altri colleghi risk manager italiani tutti (o quasi) trincerati dietro il paravento della riservatezza delle informazioni. Ma in questo modo non si cresce (nemmeno in termini di “teste“) e non ci si contagia: sappiamo, però, che in natura sono più forti i ceppi che si sono mescolati tra loro piuttosto che quelli della stessa “casata“ che invece indeboliscono fino poi ad estinguersi.

Meditate colleghi, meditate.

Dopo il caso Toyota ora tocca anche a Peugeot Citroen

Quali riflessioni trarre dal recente storico (per la dimensione) caso di Recall (richiamo dei prodotti) in Toyota che ha, da prima richiamato 2,3 milioni di veicoli in USA e poi 1,8 milioni di veicoli in Europa, fermando la produzione di 8 modelli di macchina presso i loro stabilimenti negli Stati Uniti, compresi i loro fornitori a causa di un problema al pedale dell’acceleratore o al tappetino dove si incastra il pedale dell’acceleratore?

Appena ho letto la notizia dagli organi di stampa italiana qui e qui, pensando da risk manager, ho lanciato alcuni tweet su Twitter per dire che questo fatto avrà sicuramente un impatto non solo finanziario, ma anche sulla reputazione di un’azienda come Toyota, che ha fatto da precursore alla filosofia Lean manufacturing e delle procedure sul miglioramento continuo.

Un amico mi ha però invitato a leggere questo post Toyota Recall The Penalty of Leadership e ad interpretare i fatti accaduti con un approccio positivo per la capacità di reagire di Toyota in modo organizzato (immagino che avranno piani di Crisis Management) così da consentire alla casa automobilistica di trasformare un momento negativo in un rafforzamento della propria qualità intesa come un’elevata attenzione verso la sicurezza del cliente.

E’ di oggi, invece, l’altra notizia che il medesimo difetto al pedale dell’acceleratore che si può incastrare nel tappetino e che messo in crisi la Toyota, ha coinvolto anche il gruppo automobilistico francese Psa Peugeot Citroen che ritirerà dal mercato 97.000 vetture in Europa (Peugeot 107 e Citroen C1).

Vedremo come saprà reagire questo gruppo automobilistico e magari potremo confrontare i diversi modi rispetto alla Toyota.

La mia riflessione a questo punto è però la seguente:

  1. chi è il produttore del pedale dell’acceleratore?
  2. qual è la sua dimensione e la sua tenuta finanziaria?
  3. come mai un tale difetto ha potuto replicarsi in tutti questi lotti?
  4. qual è stata la “falla“ nel processo di qualità sia del produttore che delle aziende automobilistiche?

Chi vuole dire la sua?

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