Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

“Non dobbiamo prepararci solo a ciò che possiamo prevedere, ma anche a ciò che non è prevedibile“.

Archivio per Sicurezza sul lavoro

Ocjo – Lavorare e vivere senza farsi male: si replica

Dopo la fantastica giornata dello scorso 28 settembre quando, presso il Teatro Candoni di Tolmezzo ed insieme a Flavio Frigè, Bruzio Bisignano e il duo dei Trigeminus (in arte Mara e Bruno Bergamasco), ho avuto modo di incontrare circa 800 lavoratori di Automotive Lighting Italia S.p.A. del plant di Tolmezzo, il 3 ottobre si replica per i lavoratori del terzo turno e quelli che non hanno potuto partecipare la volta scorsa. Questa volta saremo presso la sede dell’Agemont per parlare della sicurezza e dei rischi in un modo spero interessante, ma sicuramente denso di emozioni.

Una giornata particolare a Tolmezzo

Domani parteciperò, cercando di dare il mio contributo di risk manager, all’evento formativo organizzato da Automotive Lighting Italia S.p.A. del Gruppo Magneti Marelli con altri stimati professionisti. Un grazie all’ing. Andrea Peresson, responsabile della funzione Ambiente e Sicurezza che mi ha coinvolto in questo progetto.

Per visualizzare o scaricare la locandina, clicca qui.

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Direttiva macchine e rischio RCO

In questi anni mi è capitato più volte di partecipare ad alcuni seminari nei quali si trattava l’argomento della Direttiva Macchine e, in uno dei più recenti, si è riflettuto sia sulla responsabilità del datore di lavoro che progetta e produce le macchine per venderle, di chi le acquista per i suoi processi produttivi, ma anche di quelle aziende che utilizzano macchinari auto-prodotti per le proprie esigenze produttive.

Innanzitutto mi sono chiesto quanti datori di lavoro abbiano chiaro che, anche se la macchina è auto-prodotta, deve essere predisposta un’adeguata documentazione come il  Fascicolo Tecnico della Costruzione, a tacere poi di quante volte avvengono delle modifiche non autorizzate su macchine marcate CE con tutto quanto questo comporta in termini di rischi e, dunque di responsabilità.

E poi mi sono chiesto, ma un’azienda che svolge una certa attività, poniamo produzione e commercializzazione di abbigliamento che è assicurata per la RCO sulla base di tale attività, nel caso dovesse verificarsi un infortunio su una macchina auto-prodotta, tale infortunio risulterà coperto dall’apposita copertura RCO, oppure tale evento rappresenta un rischio “altro“ rispetto a quello principale (nella descrizione dell’attività svolta, infatti, non viene citata anche la produzione di macchinari in proprio), e dunque non sarà coperto dalla polizza?

Pensiamoci!

Rischio stradale sul lavoro

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E’ un pò che non scrivo qualche post, almeno su questo blog, e riprendo per commentare questo articolo sul tema della salute e sicurezza sul lavoro questa volta legata al rischio stradale.

Sappiamo, si legge nell’articolo, che ogni datore di lavoro, tra i propri obblighi, ha quello di effettuare la valutazione dei rischi dei lavoratori e prendere le misure per ridurre detti rischi, consentendo al proprio personale di lavorare in piena sicurezza.
Le aziende che hanno grandi numeri in termini di dipendenti, veicoli in uso e spostamenti quotidiani avvertono la gestione del rischio stradale  come uno dei principali punti su cui focalizzare la propria attenzione ed a cui destinare una quota significativa delle risorse dedicate alla sicurezza sul lavoro. Per innumerevoli attività, infatti, il “luogo di lavoro” non è un posto specifico individuato all’interno di un ufficio o di uno stabilimento produttivo (che pure deve avere le sue misure per la riduzione del rischio di infortuni tra veicoli e persone), ma è la strada pubblica, spesso in condizioni di difficile gestione (come nel caso di flussi di merci pericolose che impegnano le strade urbane).
E non va poi dimenticato che gli incidenti stradali sono la prima causa di morte sul lavoro (come testimoniano ogni anno i dati INAIL). Per minimizzare i rischi di questi lavoratori ed aumentare la sicurezza stradale (a vantaggio loro e di ogni altro utente),  viene in aiuto dei responsabili aziendali la Checklist per la riduzione del rischio stradale sul lavoro, che consente di ridurre il rischio stradale intervenendo sulle componenti Uomo, Veicolo e Spostamento del “sistema guida”. Ogni responsabile aziendale della sicurezza può consultarla e verificare, punto per punto, se la propria azienda sta tenendo debitamente in conto ogni aspetto importante ai fini della riduzione del rischio.

Anche in questo modo, a mio parere, si fa Risk Management. Buon lavoro.

LAVORI IN CORTO

Il rapporto tra il coordinatore per la sicurezza e il committente. L’importanza della sicurezza raccontata in un cortometraggio: “Lavori in corto”.

Dalla Giornata Nazionale per la sicurezza nei cantieri a cura di Federarchitetti la mini fiction “Lavori in corto”. Il video è la descrizione del rapporto tra il professionista che svolge il lavoro del coordinatore della sicurezza ed un committente, come può essere un amministratore di condominio, attraverso una serie di situazione tipo: la tendenza al costo ribassato, la richiesta continua di “chiudere un occhio” su tutto quello che non va, la difficoltà di stare sul mercato in tempi di crisi, la pesante responsabilità che grava sulle spalle di chi fa sicurezza.

Una riflessione anche per chi si occupa di gestione dei rischi come risk manager!

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Il D.Lgs. 106/2009 correttivo del D.Lgs.81/2008

Sentenza

Anche se è passato qualche giorno, volevo che apparisse su questo blog la notizia che, sulla Gazzetta Ufficiale, è stato pubblicato il Decreto Legislativo n. 106/09 che integra e corregge il D.Lgs. 81/2008 in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il provvedimento, che assieme alle altre normative in materia, dovrebbe essere conosciuto da ogni risk o insurance manager, è entrato in vigore il 20 agosto 2009.

Il decreto legislativo approvato dal Consiglio dei Ministri è rigorosamente coerente con i principi e i criteri direttivi della delega concessa dal Parlamento al Governo nella passata legislatura in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro con la Legge 3 agosto 2007, n. 123 (il cui testo è consultabile dal Box dei documenti pubblicati nella colonna qui a fianco). Il decreto non ha dunque carattere innovativo, dovendo rispettare i principi e i criteri direttivi stabiliti dal parlamento nel 2007.

Per aiutare nella lettura, pubblico anche il testo completo del D.Lgs. 81/2008 con le modifiche apportate dal D.Lgs. 106/2009 così come è stato elaborato dalla Direzione Provinciale del Lavoro di Modena la quale avverte che, visto la corposità del testo normativo e del ristretto lasso di tempo dalla pubblicazione del D.L.vo n. 106/2009, ci potrebbero essere errori ed omissioni.

Cosa cambia allora rispetto a prima? Vediamolo in un primo commento dettagliato del D.Lgs. 106/2009 curato dall’l’ing. Riccardo Borghetto di Punto Sicuro. Come dice l’autore, vista la corposità del testo normativo e il ristretto lasso di tempo dalla pubblicazione del D.L.vo n. 106/2009, la redazione di Punto Sicuro si riserva di ripubblicare l’articolo rivisto e corretto nei prossimi giorni, insieme alla seconda parte dello speciale (della quale provvederò a darne notizia su questo blog).

E già che ci siamo, vediamo cosa cambia anche riguardo all’apparato sanzionatorio del Testo Unico.

Un commento personale e a caldo: mi pare che in questo decreto correttivo i miglioramenti alla normativa base del D.Lgs, 81/2008 siano maggiori delle ombre e qui voglio citare alcuni passaggi che mi sembrano degni di nota:

– i contratti di appalto, d’opera o somministrazione;

la valutazione dei rischi e la data certa;

l’informazione, formazione e addestramento che (finalmente!) viene resa obbligatoria anche ai dirigenti oltre che per i preposti.

Per ora mi fermo qui e ci diamo appuntamento con gli altri approfondimenti in materia.

Responsabile della sicurezza, la D&O e i rischi

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Una collega risk manager, Chiara Pertosa, che ringrazio, mi ha posto una domanda che trovo interessante anche per un dibattito, e le ho dunque chiesto di poter postarla.

Chiara mi scrive: “ai fini della copertura D&O, il responsabile della sicurezza deve essere “delegato” dal C.d.A. o direttamente dall’amministratore delegato? Infatti, se non erro, possono essere ritenuti alla pari dei dirigenti e direttori generali e quindi rientrare nella categoria dei cd responsabili d’azienda, anche persone con deleghe specifiche.

Il dolo del responsabile della sicurezza è coperto dalla RC generale, ma cosa pensi dell’azione sociale di responsabilità che può essere esercitata dal socio o dal terzo, verso i responsabili d’azienda, per aver commesso nell’esercizio delle loro funzioni errori od omissioni  che hano determinato una lesione dell’integrita del patrimonio sociale?
Se il responsabile della sicurezza non è delegato dal C.d.A. o dall’amministratore e non è quindi configurabile come direttore generale, o responsabile d’azienda o dirigente, allora è l’amministratore che dovrebbe rispondere dell’azione sociale?  Vorrei condividere qualche idea in proposito…

Il broker non sa darmi una mano.

I legali sostengono che la delega può essere data dall’amministratore delegato (avrei qualche dubbio in proposito). Ma comunque non hanno alcuna idea circa le coperture di responsabilità. Il testo della D&O attualmente in vigore non parla chiaro, parla solo di dirigenti. Il codice civile all’art. 2396 parla di direttori generali“.  

Allora, che ne dite? Possiamo dare il via al dibattito di idee e dare una risposta a Chiara per il beneficio di conoscenza di tutti?

“REACH”, ultime ore per la “pre-registrazione

img_1Ricordo che lunedì 1 dicembre 2008 è il termine ultimo per effettuare la “pre-Registrazione” del Regolamento REACH (Registration, Evaluation, Authorisation of Chemicals), che è il Regolamento dell’UE che impone a:
– produttori di sostanze chimiche
– importatori di sostanze chimiche
di valutare, gestire e ridurre i rischi che le sostanze chimiche possono comportare per la salute e l’ambiente.

Il Regolamento REACH:
NON riguarda solo le aziende chimiche
– riguarda TUTTE le aziende che utilizzano sostanze chimiche per i prodotti.

Fino al 1 dicembre 2008, l’ECHA fornirà un’assistenza rafforzata alle imprese che intendano ancora pre-registrare e che dovessero necessitare di aiuto.

Il servizio è disponibile per le imprese dei paesi UE/EEA che possono sottoporre quesiti su tematiche attinenti alla pre-registrazione attraverso un apposito modulo presente sul sito dell’ECHA.

L’ECHA risponderà in via prioritaria a questi quesiti via email o via telefono.

C’è qualche risk e/o insurance manager che è stato coinvolto in questo processo o che ha esperienze da condividere?

Risk Management: D.Lgs. 81/08 e D.Lgs. 231/01

L’ing. Ugo Fonzar nel suo blog scrive di quanto sarebbe opportuno assimilare una cultura nella gestione dei rischi relativi alla sicurezza del lavoro, ma come lui sa bene la metodologia che riesce ad abbracciare tutte queste tematiche in una più ampia visione di gestione aziendale (quello che abbiamo sperimentato nel corso MAPP – “Management aziendale della prevenzione e protezione dai rischi professionali“) sia appunto il Risk Management.

Proprio oggi mi sono imbattutto nella lettura di questo articolo (che l’ing. Fonzar, ne sono certo, proporrà nel suo blog), dove si da concretezza ad un pensiero che vado ripetendo da quando, nel 1994 (proprio lo stesso anno di emanazione del D.Lgs. 626/94), ho iniziato ad operare come risk manager: cioè che vi è una stretta relazione tra la politica aziendale di Risk Management (qualcuno pensa erroneamente che i metodi di identificazione e valutazione del rischio siano nati con il citato D.Lgs. 626) e i programmi per la sicurezza sui luoghi di lavoro.

Più recentemente, tale relazione è emersa in tutta la sua evidenza con l’emanazione del D.Lgs. 81/08 (che ha sostituito proprio il D.Lgs. 626/94) e la connessione di questo con le politiche di prevenzione dei rischi-reato di cui al D.Lgs. 231/01, anche mediante il riferimento all’adozione di un Modello organizzativo (art. 30 del D.Lgs. 81/08) sia esso quello delle Linee guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL), oppure quello definito dalla norma internazionale BS OHSAS 18001:2007

Nell’articolo citato, si parla anche dell’evoluzione che sta avendo il processo di Risk Management (il quale però resta nella gran parte delle aziende ancora sconosciuto, ndr) con quello che si definisce “Enterprise Risk Management (ERM)” secondo il quale “la gestione del rischio aziendale è un processo, posto in essere dal consiglio di amministrazione, dal management e da altri operatori della struttura aziendale. Viene utilizzato e progettato per individuare eventi potenziali che possono influire sull’attività aziendale, per gestire il rischio entro i limiti del rischio accettabile e per fornire una ragionevole sicurezza sul conseguimento degli obiettivi aziendali“.

E dato che per arrivare a conseguire tali obiettivi, l’ERM si propone la verifica delle conformità ai requisiti normativi cui l’azienda è soggetta (leggi quindi l’osservanza delle leggi e dei regolamenti in vigore), è perciò immediato pensare come, il D.Lgs. 81/08, mirando anzitutto ad eliminare o ridurre sia le probabilità di accadimento che gli impatti derivanti, sia strettamente legato con le politiche di gestione aziendale nel suo complesso (vedi l’immagine più sopra) e non solo con quella parte che in azienda, sentendosi spesso frustrata, si occupa del tema della sicurezza dei luoghi di lavoro.
Le risorse aziendali, quindi, potranno essere meglio impiegate nella creazione di valore per l’azienda piuttosto che nel pagamenti di indennizzi, risarcimenti o ammende per il solo fatto di non aver gestito tali tematiche lo ripeto, con un’ottica manageriale e complessiva dato che le varie funzioni in azienda sono tra loro interconnesse e non separate .
Non si dimentichi poi, che anche la gestione dei programmi assicurativi (nei quali devono trovare posto quei rischi che si è deciso di trasferire finanziariamente ad un terzo, l’assicuratore), dovrà tenere conto di questo approccio e non potrà essere disgiunta da tali politiche gestionali.
Ne tengano conto i broker, gli agenti, ma anche chi si occupa dei temi della sicurezza e della prevenzione.
Io cerco di farlo da circa quindici anni.

Malattie Professionali: le nuove tabelle INAIL

Ti informo che sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale del 21 luglio 2008 le nuove tabelle delle malattie professionali come riporta la pubblicazione “Dati INAIL” che potrai scaricare da qui. Un’apposita Commissione Scientifica, istituita in attuazione del D.Lgs. 38/2000, ha provveduto ad aggiornare le Tabelle del 1994, individuando 85 voci per l’Industria e 24 per l’Agricoltura, rispetto alle 58 e 27 in precedenza identificate.

Nelle nuove tabelle, inoltre, è stato ampliato il numero delle voci relative alle forme neoplastiche e sono state inserite le malattie da sovraccarico biomeccanico degli arti e l’ernia discale lombare, dovuta a vibrazioni trasmesse al corpo intero o alla movimentazione manuale dei carichi.

In generale, l’impostazione delle tabelle sembra consentire una più agevole e puntuale identificazione tra lavorazioni e quadri clinici cui applicare la presunzione legale di origine.

Credo che questa informazione debba riguardare tutti quelli che si occupano di della gestione dei rischi e/o anche dei programmi assicurativi aziendali, sia per un intervento in materia di sicurezza del lavoro che per un controllo ed eventuale revisione delle polizze di Responsabilità Civile se assicurano anche le malattie professionali.

Quando finirà?

Ennesima strage sul lavoro

Decreto Legislativo n. 81 del 9 aprile 2008 – Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro

Sempre dal blog Compliance aziendale, apprendo che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 101 del 30 aprile 2008, Supplemento Ordinario n. 108, il Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro“, ovvero il nuovo Testo Unico sulla Sicurezza sul lavoro.

Il testo, in vigore dal 15 maggio, è consultabile sulla Gazzetta Ufficiale on line.

Nuovi video

Caro lettore, volevo dirti che, oltre alla sezione dei post, non dimenticare di visitare le altre sezioni del blog come quelle delle foto e dei video.

A questo proposito ho caricato alcuni nuovi video che si riferiscono ad incidenti sul lavoro e, in particolare, all’uso dei carrelli elevatori.

Commenti e suggerimenti sono, come sempre, benvenuti.

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