Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

"Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare” (José Saramago)

Archivio per responsabilità civile

The Travel Risk Map 2016

trm2016

Grazie alla International SOS and Control Risks,  una società leader nel settore dei servizi di assistenza sanitaria e di sicurezza che affianca le aziende all’estero nel proteggere il proprio personale distaccato nel rispetto degli obblighi di tutela dei dipendenti, diventando parte integrante del sistema aziendale di gestione dei rischi e per questo ben conosciuta dai risk manager che si trovano a dover gestire i viaggi e le missioni all’estero del personale, vi propongo di dare un’occhiata (e anche più di un’occhiata) alla Travel Risk Map 2016 che la International SOS ha messo a punto e che potrete scaricare in formato pdf da questo link: international-sos-travel-risk-map-2016.pdf.

Questo post si lega perfettamente con il mio precedente Travel Risk Management che pubblicai l’anno scorso proprio per trattare un argomento di cui dovrebbero appropriarsi tutte le Imprese (e non solo) che si trovano a dover gestire i viaggi e le missioni all’estero del proprio personale.

Convegno agricoltura sociale a Pordenone

Mi fa piacere farvi sapere che giovedì 15 ottobre sono stato invitato a partecipare a questo Convegno che si terrà presso la Provincia di Pordenone e a cui ha dato un contributo importante il dott. Sirio Cividino dell’Università di Udine. Il tema che mi è stato assegnato è “Le tutele, le responsabilità civili, gli infortuni, le assicurazioni… quali accorgimenti?“, che affronterò evidenziando come sia importante parlare, prima che di polizze, del rischio in chiave di Risk Management e quindi di come sia importante fare squadra con tutti gli attori coinvolti.

Claims Made e rischio già verificatosi

Sentenza

Riprendo a scrivere sul blog rivolgendo un saluto sia a chi ha già ripreso le attività, sia a chi si appresta a trascorrere il periodo di vacanze in questo periodo.

Torno sulla vicenda della clausola “Claims Made“, di cui avevo parlato in uno dei miei primi post perché, anche dalla lettura dell’articolo apparso sul n. 152 di Broker, il periodico AIBA, ho appreso che la Corte di Cassazione con la sentenza n. 3622,  resa dalla Terza Sezione Civile il 17 febbraio 2014, qui allegata, ha ribaltato una sentenza della Corte di Appello con la quale era stato condannato un professionista al pagamento di un risarcimento, nonostante fosse coperto da assicurazione professionale che prevedeva, appunto, la clausola di copertura per i comportamenti anteriori la data di sottoscrizione del contratto.

Ma come ricorderete, mentre la nota sentenza della Cassazione civile, sez. III, n. 5624 del 15 marzo 2005, aveva asserito dubbi di vessatorietà della Claims Made perché sono sforniti di garanzia comportamenti tenuti dall’assicurato nel corso della piena validità ed efficacia della polizza, qualora la domanda di risarcimento dei danni sia proposta successivamente alla cessazione degli effetti del contratto, (per cui si consigliava di prevedere la doppia firma anche per la claims made), qui viene esaminato il problema dell’efficacia della clausola quando la copertura assicurativa è estesa ai comportamenti anteriori alla stipulazione del contratto dei quali l’assicurato non sia a conoscenza.

Secondo alcune tesi giurisprudenziali, infatti, la clausola Claims made dovrebbe considerarsi nulla poiché assicura rischi già verificatisi, anche se le parti ne ignorino l’esistenza (rischio putativo) mentre, secondo altre tesi, l’assicurazione di un rischio già verificatosi, qualora il sinistro sia ignoto ad entrambe le parti, è compatibile con la funzione del contratto di assicurazione.

La Corte di Cassazione va proprio verso questo secondo orientamento (che mi sento di condividere) e scrive: “L’estensione della copertura ai comportamenti anteriori alla stipulazione della polizza  è frutto di una precisa scelta dell’assicuratore, che di sua iniziativa inserisce la clausola fra le condizioni generali di contratto (presumibilmente a fini promozionali), sulla base di una consapevole valutazione dei rischi, che peraltro vengono sapientemente circoscritti tramite altre disposizioni“ (come gli effetti delle dichiarazioni inesatte o reticenti ai sensi degli artt. 1892 e 1893 del codice civile). “Le clausole claims made sono predisposte dallo stesso assicuratore, nelle condizioni generali di contratto; che pertanto è da ritenere che, nella parte in cui prevedono effetti vantaggiosi per l’assicurato, siano frutto di scelte meditate e consapevoli, nonché di un’attenta valutazione dei rischi e della remuneratività del corrispettivo convenuto come premio, pur in relazione ai sinistri verificatisi in data anteriore“.

A me la situazione appare chiara, anche se credo che ne sentiremo parlare ancora. E voi cosa ne pensate? Volete condividere la vostra esperienza?

Deeming clause, questa (quasi) sconosciuta.

lente

Vi parlerò della clausola assicurativa “Deeming clause“ che, da quanto ho potuto appurare dopo alcune ricerche (non si trova molto materiale al riguardo), è una clausola che riconduce convenzionalmente il momento di presentazione della richiesta di risarcimento al momento di comunicazione delle circostanze rilevanti in base alle quali sia ragionevolmente possibile prevedere che ne derivi una richiesta di risarcimento. Tale comunicazione, però, può essere avvenuta anche qualche anno prima di ricevere la richiesta di risarcimento e quindi tale clausola può ovviare a problemi circa l’operatività temporale di denuncia del sinistro (fatto avvenuto mesi o anni prima rispetto alla richiesta di risarcimento).

Può infatti capitare che, tra la condotta negligente dell’Assicurato, l’emergere del fatto dannoso, e la successiva richiesta di risarcimento danni da parte del danneggiato trascorra diverso tempo (a volte possono passare degli anni prima di venire a conoscenza dell’illecito) durante il quale l’Assicurato può aver cambiato Assicuratore oppure può aver stipulato, senza badarci troppo, una serie di polizze senza tacito rinnovo (e quindi senza continuità assicurativa) o con retroattività limitata.

Ricordo come una delle condizioni essenziali per l’operatività della Claims Made sia che, all’atto della sottoscrizione della polizza, l’Assicurato dichiari di non essere a conoscenza di situazioni e/o circostanze che potrebbero dare origine a future richieste di risarcimento.

Ma cosa succede invece se ne viene a conoscenza durante la vigenza della polizza, ma la richiesta risarcitoria vera e propria (condizione essenziale per l’attivazione della polizza) arriva dopo lo spirare della stessa?

Diciamo innanzitutto che, in un caso simile, se la polizza è a tacito rinnovo, all’Assicurato certamente non conviene cambiare Assicuratore, in quanto dovendo preventivamente dichiarare l’esistenza di circostanze note finirebbe col precludersi la possibilità di vedersi tutelato dal nuovo Assicuratore che, con ogni probabilità, gli proporrebbe una polizza dove vengono escluse le future richieste risarcitorie nascenti da circostanze già note.

Ma se ha stipulato una polizza senza tacito rinnovo?

Alcuni Assicuratori hanno ovviato all’inconveniente con la “Deeming Clause” secondo cui, se l’Assicurato comunica la circostanza di cui è venuto a conoscenza durante il periodo di Assicurazione, qualsiasi richiesta di risarcimento successiva sarà considerata dagli Assicuratori come effettuata durante il predetto periodo, di cui riporto un testo tipo:

“L’Assicurato dovrà dare immediata comunicazione scritta agli Assicuratori durante il periodo di assicurazione di:

1. qualsiasi richiesta di risarcimento presentata all’Assicurato;

2. qualsiasi circostanza di cui l’Assicurato venga a conoscenza che si presuma possa ragionevolmente dare origine ad una richiesta di risarcimento nei confronti dell’Assicurato, fornendo le precisazioni necessarie e opportune con i dettagli relativi a date e persone coinvolte.

L’eventuale richiesta di risarcimento pervenuta in seguito alle comunicazioni specificate al punto 2, sarà considerata come se fosse stata fatta durante il periodo di assicurazione”.

Avendo a disposizione tale clausola, molto utile nelle polizze D&O e di Responsabilità Civile, l’Assicurato può quindi denunciare le circostanze note in vigenza di contratto e vedersi tutelato dall’Assicuratore anche successivamente alla scadenza.

Mi fareste sapere cosa ne pensate e se avete mai adottato una tale clausola nei contratti che vi trovate a gestire?

Ancora sulla regolazione del premio

Questo articolo di Assietica ci ricorda che “molto è cambiato sulle conseguenze della mancata comunicazione per la regolazione del premio di una polizza per la R.C. con la sentenza della Cassazione – S.U. civili – 11 gennaio-28 febbraio 2007, n. 4631, la quale ha stabilito che ciò non comporta, di per sé, l’interruzione della garanzia assicurativa“.

Nei contratti di assicurazione contro i danni che prevedano la determinazione del premio in base ad elementi variabili (la cosiddetta «assicurazione con clausola di regolazione del premio»), l’obbligo dell’assicurato di comunicare periodicamente all’assicuratore gli elementi variabili costituisce oggetto di un’obbligazione civile diversa da quelle indicate nell’articolo 1901 cc, il cui inadempimento non comporta l’automatica sospensione della garanzia, ma può giustificare un tale effetto, così come la risoluzione del contratto, solo in base ai principi generali in tema di importanza dell’inadempimento e di buona fede nell’esecuzione del contratto.

Sarebbe anche opportuno chiedere al proprio assicuratore e/o broker di modificare la clausola di regolazione premio e ciò per evitare poi spiacevoli contenziosi.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: