Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

“Non dobbiamo prepararci solo a ciò che possiamo prevedere, ma anche a ciò che non è prevedibile“.

Archivio per programma assicurativo

Multi Line e Multi Year: che fine hanno fatto?

Qualche anno fa si parlava di soluzioni assicurative Multi Line e Multi Year per la gestione dei rischi: le hai mai adottate?

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Un programma assicurativo multiline considera l’insieme dei rischi propri di un’azienda (incendio, rc, trasporti, ecc.) come un unico rischio globale, articolato su più anni, in genere da tre a cinque, con un costo indifferenziato rispetto alle singole garanzie viste nella loro globalità.

Una copertura integrata tramite la quale l’azienda passa da un processo tradizionale di acquisto di coperture assicurative basato sui costi, ad un processo strategico di medio-lungo periodo e ad una gestione finanziaria globale dei rischi che, oltre a comportare risparmi di tempo e di risorse per la gestione di ogni singolo contratto, si traduce anche in una maggiore stabilità dei costi a bilancio.

Un approccio innovativo quanto rivoluzionario in aziende (ancora molte) che prevedono una gestione separata delle assicurazioni: la direzione finanziaria si occupa delle assicurazioni credi e di cambio, il personale delle assicurazioni infortuni, vita e malattia, il risk manager delle assicurazioni property e casualty, mentre la visione deve essere globale, oggi più che mai.

Tu che ne pensi e quali sono le tue esperienze in merito a queste soluzioni?

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“REACH”, ultime ore per la “pre-registrazione

img_1Ricordo che lunedì 1 dicembre 2008 è il termine ultimo per effettuare la “pre-Registrazione” del Regolamento REACH (Registration, Evaluation, Authorisation of Chemicals), che è il Regolamento dell’UE che impone a:
– produttori di sostanze chimiche
– importatori di sostanze chimiche
di valutare, gestire e ridurre i rischi che le sostanze chimiche possono comportare per la salute e l’ambiente.

Il Regolamento REACH:
NON riguarda solo le aziende chimiche
– riguarda TUTTE le aziende che utilizzano sostanze chimiche per i prodotti.

Fino al 1 dicembre 2008, l’ECHA fornirà un’assistenza rafforzata alle imprese che intendano ancora pre-registrare e che dovessero necessitare di aiuto.

Il servizio è disponibile per le imprese dei paesi UE/EEA che possono sottoporre quesiti su tematiche attinenti alla pre-registrazione attraverso un apposito modulo presente sul sito dell’ECHA.

L’ECHA risponderà in via prioritaria a questi quesiti via email o via telefono.

C’è qualche risk e/o insurance manager che è stato coinvolto in questo processo o che ha esperienze da condividere?

Malattie Professionali: le nuove tabelle INAIL

Ti informo che sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale del 21 luglio 2008 le nuove tabelle delle malattie professionali come riporta la pubblicazione “Dati INAIL” che potrai scaricare da qui. Un’apposita Commissione Scientifica, istituita in attuazione del D.Lgs. 38/2000, ha provveduto ad aggiornare le Tabelle del 1994, individuando 85 voci per l’Industria e 24 per l’Agricoltura, rispetto alle 58 e 27 in precedenza identificate.

Nelle nuove tabelle, inoltre, è stato ampliato il numero delle voci relative alle forme neoplastiche e sono state inserite le malattie da sovraccarico biomeccanico degli arti e l’ernia discale lombare, dovuta a vibrazioni trasmesse al corpo intero o alla movimentazione manuale dei carichi.

In generale, l’impostazione delle tabelle sembra consentire una più agevole e puntuale identificazione tra lavorazioni e quadri clinici cui applicare la presunzione legale di origine.

Credo che questa informazione debba riguardare tutti quelli che si occupano di della gestione dei rischi e/o anche dei programmi assicurativi aziendali, sia per un intervento in materia di sicurezza del lavoro che per un controllo ed eventuale revisione delle polizze di Responsabilità Civile se assicurano anche le malattie professionali.

Programma assicurativo: delegare o ritenere?

rm-para-il-rischio.jpgQual’è, per un’Azienda o un ente pubblico, il valore aggiunto tra la gestione diretta dei rischi e delle coperure assicurative e la delega di questi temi a soggetti esterni? Dato che da molti anni anni ho deciso di fare il risk manager, un’idea in mente ce l’ho, ma per rispondere a questa domanda mi viene in aiuto quanto scritto da Peppin Pignolo, risk manager del gruppo Gucci, in “Danni Diretti“ – Egea editore.

“Il trasferimento di un’eventualità di rischio a terzi o a compagnie di assicurazioni è il caso più semplice, ma, sotto certi aspetti, anche quello più dispendioso. In questo caso il risk manager ha due possibilità:

1. può lui stesso, su mandato della società, interrogare il mercato e quotare il rischio sulla base della valutazione fatta tra l’azienda (richiedente o, meglio, proponente) e la compagnia (assicuratore). In questo caso egli può, con una profonda conoscenza del prodotto assicurativo, intervenire sui parametri standard dettati dalle compagnie, in maniera tale da costruire un “vestito su misura” per l’evento che si intende trasferire;

2. può comunque interrogare il mercato, ma dando lui stesso mandato a terzi (brokers, consulenti assicurativi) che, sulla base di parametri forniti, interrogano il mercato e forniscono il prodotto finito, cioè la polizza assicurativa.

In entrambi i casi il risk manager ha la possibilità di avere un contratto o una polizza assicurativa che garatisce l’evento dannoso ma, mentre nel primo caso è lui stesso l’attore protagonista di tutto il processo, nel secondo egli diviene una sorta di fruitore del servizio di terzi specializzati nel settore.

Inoltre nel primo caso si ha la percezione di come l’assicuratore ragioni e quali siano i parametri che possono cambiare l’eventuale esposizione di rischio e, conseguentemente, del premio di polizza (prezzo).

Nel secondo caso, invece, il risk manager è solo spettatore e non può intervenire in alcun modo sulle scelte strategiche di copertura dell’intermediario“.

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