Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

“Non dobbiamo prepararci solo a ciò che possiamo prevedere, ma anche a ciò che non è prevedibile“.

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Mappa nazionale del rischio sismico

Chiudo il mese di gennaio, che in questo ultimo scorcio si preannuncia molto freddo (siamo d’altronde nel periodo conosciuto come i “Giorni della merla“), con un post dedicato al rischio sismico.

La recente violente scossa di Magnitudo 5.4 della scala Richter, infatti, ci ricorda che il Terremoto è un rischio con il quale alcune zone d’Italia più di altre devono fare i conti.

E quindi, un gruppo che seguo su Linkedin, mi ha stimolato nel produrre la Mappa di classificazione sismica del territorio italiano aggiornata al 2010, presa da qui, che mi pare opportuno pubblicare anche per chi conosce solo la classificazione dei comuni italiani a rischio sismico edita dall’ANIA (vedi Handbook incendio, un testo basilare per chi si occupa anche dei rischi assicurativi), classificazione che però deve esser aggiornata con quella qui proposta.

Se vivete, come il tenutario di questo blog, in regioni a rischio sismico, chiediamoci se le nostre case sono costruite nel rispetto delle leggi antisismiche, ma anche qual è il grado di resistenza a tali eventi naturali degli edifici nei quali lavoriamo, degli ospedali o delle scuole dove mandiamo i nostri figli e così via, diventando critici osservatori di questi aspetti, diciamo un pò un risk manager di noi stessi in relazione ai pericoli e ai rischi che ci possono coinvolgere.

Per la lettura della mappa, infine, è utile ricordare che:

Zona 1 – E’ la zona più pericolosa, dove possono verificarsi forti terremoti.
Zona 2 – Nei comuni inseriti in questa zona possono verificarsi terremoti abbastanza forti.
Zona 3 – I Comuni interessati in questa zona possono essere soggetti a scuotimenti modesti.
Zona 4 – E’ la meno pericolosa. Nei comuni inseriti in questa zona le possibilità di danni sismici sono basse.

Assorim – Associazione Risk e Insurance Managers italiani

Con questo “caldo“ articolo post-ferragostano, voglio parlarvi di una nuova associazione di risk manager, Assorim, Associazione Risk & Insurance Managers italiani – fondata nel 2010 dal collega risk manager consulente Filippo Bonazzi di Ferrara, con il quale ho anche condiviso parte di un percorso in ANRA. Oltre al sito, Assorim ha un blog e pubblica un periodico “Il Risico“ che in rete si può trovare (tutti i numeri pubblicati fino ad ora) e scaricare da qui.

Siccome sono convinto che la nascita di un’ulteriore associazione di risk manager, dopo ANRA  (la principale associazione di categoria) e ARIMAS (che però si pone più come associazione culturale che di categoria) sia sempre da salutare con soddisfazione, ne parlo cercando nel contempo di capire il motivo per il quale ciò accade.

Innanzitutto, da un’associazione che nasce in piena epoca digitale ci si attenderebbe una vocazione “social“ (intendo un account su Twitter per comunicare in modo veloce, su Flickr o su YouTube per caricare foto e filmati di eventi, su Facebook o su LinkedIn), ma per ora tutto questo non c’è, anche se confido che in breve tempo Assorim saprà colmare presto queste lacune.

Dal punto di vista più istituzionale, invece, l’aspetto che ancora non emerge è che, a parte il presidente e il vice presidente, non si conosce da chi siano composti gli altri organi di Assorim e quindi quale sia la sua struttura perciò, a distanza di un anno dalla fondazione, non è ben chiara l’organizzazione e, dunque, la capacità di penetrazione di Assorim nel mercato italiano, sempre che questa sia una vocazione dell’associazione. Stando allo Statuto sociale, l’associazione punta a “sviluppare e mantenere relazioni con altre associazioni, con gli organismi istituzionali, con enti ed autorità di controllo, con il mondo accademico universitario; instaurare rapporti di collaborazione con la stampa finalizzati al perseguimento degli obiettivi statutari“, ma su questo versante Assorim mi pare non si sia ancora “aperta“ e questo, a mio avviso, le preclude di essere conosciuta ai più, unico modo per poter aggregare le persone. Anche la parte della Formazione appare ancora vuota con un calendario dove non appaiono appuntamenti futuri organizzati e gestiti in toto dall’associazione.

Mi auguro, poi, che Assorim sappia diventare più partecipativa pubblicando contributi a firma di altri e anche intervenendo a dibattiti oppure ospitandone nei suoi spazi in rete, facendo comprendere quali sono le sue peculiarità e le sue differenze e perché qualcuno dovrebbe aderire a questa associazione piuttosto che ad altre o perché no, ad entrambe magari.

In ogni caso, se c’è una cosa che mi dispiace profondamente è che i risk manager, siano essi dipendenti oppure consulenti, non riescano a ritrovarsi sotto un unico tetto dove confrontarsi, scambiare buone prassi, crescere, e far crescere la professione del Risk management già così poco conosciuta e frammentino la loro presenza in diverse associazioni, ma qui anche ANRA dovrebbe fare la sua parte, magari partendo da un’analisi del motivo per cui alcuni risk manager si sono allontanati da essa ed effettuando poi un monitoraggio dei risk manager esistenti in Italia e dei luoghi nei quali questi si ritrovano.

Comunque, date un’occhiata anche voi ad Assorim e poi magari ne parliamo (sapete che il vostro punto di vista mi interessa più che mai). A presto.

PS: in questo periodo di tempo meteorologico, prestate più che mai attenzione ai Lavori a caldo! 😉

Social network e opportunità

social-network

Voglio parlare ancora della rete e delle sue opportunità di offrire contatti sociali e professionali.
Una di queste è rappresentata da LinkedIn, il social network dedicato principalmente agli scambi e conoscenze professionali il cui scopo principale è di consentire agli utenti registrati il mantenimento di una lista di persone conosciute e ritenute affidabili in ambito lavorativo. Tramite conoscenze comuni, che “garantiscono” la reciproca affidabilità, si possono trovare partner per nuovi business, cercare o offrire lavoro o creare opportunità di collaborazione.

Su LinkedIn ho attivato da tempo un mio profilo e, più di recente, ho anche costituito un gruppo denominato “Risk & Insurance manager in Italia“ il quale, ad oggi, conta 39 membri. Questo gruppo si propone di mettere in contatto, unico in Italia, i “Risk Manager” e gli “Insurance Manager” italiani per uno scambio di esperienze, sia che essi siano dipendenti di azienda o free lances. Non rileva (cioè non è necessaria) l’iscrizione ad eventuali associazioni di categoria.
Scopo del gruppo è quello di sviluppare, promuovere e divulgare la cultura della gestione sistematica del rischio e del suo finanziamento, attraverso i prodotti assicurativi e non, nelle imprese, nel settore pubblico e più, in generale, nel settore dell’industria delle assicurazioni in Italia.

Quindi se anche tu sei un risk o un insurance manager e hai un profilo su LinkedIn (se non ce l’hai è facilissimo crearne uno subito), ti invito a visitare questo gruppo al quale potrai chiedere l’adesione con un semplice click. Avrai l’opportunità di entrare in contatto con altre persone che si occupano di questi temi e proporre discussioni per un arricchimento delle conoscenze di ciascuno.

Tumblelog, microblogging e social network

Uso già servizi come Tumblr da un pò di tempo, ma ora ho deciso di creare un tumbleblog sul Risk Management con lo scopo di raccogliere alcuni “pensieri a caso“ legati al tema del rischio che potrai anche commentare come fai qui sul blog.

Perché, ti chiederai cè bisogno di tenere anche un Tumbleblog? Sulla utilità di “aprire” uno, ti invito a leggere e a vedere la presentazione su i 10 motivi per cui i blogger dovrebbero usare un Tumblelog.

Inoltre, da tempo mi sono avvicinato anche al microblogging, pratica, relativamente recente, che permette agli utenti di pubblicare piccoli testi (di solito meno di 200 caratteri) per essere visti da chiunque o da un gruppo limitato scelto dall’utente.

A tale proposito, ti segnalo che puoi trovarmi anche su:

  • Twitter, un servizio online gratuito creato nel Marzo 2006, che permette di pubblicare brevi messaggi di testo da condividere con la propria community della quale mi piacerebbe facessi parte anche tu
  • Del.icio.us, per segnalare articoli dalla rete
  • Flickr, per la condivisione di fotografie
  • LinkedIn, questo è un social network per il profilo professionale che consente di creare una rete di contatti in ambito lavorativo
  • Anobii, altro social network per condividere le letture preferite
  • Slideshare, per condividere documenti e presentazioni.

Le Reti sociali, dunque, di cui fa parte a pieno titolo anche Facebook, sono un insieme di mezzi per mettere in codivisione gli uni agli altri, attraverso le varie forme di comunicazione, anche in modo più economico dei terminali mobili, cellulari in primis.
Le social network e il community networking stanno generando approcci innovativi al lavoro che potranno influenzare le organizzazioni della società civile in direzione di uno sviluppo sostenibile.

Allora, mi vieni a trovare?

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