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Archivio per Giurisprudenza

Assicurazione infortuni e principio indennitario

In merito ancora alle polizze infortuni vi segnalo la sentenza del 7 dicembre 2001 – 10 aprile 2002 n. 5119 della SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE SEZIONI UNITE CIVILI in relazione al principo indennitario.

Non essendo l’assicurazione privata contro gli infortuni autonomamente disciplinata, si pone il problema di stabilire se è ad essa applicabile l’art. 1910 nella parte in cui prevede che, a fronte di più assicurazioni per il medesimo rischio, l’assicurato debba avvisare ciascun assicuratore, pena, in caso di dolosa omissione, il mancato pagamento dell’indennità.
Per risolvere il contrasto sorto in giurisprudenza, le Sezioni Unite della Cassazione affermano che è necessario stabilire se il principio indennitario (art. 1905), che qualifica l’assicurazione contro i danni, sia applicabile all’assicurazione contro gli infortuni.

Nel rispondere positivamente, la Suprema Corte individua i seguenti motivi:

1. l’art. 1916 comma 4, espressione del principio indennitario, estende esplicitamente all’assicurazione contro gli infortuni il diritto di surrogazione dell’assicuratore, allo scopo di impedire il cumulo nello stesso soggetto del diritto al risarcimento verso il terzo responsabile e del diritto all’indennizzo verso l’assicuratore;

2. l’infortunio è evento produttivo di danno per l’assicurato, da qualificarsi come danno patrimoniale, se incide sulla capacità lavorativa del soggetto leso, oppure non patrimoniale, ma comunque patrimonialmente valutabile, mediante le tabelle del danno biologico, qualora l’infortunio venga in considerazione come rischio dell’assicurato indipendentemente dalla sua capacità di lavoro e di guadagno.

Quanto evidenziato vale per l’assicurazione contro le disgrazie accidentali non mortali, nella quale vi è coincidenza tra l’assicurato, titolare dell’interesse garantito e beneficiario dell’indennizzo per inabilità o invalidità, e la persona sulla quale fisicamente incide l’infortunio (coincidenza che si verifica sia nel caso di assicurazione contro i propri infortuni, sia nel caso di assicurazione contro gli infortuni di terzi stipulata nell’interesse dei medesimi).
Nel caso di assicurazione contro gli infortuni ove sia prevista la corresponsione dell’indennizzo per infortunio mortale viene in considerazione un rischio che è tipico della assicurazione sulla vita: il rischio assicurato è sempre costituito dalla morte e beneficiario non è l’assicurato, ma un terzo. In tal caso, le norme applicabili dovranno essere prevalentemente desunte, in relazione alle singole fattispecie, dalla disciplina dettata in materia di assicurazione sulla vita (in tal senso, Cass. 2915/68).

In conclusione, la S.C. statuisce che: «alla assicurazione contro le disgrazie accidentali (non mortali), in quanto partecipe della funzione indennitaria propria dell’assicurazione contro i danni, va estesa l’applicazione dell’articolo 1910, trattandosi di norme dettate a tutela del principio indennitario, per evitare che, mediante la stipulazione di più assicurazioni per il medesimo rischio, l’assicurato, ottenendo l’indennizzo da più assicuratori, persegua fini di lucro conseguendo un indebito arricchimento», mentre «deve ritenersi inapplicabile all’ipotesi di assicurazione contro gli infortuni mortali la disciplina dettata dall’articolo 1910».

Qualche commento?

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Responsabilità per danni causati dalle cose che si hanno in custodia

Sul tema che da il titolo a questo post e del quale ho recentemente già parlato, ti voglio segnalare questa notizia della sentenza della Corte di Cassazione con la quale i giudici della terza sezione civile precisano che nei confronti delle amministrazioni comunali c’è una «presunzione di responsabilità per il danno causato dalle cose che si hanno in custodia» anche se si tratta di beni, come le strade «oggetto di un uso generale e diretto da parte dei cittadini».

Art. 2051 c.c. – Danno cagionato da cose in custodia

Nel n. 180 del mese di ottobre 2007 di Assinews, pagg. 30-42, stavo leggendo alcune interessanti considerazioni del giudice Marco Rossetti sul tema del Danno cagionato da cosa in custodia art. 2051 c.c. e di come appaia complicato definire quando vi sia la responsabilità del custode. Di questa norma è controverso praticamente tutto: quale sia la natura della responsabilità (se presunta od oggettiva); chi sia il “custode“ cui fa riferimento la disposizione; quando un danno possa dirsi arrecato “dalla cosa“.

E’ un articolo da rivalutare e da capire bene per i vari risvolti che lo stesso potrebbe avere nell’ambito della responsabilità civile e le considerazioni del giudice Rossetti hanno certamente il merito di fornire alcuni chiarimenti e spunti di riflessione.

A te è mai capitato di gestire situazioni che avevano a che vedere con l’art. 2051 c.c.? Hai qualche domanda da porre?

La prescrizione “raddoppia”

giustizia

Un breve e veloce post per comunicare che la prescrizione assicurativa di cui all’art. 2952 c.c. è “raddoppiata“

Ciò si evince dalla lettura dell’art. 3, comma 2-ter, della Legge 27 ottobre 2008, n. 166, dove si legge: Il secondo comma dell’articolo 2952 del codice civile e’ sostituito dal seguente: «Gli altri diritti derivanti dal contratto di assicurazione e dal contratto di riassicurazione si prescrivono in due anni dal giorno in cui si e’ verificato il fatto su cui il diritto si fonda».

Aggiornamento: di questo post se ne parla anche sul blog Notiziarioassicurativo.

Assicurazioni e Giurisprudenza: il punto

Di ritorno da un workshop su “Assicurazioni e Giurisprudenza“ cerco di mettere un pò di ordine tra le cose che sapevo (o che credevo di sapere) e quelle che ho appreso durante il seminario (sembra un luogo comune, ma c’è sempre da imparare, anche solo nel guardare le stesse cose da una prospettiva diversa).

In attesa di scrivere qualcosa in merito, elenco gli argomenti tratti dal programma del workshop, anche per darti modo di fare qualche riflessione, dato che in seguito mi piacerebbe confrontarmi con te.

Programma:

• Il principio indennitario e l’assicurazione infortuni

• Clausola di regolazione premio e sospensione della garanzia ex art. 1901 c.c. nel caso di omessa comunicazione dei dati di regolazione

• Assicurazione R.C.A.: risarcibilità del danno c.d. da “fermo tecnico

• La (Il)legittimità della clausola di delimitazione temporale della garanzia “claims made” nelle assicurazioni di responsabilità civile

• La clausola di recesso in caso di sinistro nelle polizze stipulate dai “consumatori” è abusiva (e, quindi, inefficace) anche nel caso di facoltà di recesso c.d. bilaterale o reciproca?

• Opponibilità (o meno) all’Assicurato, nell’assicurazione di r.c. generale, della delimitazione della garanzia ai soli fatti accidentali

• Nell’assicurazione di responsabilità civile o contro gli incendi, si configura come dolo eventuale il prolungato mancato apprestamento da parte del datore di lavoro delle prescritte misure di prevenzione antinfortunistica o di prevenzione antincendio?

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