Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

“Non dobbiamo prepararci solo a ciò che possiamo prevedere, ma anche a ciò che non è prevedibile“.

Archivio per etica

Assicurazioni, Etica e Risk Management

Innanzitutto un augurio di Buon Anno ad ognuno di voi che continuate a seguire questo blog con pazienza e sempre con rinnovato interesse.

Il primo post dell’anno lo voglio dedicare a Jacopo Feletti, amministratore unico di Assietica che conosco personalmente il quale, da qualche anno, si è incamminato nella strada che, dal mondo assicurativo, porta verso il Risk Management o, per meglio dire, ad un cammino che punta ad una fusione dei due approcci. Recentemente nel suo canale YouTube ha caricato tre video nei quali Jacopo si racconta e ci racconta qual è il suo pensiero circa la professione che svolge: di questi mi è piaciuto soprattutto il video che vi propongo dove si parla di assicurazioni, di etica, di risk management, di rischi, del risk manager, fino a toccare il conflitto di interessi che, come scrive lo stesso Jacopo nel suo sito, tale è quello per cui il broker che intermedia contratti di assicurazione viene compensato dalla società di assicurazione mediante provvigione in percentuale al premio di polizza venduto, compenso ignoto all’assicurato.

Un concetto, questo, che mi tocca non tanto per la mia attività di risk manager che esula da quella dell’intermediazione assicurativa, quanto per il fatto che tale aspetto è stato uno dei motivi che mi spinse, nel 1994, a lasciare il mondo del brokeraggio assicurativo (all’epoca lavoravo in una società di brokeraggio oggi divenuta filiale di Aon) per iniziare l’attività di risk manager. Infatti, già allora mi chiedevo come potessi definirmi “consulente“ quando poi la remunerazione della società per cui lavoravo dipendeva dalle provvigioni dell’assicuratore presso il quale piazzavamo i rischi. L’idea del taglio delle commissioni o, in gergo tecnico, il “net quoting”, fu quindi l’idea base che mosse anche me quando, una volta iniziata l’attività di risk manager per la quale ero pagato (come lo sono oggi) direttamente dalle aziende clienti, chiedevo agli assicuratori diretti di quotare i rischi al netto delle provvigioni che avrebbero retrocesso ad un intermediario e devo dire che molti assicuratori, soprattutto quelli di provenienza estera, mi seguirono e quotarono i rischi secondo il concetto del “net quoting”.

Non sarà un caso che proprio uno di questi assicuratori ha dichiarato al riguardo: «Si è iniziato a valutare la figura dell’intermediario dal punto di vista del servizio e nei confronti di chi è prestato il servizio, ovviamente questo dibattito ha reso evidente il fatto che l’intermediario di assicurazione – in particolare il broker – è una figura atipica nell’intermediazione in generale perché lavora per conto di una parte e viene pagato dall’altra. Questo, secondo me, è un dibattito necessario e ci auguriamo, come organizzazione, che porti ad un chiarimento perché non è giusto che la “disclosure” (rivelazione) delle provvigioni rimanga un argomento tabù, è giusto che ci sia chiarezza, franchezza e soprattutto che si trovi una soluzione che vada bene per tutti. Noi siamo favorevoli alla “disclosure” delle provvigioni, peraltro ci sono dei mercati in Europa che già l’adottano, come i mercati scandinavi che ragionano già in base al sistema del “net quoting” che sicuramente è un principio complicato per gli operatori del settore, per gli intermediari che devono poi nel day to day spiegarlo ai loro clienti e cioè che invece di pagare il servizio attraverso una provvigione il cliente deve pagare una parcella/compenso. E’ sicuramente una strada in salita, un dibattito a volte difficile da sostenere nei confronti del cliente, ma ci si doveva arrivare; a questo punto era necessario trovare un chiarimento che purtroppo, a livello globale, ancora non c’é.» (fonte Assietica che riporta uno stralcio della relazione svolta dal dott. Enrico Bertagna, Rappresentante generale per l’Italia dei Lloyd’s, al XIV Convegno R.I.B. di Cap Ferrat, 2008).

Credo che anche di questo tema ne riparleremo nel corso dell’anno che è appena iniziato.

L’etica, soprattutto in tempo di crisi

Traggo questa notizia da Assinews dove si legge che per l’esercizio 2008 al presidente delle Assicurazioni Generali Antoine Bernheim spettano emolumenti per un totale di 3,44 milioni di euro.

A ciascuno dei due amministratori delegati, Sergio Balbinot e Giovanni Perissinotto, spettano invece rispettivamente 2,59 e 2,45 milioni di euro.

Non so perché, ma leggendo queste cifre c’è qualcosa che non mi torna e che ha a che fare con l’etica.

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