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"Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare” (José Saramago)

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Deeming clause, questa (quasi) sconosciuta.

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Vi parlerò della clausola assicurativa “Deeming clause“ che, da quanto ho potuto appurare dopo alcune ricerche (non si trova molto materiale al riguardo), è una clausola che riconduce convenzionalmente il momento di presentazione della richiesta di risarcimento al momento di comunicazione delle circostanze rilevanti in base alle quali sia ragionevolmente possibile prevedere che ne derivi una richiesta di risarcimento. Tale comunicazione, però, può essere avvenuta anche qualche anno prima di ricevere la richiesta di risarcimento e quindi tale clausola può ovviare a problemi circa l’operatività temporale di denuncia del sinistro (fatto avvenuto mesi o anni prima rispetto alla richiesta di risarcimento).

Può infatti capitare che, tra la condotta negligente dell’Assicurato, l’emergere del fatto dannoso, e la successiva richiesta di risarcimento danni da parte del danneggiato trascorra diverso tempo (a volte possono passare degli anni prima di venire a conoscenza dell’illecito) durante il quale l’Assicurato può aver cambiato Assicuratore oppure può aver stipulato, senza badarci troppo, una serie di polizze senza tacito rinnovo (e quindi senza continuità assicurativa) o con retroattività limitata.

Ricordo come una delle condizioni essenziali per l’operatività della Claims Made sia che, all’atto della sottoscrizione della polizza, l’Assicurato dichiari di non essere a conoscenza di situazioni e/o circostanze che potrebbero dare origine a future richieste di risarcimento.

Ma cosa succede invece se ne viene a conoscenza durante la vigenza della polizza, ma la richiesta risarcitoria vera e propria (condizione essenziale per l’attivazione della polizza) arriva dopo lo spirare della stessa?

Diciamo innanzitutto che, in un caso simile, se la polizza è a tacito rinnovo, all’Assicurato certamente non conviene cambiare Assicuratore, in quanto dovendo preventivamente dichiarare l’esistenza di circostanze note finirebbe col precludersi la possibilità di vedersi tutelato dal nuovo Assicuratore che, con ogni probabilità, gli proporrebbe una polizza dove vengono escluse le future richieste risarcitorie nascenti da circostanze già note.

Ma se ha stipulato una polizza senza tacito rinnovo?

Alcuni Assicuratori hanno ovviato all’inconveniente con la “Deeming Clause” secondo cui, se l’Assicurato comunica la circostanza di cui è venuto a conoscenza durante il periodo di Assicurazione, qualsiasi richiesta di risarcimento successiva sarà considerata dagli Assicuratori come effettuata durante il predetto periodo, di cui riporto un testo tipo:

“L’Assicurato dovrà dare immediata comunicazione scritta agli Assicuratori durante il periodo di assicurazione di:

1. qualsiasi richiesta di risarcimento presentata all’Assicurato;

2. qualsiasi circostanza di cui l’Assicurato venga a conoscenza che si presuma possa ragionevolmente dare origine ad una richiesta di risarcimento nei confronti dell’Assicurato, fornendo le precisazioni necessarie e opportune con i dettagli relativi a date e persone coinvolte.

L’eventuale richiesta di risarcimento pervenuta in seguito alle comunicazioni specificate al punto 2, sarà considerata come se fosse stata fatta durante il periodo di assicurazione”.

Avendo a disposizione tale clausola, molto utile nelle polizze D&O e di Responsabilità Civile, l’Assicurato può quindi denunciare le circostanze note in vigenza di contratto e vedersi tutelato dall’Assicuratore anche successivamente alla scadenza.

Mi fareste sapere cosa ne pensate e se avete mai adottato una tale clausola nei contratti che vi trovate a gestire?

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Responsabile della sicurezza, la D&O e i rischi

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Una collega risk manager, Chiara Pertosa, che ringrazio, mi ha posto una domanda che trovo interessante anche per un dibattito, e le ho dunque chiesto di poter postarla.

Chiara mi scrive: “ai fini della copertura D&O, il responsabile della sicurezza deve essere “delegato” dal C.d.A. o direttamente dall’amministratore delegato? Infatti, se non erro, possono essere ritenuti alla pari dei dirigenti e direttori generali e quindi rientrare nella categoria dei cd responsabili d’azienda, anche persone con deleghe specifiche.

Il dolo del responsabile della sicurezza è coperto dalla RC generale, ma cosa pensi dell’azione sociale di responsabilità che può essere esercitata dal socio o dal terzo, verso i responsabili d’azienda, per aver commesso nell’esercizio delle loro funzioni errori od omissioni  che hano determinato una lesione dell’integrita del patrimonio sociale?
Se il responsabile della sicurezza non è delegato dal C.d.A. o dall’amministratore e non è quindi configurabile come direttore generale, o responsabile d’azienda o dirigente, allora è l’amministratore che dovrebbe rispondere dell’azione sociale?  Vorrei condividere qualche idea in proposito…

Il broker non sa darmi una mano.

I legali sostengono che la delega può essere data dall’amministratore delegato (avrei qualche dubbio in proposito). Ma comunque non hanno alcuna idea circa le coperture di responsabilità. Il testo della D&O attualmente in vigore non parla chiaro, parla solo di dirigenti. Il codice civile all’art. 2396 parla di direttori generali“.  

Allora, che ne dite? Possiamo dare il via al dibattito di idee e dare una risposta a Chiara per il beneficio di conoscenza di tutti?

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