Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

“Non dobbiamo prepararci solo a ciò che possiamo prevedere, ma anche a ciò che non è prevedibile“.

Archivio per caduta oggetti

Caduta di oggetti orbitanti nello spazio

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Torno sul tema del rischio della caduta di oggetti dallo spazio che avevo affrontato qualche tempo fa perché il 2 gennaio 2016 sono piovuti in Vietnam tre detriti spaziali. I testimoni hanno affermato che intorno alle 18 si è sentito un tuono provenire da cielo e sono state osservate scie luminose. Si pensava a una meteorite, ma successivamente sono stati rinvenuti i detriti. Il primo è una sfera di circa 80 centimetri di diametro, dal peso di circa 50 kg, trovata presso il corso di un torrente nella remota provincia di Tuyen Quang. Altri due detriti sono stati rinvenuti nella vicina provincia di Yen Bai. Il primo è una sfera (circa 30 centimetri e 6 kg) caduta in un giardino. L’altro detrito è un rondella metallica di 250 grammi di peso. Secondo alcuni esperti, le sfere sarebbero serbatoi ausiliari di carburante (idrazina) di missili per la messa in orbita di satelliti.

Nel novembre 2015 in Spagna, in una settimana, sono piovuti da cielo tre detriti spaziali.

Di un oggetto spaziale denominato WT1190F del diametro di qualche metro era stata prevista la caduta alle 7,18 (ora italiana) del 13 novembre 2015 nell’oceano Indiano a circa un centinaio di chilometri dalle coste di Sri Lanka. I resti non hanno raggiunto l’oceano. Secondo alcuni si sarebbe trattato della parte superiore del modulo di atterraggio lunare (Lem) di Apollo 10 abbandonato nella fase di rientro a Terra, anche se non ci sono conferme in tal senso.

Ma qual è la situazione nello spazio? Secondo le più recenti stime della Nasa, sarebbero 500 mila i detriti spaziali in orbita intorno alla Terra. Quindi, quando prendete in considerazione il rischio “caduta satelliti“ e “corpi celesti“ (rischio che mi pare tutt’altro che remoto), pensate anche al “contesto“ che sta sopra le nostre teste. Se non si può fare molto in termini di prevenzione, che almeno si pensi alla possibilità di trasferire adeguatamente il rischio dei danni che tali eventi potrebbero causare ai beni delle realtà che ci troviamo a tutelare nel nostro ruolo di risk manager.

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Dal cielo “piovono“ serbatoi e ordigni esplosivi

Foto da Il Gazzettino

Come era avvenuto l’anno scorso a Tamai di Brugnera qualche giorno fa un altro aereo da combattimento F16, del trentunesimo Fighter Wing, di stanza al Comando dell’aeroporto Pagliano e Gori di Aviano (PN) – sede della base Usaf – ha dichiarato emergenza alle 19.04 di lunedì sera 15 novembre a seguito della quale ha sganciato due serbatoi pieni di cherosene e si è liberato anche di un missile ‘Marverick’ nel territorio di Maniago (provincia di Pordenone). Si trattava di due serbatoi supplementari di carburante – della capacità stimata per ognuno di circa mille litri di gasolio per aviazione – e di munizionamento inerte da esercitazione (un razzo, del peso di oltre duecento chili) cioè privo di esplosivo e dunque caricato con cemento. I due serbatoi sono stati ritrovati in un campo privato, adiacente al poligono militare di tiro del Dandolo, dove il Top Gun “avrebbe voluto depositarli“, dopo averli liberati dai supporti da un’altezza di circa 400-500 metri dal suolo. I due grossi contenitori si trovavano ad una distanza di circa un chilometro l’uno dall’altro, lungo via Pola. Il primo recipiente in acciaio è precipitato a meno di duecento metri da un’azienda agricola, cui è annessa l’abitazione del proprietario. Altri piccoli detriti e frammenti sono sparsi in un raggio di alcune centinaia di metri dal luogo del primo impatto al suolo.

Dal punto di vista della “gestione della crisi“ c’è da constatare l’assenza di segnali concilianti da parte del personale della Base che pare non abbiano effettuato nemmeno una visita per portare le scuse del comando Usaf agli abitanti della zona che, diciamolo pure, l’hanno scampata per miracolo, tanto che sul giornale locale “Il Gazzettino“ hanno dichiarato: «Saremo all’antica – commentano i residenti -, ma un sopralluogo da parte del comandante della struttura militare, o di un suo delegato, ci avrebbe fatto piacere». «Qui non si tratta di monetizzare l’accaduto – aggiungono -, ma di prendere coscienza che simili rischi non si devono più far correre alla popolazione. La notte scorsa abbiamo dormito poco pensando che potevano essere morti».

Ora rimangono da bonificare i terreni inquinati dallo sversamento di migliaia di litri di gasolio per aviazione e sono già iniziati i lavori per trattare i terreni su cui sono stati lanciati i serbatoi in apposite discariche per lo smaltimento degli idrocarburi. Il costo stimato è di circa 300 mila euro che per intanto pagherà lo Stato (cioè tutti noi).

Quello che mi chiedo, come risk manager oltreché come cittadino, è se vale di più portare a casa aereo e pilota anche a costo di alcune vittime civili: dove sta la stima del rischio e chi la decide?

Nota posta scriptum: in una polizza Property di un’azienda che si trova nel raggio di volo degli aerei della base di Aviano, dopo un’analisi dei rischi tra le garanzie di polizza feci inserire anche quella dei danni derivanti dalla caduta di ordigni esplosivi da aeromobili, un rischio, che, stando a questi avvenimenti, pare tutt’altro che remoto!

E’ solo un serbatoio…

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In provincia di Pordenone (dalle mie parti) un caccia F-16 americano, in difficoltà subito dopo il decollo dalla base Usa Air Force di Aviano, è stato costretto a sganciare i serbatoi di carburante in volo. Uno dei serbatoi, del peso stimato di circa mezza tonnellata è finito sul ciglio di una strada tra sue abitazioni, mentre l’altro è caduto sul tetto di un garage di una casa colonica a circa 500 metri di distanza dal primo, sfondandolo e distruggendo un utilitaria parcheggiata al suo interno. Non c’è stato nessun ferito. Il caccia Usa era decollato aveva avuto problemi al motore subito dopo il decollo. Per alleggerire il velivolo e far così rientro all’aeroporto, il pilota ha attuato le procedure di emergenza che prevedono il distacco dei serbatoi. L’F16 è quindi riuscito a fare rientro alla base, atterrando ad Aviano alle 15.10 (fonte Il Gazzettino del 24 marzo 2009).

Questo evento da un lato mi fa pensare al rischio che corriamo ogni giorno per il solo fatto di avere la base Usaf così vicino a noi e di questi piloti che bellamente non aspettano due volte a mollare sulle nostre teste oggetti vari (manca solo che buttino anche le lattine dalla carlinga), e dall’altro alla garanzia che si trova in svariate polizze incendio che recita: “caduta di meteoriti, aeromobili, satelliti artificiali loro parti o cose da essi trasportate“ e a quante volte ho sentito persone irridere tale garanzia e dire: “ma cosa vuole che cada“.

Oggi un serbatoio, domani, forse, un satellite.

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