Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

"Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare” (José Saramago)

Intermediario, anzi broker: un conflitto di interessi istituzionalizzato!

Il tema del conflitto di interessi è uno degli elementi che, già a partire dal 1992, mi fece maturare l’idea di uscire dal mondo del brokeraggio assicurativo (uscita avvenuta poi nel giugno 1994), in quanto sentivo che non potevo definirmi un vero consulente se non venivo remunerato direttamente dal cliente. Contestualmente a ciò maturò la scelta di intraprendere la “meno comoda“ strada del risk manager dato che, come sa chi mi segue da tempo o si occupa di questi temi, i rischi non si gestiscono solo con l’assicurazione che è la scelta (non sempre obbligata) che avviene a valle di un processo di identificazione e valutazione dei rischi.

Riprendo, dunque, il tema sempre attuale del quale ho scritto sia qui nonché in merito alla storia delle commissioni contingenti, e lo faccio riportando alcuni passaggi salienti dell’articolo (da cui ho preso in prestito anche il titolo che trovo calzante) che vi invito a leggere per intero, pubblicato da Pier Luca Ciangottini nel suo blog “Critica assicurativa“, il quale così scrive:

“Nella prassi assicurativa però si delinea un conflitto di interessi, macroscopico per non dire grande quanto una casa, che influisce sulle scelte che il broker può consigliare:

Il compenso spettante al broker infatti viene pagato dall’assicuratore. In pratica è proprio l’impresa a determinare questo compenso, impresa alla quale il broker dovrebbe essere estraneo. Ma è possibile che assicuratore e broker siano svincolati se l’uno paga l’altro?
Diffcile. Soluzioni per sanare il conflitto se ne sono prospettate e ne citiamo a memoria alcune:

  1. il broker è pagato dal cliente;
  2. l’impresa rende pubblico l’importo provvigionale che eroga al broker per l’intermediazione, così come già accade per l’auto;
  3. si stabilisce un tariffario broker.

Mentre noi scriviamo ancora su questo annoso problema, nei Paesi Bassi è già scritto che a far data dal 1° gennaio 2013 gli intermediari non potranno essere remunerati a provvigione per contratti vita, mutui, prodotti Mifid. Riceveranno un fee per la consulenza pagato direttamente dal cliente“.

E qui, sempre dallo stesso autore, un ulteriore approfondimento sul tema.

E voi cosa ne dite? Avete voglia di dire la vostra opinione?

 

Annunci

4 commenti»

  Michele Borsoi wrote @

Il ruolo del broker è insostituibile come pure quello dell’agente.
Chi fa consulenza fa semplicemente un altro mestiere che non coincide con il lavoro dell’intermediario. A regime ci dovrebbe essere il risk manager che analizza e tratta i rischi puri; segue l’insurance manager che, dei rischi trasferibili al sistema assicurativo, crea le condizioni ottimali per l’azienda; infine l’intermediario avrà il compito di mediare con il mercato condizioni e costi. Secondo me c’è spazio per tutti, anche se la natura scaramantica e non pragmatica dei popoli latini renderà questo percorso assai complicato.

Mi piace

  Mauro A. Del Pup wrote @

Michele ti ringrazio per la tua opinione, ma permettimi in parte di dissentire, portandoti ad esempio proprio la mia esperienza quotidiana.
E’ vero che chi fa il consulente non fa intermediazione, ma non è nemmeno vero che, per gestire un programma assicurativo, l’azienda abbia sempre bisogno di un broker assicurativo e che il suo ruolo sia insostituibile, tutt’altro!
Io svolgo l’attività di risk manager e, in tale veste, gestisco anche i programmi assicurativi delle aziende che seguo andando (come risk manager di quell’azienda), direttamente sul mercato. Non c’è intermediazione perché in quel caso è l’azienda che, con il suo risk manager (che magari ha scritto i capitolati di polizza), va sul mercato assicurativo. E non c’è compagnia che rifiuti un “affare diretto“, anzi!
Ci sono molte aziende, strutturate con personale interno in grado di seguire le dinamiche assicurative, che potrebbero fare a meno del broker (di cui spesso non si vede il valore aggiunto), ma non lo fanno per motivi che nulla hanno a che vedere con l’impossibilità di gestire le assicurazioni in autonomia.
I passaggi da te intravisti (risk manager, insurance manager ed intermediario), sono troppi e spesso dannosi per il cortocircuito di informazioni non sempre coerenti tra i vari soggetti.
Quando in azienda c’è un risk manager (anche free lance, ma con un’assidua presenza in azienda) in grado di curare, come nel mio caso, sia i rischi che i programmi assicurativi avendo sotto controllo l’intero “processo“, quella è la soluzione vincente soprattutto in questa fase di crisi economica e finanziaria.

Mi piace

  raffaele mengoni wrote @

Concordo sul fatto che il ruolo del Broker non debba e non possa essere considerato insostituibile. Anche perchè con il nuovo mercato che si sta delineando saranno sempre di più i quattro – cinque gruppi , che si stanno delinenando a dettare le condizioni , non più i brokers. Quello che vedo più complicato,soprattutto in un momento come l’attuale,è farsi pagare la parcella dal Cliente.

Mi piace

  Francesco wrote @

Buonasera,
ho trovato solo ora questo interessante confronto; io sono “nuovo” del settore assicurativo, essendomi abilitato da poco per poter operare come agente o broker ed essendo ad oggi collaboratore di un broker, essendo iscritto per ora in sezione E…il mio obiettivo però è quello di iscrivermi presto in sezione B e di svolgere in proprio la mia attività professionale, come broker veramente indipendente.
A tale proposito trovo “anomalo” che, in qualità di professionista/intermediario/consulente indipendente si debba percepire le provvigioni dalle Compagnie…non conosco bene i meccanismi che ruotano a monte ma mi sembra davvero poco lineare e trasparente il meccanismo attuale di remunerazione dei broker che, a parte qualche caso di parcelle e fee, vengono ancora per lo più remunerati dalle Compagnie…
Non sarebbe meglio, più professionale e più corretto e lineare se i broker venissero remunerati solo ed esclusivamente dai clienti, con premi lordi, da richiedere agli assicurandi, scontati in modo trasparente per via della mancata applicazione del sovrappremio che sarebbe invece stato richiesto nel caso fossero state corrisposti le provvigioni al broker?
Attendo un cortese riscontro, grazie mille. Francesco.

Mi piace


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: