Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

"Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare” (José Saramago)

Assorim – Associazione Risk e Insurance Managers italiani

Con questo “caldo“ articolo post-ferragostano, voglio parlarvi di una nuova associazione di risk manager, Assorim, Associazione Risk & Insurance Managers italiani – fondata nel 2010 dal collega risk manager consulente Filippo Bonazzi di Ferrara, con il quale ho anche condiviso parte di un percorso in ANRA. Oltre al sito, Assorim ha un blog e pubblica un periodico “Il Risico“ che in rete si può trovare (tutti i numeri pubblicati fino ad ora) e scaricare da qui.

Siccome sono convinto che la nascita di un’ulteriore associazione di risk manager, dopo ANRA  (la principale associazione di categoria) e ARIMAS (che però si pone più come associazione culturale che di categoria) sia sempre da salutare con soddisfazione, ne parlo cercando nel contempo di capire il motivo per il quale ciò accade.

Innanzitutto, da un’associazione che nasce in piena epoca digitale ci si attenderebbe una vocazione “social“ (intendo un account su Twitter per comunicare in modo veloce, su Flickr o su YouTube per caricare foto e filmati di eventi, su Facebook o su LinkedIn), ma per ora tutto questo non c’è, anche se confido che in breve tempo Assorim saprà colmare presto queste lacune.

Dal punto di vista più istituzionale, invece, l’aspetto che ancora non emerge è che, a parte il presidente e il vice presidente, non si conosce da chi siano composti gli altri organi di Assorim e quindi quale sia la sua struttura perciò, a distanza di un anno dalla fondazione, non è ben chiara l’organizzazione e, dunque, la capacità di penetrazione di Assorim nel mercato italiano, sempre che questa sia una vocazione dell’associazione. Stando allo Statuto sociale, l’associazione punta a “sviluppare e mantenere relazioni con altre associazioni, con gli organismi istituzionali, con enti ed autorità di controllo, con il mondo accademico universitario; instaurare rapporti di collaborazione con la stampa finalizzati al perseguimento degli obiettivi statutari“, ma su questo versante Assorim mi pare non si sia ancora “aperta“ e questo, a mio avviso, le preclude di essere conosciuta ai più, unico modo per poter aggregare le persone. Anche la parte della Formazione appare ancora vuota con un calendario dove non appaiono appuntamenti futuri organizzati e gestiti in toto dall’associazione.

Mi auguro, poi, che Assorim sappia diventare più partecipativa pubblicando contributi a firma di altri e anche intervenendo a dibattiti oppure ospitandone nei suoi spazi in rete, facendo comprendere quali sono le sue peculiarità e le sue differenze e perché qualcuno dovrebbe aderire a questa associazione piuttosto che ad altre o perché no, ad entrambe magari.

In ogni caso, se c’è una cosa che mi dispiace profondamente è che i risk manager, siano essi dipendenti oppure consulenti, non riescano a ritrovarsi sotto un unico tetto dove confrontarsi, scambiare buone prassi, crescere, e far crescere la professione del Risk management già così poco conosciuta e frammentino la loro presenza in diverse associazioni, ma qui anche ANRA dovrebbe fare la sua parte, magari partendo da un’analisi del motivo per cui alcuni risk manager si sono allontanati da essa ed effettuando poi un monitoraggio dei risk manager esistenti in Italia e dei luoghi nei quali questi si ritrovano.

Comunque, date un’occhiata anche voi ad Assorim e poi magari ne parliamo (sapete che il vostro punto di vista mi interessa più che mai). A presto.

PS: in questo periodo di tempo meteorologico, prestate più che mai attenzione ai Lavori a caldo! 😉

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12 commenti»

  Marco Magi wrote @

Carissimo Mauro, ritengo molto “frizzante” ed incisivo il tuo post. Come sai la mia idea è molto simile alla tua: unione, condivisione e sfruttamento della conoscenza, avvio di “best practices” comuni, riconoscimento dei free lance, semina e divulgazione dell’attività di risk management. In questo articolo ritrovo tante cose comuni,,,Assorim è nata con uno scopo lodevole ma subisce inevitabilmente il pensiero di chi l’ha creata e malgrado tutta la stima che ho per Filippo, non ritengo possa essere l’associazione guida limitandosi essa naturalmente da sola essendo una Top Down…. Quindi o Assorim adotta in tempi brevi una politica come prevede del resto il suo statuto o rimarrà una “piccola creatura” di poco significato per i più. Come fare per raggiungere un risultato importante? Penso che ci si debba sedere in tanti intorno ad un tavolo compreso il collega Filippo Bonazzi e cercare di condividere un’idea comune che nulla osta si possa ricondurre ad Assorim.. Inoltre bisogna vincere lo spirito individuale di ciascuno di noi, una sorta di riminescenza del passato che la storia ha lasciato in eredità a noi Italiani: il DNA dei piccoli feudi, delle città stato, delle micro nazioni ecc.che hanno sempre creato storiche divisioni e contrapposizioni. Io credo che noi Italiani siamo molto individualisti e restii a collaborare assieme proprio per questo retaggio strorico mentale.
Oggi il Risk Management ha bisogno di affermare il proprio ruolo guida nella società. Và fatto ora prima che le aziende percorrano strade diverse. Veramente dobbiamo ragionare che da soli non potremo raggiungere che briciole mentre insieme possiamo fare qualcosa di veramente importante! Pertanto spero che “le giuste parole” spese in maniera limpida dal collega Mauro Del Pup, possano smuovere l’orgoglio di coloro che hanno deciso di essere Risk Manager con l’intento di creare un’unico ideale, una sola bandiera ed anche una o più associazioni ma “diversamente” attente alla crescita ed alla valorizzaione di questa meravigliosa ed importantissima attività. Tra l’altro si potrebbero creare molti posti di lavoro e con il miglioramento delle Aziende portare anche ad una importante crescita del PIL…

Marco Magi
Risk manager

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  Luigi Maccaferro wrote @

Egregi colleghi,
mi piace pensare che il post di Mauro Del Pup sia una provocazione per Tutti e non certo un attacco a Filippo Bonazzi. Questo perchè credo che sia lontano da Filippo l’idea di creare un “feudo” e perchè Mauro poteva tranquillamente argomentare in astratto la mancanza di una realtà che rappresenti le esigenze della categoria.
Realtà di cui oggi si comincia a sentire la mancanza nell’emergere della nostra figura professionale.
Invito Tutti a leggere in questa luce il post di Mauro e sottoscrivo la proposta di cominciare a “contarci” e a “incontrarci” anche in luoghi virtuali (Facebook, LinkedIn,..) per approfondire queste ansie comuni che comunque non dimostrano altro che i tempi sono maturi per fare sistema.

I migliori saluti

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  Mauro A. Del Pup wrote @

@Marco: grazie per il tuo commento che condivido e mi piace riprendere due passaggi sui quali credo bisogna riflettere. Uno è quando scrivi che bisogna “vincere lo spirito individuale di ciascuno di noi“ e l’altro che “il Risk Management ha bisogno di affermare il proprio ruolo guida e và fatto ora prima che le aziende percorrano strade diverse“.

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  Luigi Maccaferro – ACTIVA sas wrote @

@ Mauro e Marco,
perché non proviamo ad essere pragmatici e a superare di slancio tutta una serie di scaramuccie che ribadiscono l’esigenza e la voglia di costruire una casa comune dove mettere a sistema l’esperienze di Tutti. Mi sembrerebbe abbastanza originale che questo processo ‘associativo’ parta con una serie di ‘ affermazioni di distinguo’ anche se solo dialetiche e non proviamo invece a mettere in agenda:
a) Creazione di un file dei Risk & Insurance managers ‘a parcella’ puri (mettendoci magari d’accordo su quali debbano essere le Sue prerogative). Così di slancio ne conto almeno 6 compresi Voi naturalmente ma io sono l’ultimo arrivato quindi…..;-);
b) Convocazione di un assemblea dei RIm dove cominciare a definire il ruolo e i valori etici della nostra figura;
c) Apertura di una serie di ‘commissioni’ incaricate di:
Etica e Standards dei RIm,
Marketing della figura Associativa,
Marketing della figura del RIm (propio così! per entrambi secondo le tradizionali 4P: Prodotto/servizio, Prezzo, Posizionamento, Promozione),
Eventuali e varie ………..
Scusate l’enfasi ma sono più a mio agio con la realizzazioni di strumenti a supporto della nostra professione o nei colloqui con giovani laureati in cui indicare la rotta per uscire dai labirinti in cui si perdono dopo la laurea.
Ma per non perdere altro tempo farei tesoro dell’iniziative e dell’esperienze di Tutti……. compreso Assorim ! anzi partirei proprio da li se dipendesse da me.
Aspetto un Vostro feedback, Grazie
I migliori saluti.

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  Mauro A. Del Pup wrote @

@Luigi: hai detto bene che il post non è un attacco verso qualcuno (ci mancherebbe), ma rappresenta la lettura critica di questo nuovo soggetto associativo (che anche con questo post contribuirò a far conoscere) analizzando alcuni aspetti come quando ci apprestiamo a valutare i rischi cercando sempre di guardare oltre.
Che Assorim sia ancora un pò chiusa in sé stessa mi pare un dato di fatto, ma starà ai fondatori decidere che cosa fare di essa.
Per ora mi limito alle constatazioni del profilo pubblico di Assorim in quanto non riesco a cogliere una sua qualche diversità o peculiarità.

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  Carolina Benaglio wrote @

Buon pomeriggio a tutti.
Ho letto con grande interesse quanto avete scritto e,francamente, mi sono anche divertita, perché avete centrato il punto tutti e tre, anche se in maniere diverse. Credo che Marco e Mauro, che conosco personalmente, abbiano sottolineato alcune cose più di altre per esperienze personali dirette e per il fatto che, contrariamente a quanto loro intendono fare e che io condivido, non ci sia stata in passato grande condivisione di intenti e soprattutto di metodi ed idee.
Sono d’accordo con Luigi quando dice che che occorre partire dalle esperienze di tutti, ed è quello che Mauro intende fare, perché tutti hanno sicuramente qualcosa da dare e da condividere e lo scambio è sinonimo di continua crescita.
Il punto però è: chi lo vuole davvero fare in maniera costruttiva, ascoltando le esperienze dei colleghi in modo fattivo, attivando un vero scambio e mettendo a disposizione degli altri le proprie competenze e conoscenze, accettando anche le diversità e le varie realtà in cui ognuno di noi si è trovato ad operare?
Personalmente sono molto incline ad ascoltare e lavorare con chi ha più esperienza di me o comunque diversa, così da integrare ciò che manca all’altro e crescere insieme. Ribadisco ancora che il punto resta individuare quei professionisti che intendono davvero farlo per il bene comune. A questo riguardo faccio presente che alcuni professionisti interpellati per un possibile incontro hanno sottolineato che sarebbero intervenuti ma non avrebbero condiviso obiettivi e metodi.
Ora, alla luce di questo, che scopo avrebbe intervenire?
Concludo dicendo che Mauro ha sicuramente evidenziamo alcuni temi importanti, così come Marco, anche in modo provocatorio, a ragion veduta.

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  michele Borsoi wrote @

Mi faccio favorevolmente coinvolgere dalla proposta di Luigi Maccaferro, pochi punti posti però con estrema chiarezza e praticità. Ho dimenticato di premettere che non sono affatto un RM, ma solo un insurance manager, per esser ancor più chiari redigo solo due diligence assicurative e presto formazione di tecnica e diritto assicurativo; ditemi se vado bene lo stesso. Ciao Michele Borsoi

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  maurizio wrote @

Buongiorno,
la mia idea. non credo più di tanto nelle associazioni di categoria ed ancora meno in quelle dove la categoria e’ poco conosciuta.
Ho maturato esperienze negli USA laddove il risk manager e’ una figura determinante nelle imprese. Non esistono associazioni di categoria per promuovere tale figura. Il tema, secondo me,potrebbe essere visto come un ” Club” virtuale dove ci si scambia esperienze ed idee e non si tende creare un associazionismo …sterile e dispersivo ( Assorim, Anra….etc..) , a cosa servono?
Scambiare esperienze…narrare i fatti in cui ciascuno puo’ essere stato coinvolto….scoprire curiosità…. aiutare i giovani a scoprire questo lavoro….dare delle idee alle scuole ….ognuno nel suo giro e comunicare i risultati. Solo cosi…si puo’ maturare. Far capire alle aziende la necessità di un risk manager e’ impresa ardua….ma nel mio piccolo sto portando avanti questa forma di ” pensiero”. La formazione….questa e’ la strada. Trovare il modo di ” formare” in modo interessante…nuovo…. didatticamente non convenzionale….per arrivare nel tempo a creare scuole di formazione e accordi preventivi con aziende per il collocamento dei giovani….Sto sognando forse.

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  Luigi Maccaferro – ACTIVA sas wrote @

@maurizio e @tutti,
l’approccio pragmatico di maurizio é accattivante sotto l’aspetto professionale e lo sottoscrivo, quante volte vorrei far conoscere gli strumenti che mi sono costruito: modulistica per la raccolta delle informazioni, fac-simili per capitolati di gare ad invito, fogli elettronici per il rating, etc… domandandomi sempre se si poteva fare di meglio o se qualcuno non avesse già qualcosa di meglio ma non ricevendo che raramente (e perciò preziosissima) risposta.
Propongo una accelerazione nel processo…. e rivolgo a Mauro Del Pup ,che ha lanciato questa ‘provocazione’ 🙂 , la proposta di fissare entro il mese di ottobre un incontro tra tutti i RIm noti e non…. noti 🙂 .

p.s.: che ne dite di un w.e. con location in Versilia ?

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  Marco Magi wrote @

Quanto scritto da Maurizio mi è piaciuto molto…quando si pensa ad una associazione io la penso proprio come una “forma non-froma” scusate il gioco di parole, dove si perseguono la condivisione di modelli, di buone pratiche e di creazione di una scuola moderna per creare ed orientare risk manger versil tessuto delle PMI. Per me Maurizio non sogni, quantomeno siamo in due ma ti assicuro che siamo già qualche unità di più..

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  Marco Magi wrote @

…Luigi la location in Versilia è sempre graditissima!!!

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  Carolina Benaglio wrote @

Ciao Ragazzi,
direi che sono d’accordo: la cosa principale e’ intanto incontrarsi e conoscersi per scambiare conoscenze ed esperienze, poi la forma la troviamo e anch’io sono abbastanza orientata al modello americano esposto da Maurizio, anche se non dobbiamo dimenticarci che purtroppo (o per fortuna!) lavoriamo e viviamo in italia.
Ok per un summit a breve!
buon lavoro a tutti

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