Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

"Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare” (José Saramago)

Dal cielo “piovono“ serbatoi e ordigni esplosivi

Foto da Il Gazzettino

Come era avvenuto l’anno scorso a Tamai di Brugnera qualche giorno fa un altro aereo da combattimento F16, del trentunesimo Fighter Wing, di stanza al Comando dell’aeroporto Pagliano e Gori di Aviano (PN) – sede della base Usaf – ha dichiarato emergenza alle 19.04 di lunedì sera 15 novembre a seguito della quale ha sganciato due serbatoi pieni di cherosene e si è liberato anche di un missile ‘Marverick’ nel territorio di Maniago (provincia di Pordenone). Si trattava di due serbatoi supplementari di carburante – della capacità stimata per ognuno di circa mille litri di gasolio per aviazione – e di munizionamento inerte da esercitazione (un razzo, del peso di oltre duecento chili) cioè privo di esplosivo e dunque caricato con cemento. I due serbatoi sono stati ritrovati in un campo privato, adiacente al poligono militare di tiro del Dandolo, dove il Top Gun “avrebbe voluto depositarli“, dopo averli liberati dai supporti da un’altezza di circa 400-500 metri dal suolo. I due grossi contenitori si trovavano ad una distanza di circa un chilometro l’uno dall’altro, lungo via Pola. Il primo recipiente in acciaio è precipitato a meno di duecento metri da un’azienda agricola, cui è annessa l’abitazione del proprietario. Altri piccoli detriti e frammenti sono sparsi in un raggio di alcune centinaia di metri dal luogo del primo impatto al suolo.

Dal punto di vista della “gestione della crisi“ c’è da constatare l’assenza di segnali concilianti da parte del personale della Base che pare non abbiano effettuato nemmeno una visita per portare le scuse del comando Usaf agli abitanti della zona che, diciamolo pure, l’hanno scampata per miracolo, tanto che sul giornale locale “Il Gazzettino“ hanno dichiarato: «Saremo all’antica – commentano i residenti -, ma un sopralluogo da parte del comandante della struttura militare, o di un suo delegato, ci avrebbe fatto piacere». «Qui non si tratta di monetizzare l’accaduto – aggiungono -, ma di prendere coscienza che simili rischi non si devono più far correre alla popolazione. La notte scorsa abbiamo dormito poco pensando che potevano essere morti».

Ora rimangono da bonificare i terreni inquinati dallo sversamento di migliaia di litri di gasolio per aviazione e sono già iniziati i lavori per trattare i terreni su cui sono stati lanciati i serbatoi in apposite discariche per lo smaltimento degli idrocarburi. Il costo stimato è di circa 300 mila euro che per intanto pagherà lo Stato (cioè tutti noi).

Quello che mi chiedo, come risk manager oltreché come cittadino, è se vale di più portare a casa aereo e pilota anche a costo di alcune vittime civili: dove sta la stima del rischio e chi la decide?

Nota posta scriptum: in una polizza Property di un’azienda che si trova nel raggio di volo degli aerei della base di Aviano, dopo un’analisi dei rischi tra le garanzie di polizza feci inserire anche quella dei danni derivanti dalla caduta di ordigni esplosivi da aeromobili, un rischio, che, stando a questi avvenimenti, pare tutt’altro che remoto!

Annunci

No comments yet»

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: