Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

"Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare” (José Saramago)

Dopo il caso Toyota ora tocca anche a Peugeot Citroen

Quali riflessioni trarre dal recente storico (per la dimensione) caso di Recall (richiamo dei prodotti) in Toyota che ha, da prima richiamato 2,3 milioni di veicoli in USA e poi 1,8 milioni di veicoli in Europa, fermando la produzione di 8 modelli di macchina presso i loro stabilimenti negli Stati Uniti, compresi i loro fornitori a causa di un problema al pedale dell’acceleratore o al tappetino dove si incastra il pedale dell’acceleratore?

Appena ho letto la notizia dagli organi di stampa italiana qui e qui, pensando da risk manager, ho lanciato alcuni tweet su Twitter per dire che questo fatto avrà sicuramente un impatto non solo finanziario, ma anche sulla reputazione di un’azienda come Toyota, che ha fatto da precursore alla filosofia Lean manufacturing e delle procedure sul miglioramento continuo.

Un amico mi ha però invitato a leggere questo post Toyota Recall The Penalty of Leadership e ad interpretare i fatti accaduti con un approccio positivo per la capacità di reagire di Toyota in modo organizzato (immagino che avranno piani di Crisis Management) così da consentire alla casa automobilistica di trasformare un momento negativo in un rafforzamento della propria qualità intesa come un’elevata attenzione verso la sicurezza del cliente.

E’ di oggi, invece, l’altra notizia che il medesimo difetto al pedale dell’acceleratore che si può incastrare nel tappetino e che messo in crisi la Toyota, ha coinvolto anche il gruppo automobilistico francese Psa Peugeot Citroen che ritirerà dal mercato 97.000 vetture in Europa (Peugeot 107 e Citroen C1).

Vedremo come saprà reagire questo gruppo automobilistico e magari potremo confrontare i diversi modi rispetto alla Toyota.

La mia riflessione a questo punto è però la seguente:

  1. chi è il produttore del pedale dell’acceleratore?
  2. qual è la sua dimensione e la sua tenuta finanziaria?
  3. come mai un tale difetto ha potuto replicarsi in tutti questi lotti?
  4. qual è stata la “falla“ nel processo di qualità sia del produttore che delle aziende automobilistiche?

Chi vuole dire la sua?

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3 commenti»

  Dragan Bosnjak wrote @

Ciao Mauro,
tu lo avrai sicuramente già letto ma invito gli altri lettori del tuo blog a leggere l’articolo scritto da Jeffrey Liker su BusinessWeek, che potete trovare come collegamento nell’articolo di sopra.
Lì c’è la risposta alla tua prima domanda: Chi è il produttore del pedale dell’acceleratore? ma anche qualche altra spiegazione sui fatti accaduti.

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  Filippo Bonazzi wrote @

Vorrei fare una riflessione sull’ultimo quesito, cioe’ la falla nel sistema.
Mi viene il dubbio che nella economia di oggi generi più valore per le case automobilistche l’impatto mediatico derivante dalla continua immissione sul mercato di nuovi modelli, piuttosto che la qualità e l’affidabilita’ dei medesimi. Il modello nuovo, insomma, si vende meglio di quello di qualità.
Quindi l’importante e’ mettere in strada al più presto la macchina prodotta.
Probabilmente la fabbricazione richiede tempi tecnici non comprimibili oltre una certa misura. Allora dove si può risparmiare tempo? Su verifiche e collaudo, che viene in effetti affidato al cliente.
Forse costa meno il richiamo del ritardo nella commercializzazione.

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  franco wrote @

Difficile rispondere ai quesiti 3 e 4 di Mauro.. se non si conoscono i fatti… l’unica cosa certa è che Il “difetto” “potenziale rischio” si è manifestato…poteva essere previsto? … lo sa solo Toyota..analizzandone la causa,,, analizzando la procedure di accettazione dei pedali … analizzando le procedure di accettazione dei tappetini..analizzando le procedure di assemblaggio.. analizzando le procedure di collaudo…
….se se il difetto ha superato tutti “i filtri”.. può essere che le “maglie” siano troppo larghe .. sta a Toyota ..capire quali maglie infittire,,,
..intanto ne paga le conseguenze..

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