Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

"Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare” (José Saramago)

E’ il rischio credito quello tra i rischi più sentiti?

Innanzitutto Buon Anno.

Il primo post (epifanico) del 2010 è dedicato all’indagine “The emerging future of European Risk Management” (scaricabile da qui), condotta dal broker assicurativo Marsh, su 705 professionisti del rischio di 700 aziende appartenenti a sette dei maggiori settori industriali in Europa, secondo la quale quasi i due terzi degli intervistati (62%) hanno identificato nei rischi finanziari e macroeconomici il motivo di preoccupazione, con il “rischio credito” in cima alla lista.

Il “rischio credito” è stato. infatti, indicato dal 31% degli intervistati come la minaccia principale fra tutti i rischi finanziari.

Il report ha inoltre evidenziato come, in risposta alla recessione, oltre due terzi delle aziende interpellate (69%) hanno compiuto una revisione del proprio approccio al rischio.

Tre intervistati su quattro (73%) hanno concordato nell’affermare che la gestione del rischio ricopre oggi un’importanza prioritaria per il top management delle proprie organizzazioni.

I risultati della ricerca evidenziano che la gestione del rischio non è stata sottoposta a tagli di budget; solo il 5% degli intervistati si attende una riduzione in tal senso, mentre il 34% prevede, invece, un aumento del budget ad esso dedicato.

Personalmente non mi pare che da parte delle imprese vi sia una grande attenzione alla gestione dei rischi in ottica di Risk Management e che anzi, queste, considerino tutto ciò che non ha a che fare con la produzione un sovrappiù del quale, in questo momento, se ne può fare a meno quando invece è proprio in tali momenti che deve essere più alta l’attenzione alla gestione dei rischi. Un evento dannoso (quale potrebbe essere anche il mancato incasso di un credito), in questa fase di recessione e di equilibri finanziari fragili, potrebbe essere dirompente per l’impresa e quindi è più che mai in simili momenti che non si deve rinunciare ad investire risorse nella gestione dei rischi, compresi i programmi assicurativi che devono essere ben fatti proprio per assicurare la giusta copertura finanziaria di quei rischi precedentemente identificati e valutati. La gestione dei rischi, dunque, deve essere vista non come un centro di costo, bensì come un centro di profitto al pari delle altre attività aziendali quale la produzione la quale può essere garantita non solo dalle scelte strategiche di mercato, ma anche attraverso azioni quotidiane di mitigazione dei rischi.

E tu cosa ne pensi sia dello studio di cui ho parlato che delle mie riflessioni? Qual è la tua esperienza quale gestore dei rischi?

Annunci

5 commenti»

  Dragan Bosnjak wrote @

Ciao Mauro,
lo saprai probabilmente come la penso io per il rischio credito ma lo ripeto qui visto che l’articolo parla di questo: secondo me se l’azienda è gestita con i principi di lean thinking, anche i profitti alla fine sono abbastanza alti e, anche in tempi di crisi, non si ha bisogno di prelevare crediti per salvare capra e cavoli…
So che ci saranno tanti che mi manderanno in quel paese per la mia risposta, ma secondo me la causa all’origine del problema richiesta credito alle banche è proprio la cattiva gestione delle aziende che, in tempi buoni, sperperano soldi come bonus ai dirigenti, in tempi cattivi invece tentano di salvarsi come meglio gli capita, chiedendo prestiti a chiunque.
Per eliminare questa causa bisogna imparare a vivere in azienda anche in maniera un po frugale da parte degli imprenditori, di cercare gli sprechi nei loro processi e attività produttive e di risparmiare qualcosina per i tempi duri per poter far sopravvivere l’azienda anche in quelle condizioni.

Mi piace

  Filippo Bonazzi wrote @

Mi pare che il conseguimento di un profitto rappresenti un condizione essenziale per la sopravvivenza di un’azienda. Niente profitto, niente margini operativi e niente stipendi.
Che poi i compensi pagati ai managers siano elevati e’ vero, ma anche i problemi aziendali sono complessi. L’imprenditore può sempre risparmiare sui compensi ai managers e risolvere i problemi da solo; se ce la fa!! Oppure può pure chiudere la baracca e tutti a casa un’altra volta.
Allora i casi sono due: o l’imprenditore ci crede ancora ed e’ meglio che acceda al credito per finanziare progetti di sviluppo e pagare gli stipendi in tempi di magra; o non ci crede più ed e’ meglio che chiuda prima di fallire.
E’ ovvio che in questo momento il rischio credito sia molto sentito. Non mi e’ chiaro invece se tutti hanno capito che urge una decostruzione dei modelli strategici e organizzativi aziendali a cui siamo abituati e di una loro ricostruzione su basi nuove e più moderne.

Mi piace

  valentina pedrazzoli wrote @

Ciao a tutti,
in breve dico la mia. mi occupo di assicurazioni e per il gruppo nel quale opero la copertura assicurativa del credito è parte integrante del processo di gestione del rischio. Stiamo valutando le possibili azioni da intraprendere per mitigare i rischi e rivedere la struttura assicurativa e -in tempi di magra – cercare di ridurre un pò i costi.
In risposta a Filippo: probabilmente hanno più o meno capito tutti la necessità di diversi modelli organizzativi, ma se ci fai caso una cosa è il dichiarato e tutt’altra l’eseguito ( mi riferisco a tutti i proclami delle Aziende ai quali generalmente non corrisponde un “agito” in linea con gli stessi).
Un saluto a tutti
v

Mi piace

  Mauro A. Del Pup wrote @

@Dragan: sono d’accordo con il tuo punto di vista e credo che @Filippo non abbia colto appieno il tuo pensiero basato sul concetto del miglioramento continuo.
Quello che tu scrivi in merito alla “cattiva gestione delle aziende che, in tempi buoni, sperperano soldi e in tempi cattivi invece tentano di salvarsi come meglio gli capita“, mi capita di vederla nel settore assicurativo dove, in tempi grassi, non si attuano quei cambiamenti di cui il mercato avrebbe bisogno in termini di maggiore qualità, trasparenza ed efficienza e si assumono rischi talvolta senza una logica tecnica, ma solo commerciale, salvo poi chiudere i cordoni della borsa (leggi aumento dei premi) in tempi di magra, ma senza una logica di lungo respiro ed un approccio volto al miglioramento continuo.

Sarebbe, invece, interessante che #Filippo ci dicesse, magari anche con pochi concetti, che cosa intende “decostruzione dei modelli strategici e organizzativi aziendali e di una loro ricostruzione su basi nuove“.

@Valentina dico che, a mio avviso, un’azienda dovrebbe prepararsi ad affrontare i momenti di crisi quando naviga in buone acque, ma pare che questo sia difficile da far comprendere.
Ho poi notato anch’io che, molte volte, “ci sono proclami delle Aziende (ad esempio sulla necessità di cambiamento, sull’innovazione, ecc.), ai quali generalmente non corrisponde un “agito” in linea con gli stessi“.

Mi piace

  Filippo Bonazzi wrote @

Mauro: facciamo un esempio. Tenere aperti i negozi in centro la domenica significa decostruire un modello (non distruggerlo) per ricostruirlo su basi nuove (cioe’ vai tu commerciante verso le esigenze del cliente di oggi, che durante la settimana non ha più tempo, perché le donne lavorano tutte, ecc.).
Valentina: non c’e’ dubbio che la questione etica sia il vero problema dell’Italia. Se chi decide e’ o in malafede o un perfetto incapace non c’è ragionamento tecnico che tenga. Penso che l’Italia sia al 80% in queste condizioni in tutti i settori, pubblici o privati. Penso pero’ che il restante 20% composto da persone per bene non faccia abbastanza per contrastare queste logiche collusive, un po’ mafiose e, secondo me, economicamente perdenti per tutti. Comunque circa l’incoerenza tra pensiero e azione sono d’accordo con te.

Mi piace


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: