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Riassicurazione e coassicurazione: lettera ad un assicuratore

macchinadascrivere.jpgQuale risk manager e responsabile della gestione del programma assicurativo, qualche tempo fa scrissi questa lettera ad un assicuratore sul tema della coassicurazione e della riassicurazione, lettera che intendo condividere con te che mi leggi.

“Sappiamo bene che la riassicurazione (artt. 1928 ss. Codice Civile) rappresenta il meccanismo in base al quale una Compagnia di assicurazioni trasferisce parte del rischio assunto attraverso la polizza venduta all’Assicurato, ad un altro soggetto (il riassicuratore).

In caso di sinistro, la Compagnia di assicurazioni corrisponderà all’Assicurato l’intero indennizzo, ma si farà poi rimborsare dal riassicuratore la parte di danno corrispondente alla quota assunta da quest’ultimo. Naturalmente, la Compagnia di riassicurazioni svolge la sua attività a fronte del pagamento di un premio, corrisposto dalla Compagnia di assicurazioni, calcolato in proporzione all’entità della quota di rischio cedutagli.

Benchè il rapporto negoziale intercorrente tra riassicuratore ed assicuratore non produca particolari effetti giuridici nei confronti dell’Assicurato (il quale, tra l’altro, non è tenuto a conoscerne i contenuti), può comunque avere riflessi sostanziali verso quest’ultimo. Capita talvolta, che, di fronte alla richiesta del cliente di aumentare l’importo dei massimali in polizza, l’assicuratore opponga un netto rifiuto, eccependo l’impossibilità di trasferire sul mercato riassicurativo esposizioni così ingenti. In realtà, l’insufficiente ritenzione del rischio da parte del riassicuratore potrebbe non dipendere da motivazioni tecniche (massimali troppo elevati), ma dalla scarsa disponibilità della Compagnia di assicurazioni al pagamento di un premio di riassicurazione di entità rilevante.
In altre parole, l’assicuratore, potrebbe scegliere di riassicurarsi poco, e, per questo motivo, sarebbe indotto a scoraggiare richieste di massimali importanti, adducendo giustificazioni pretestuose. E’ chiaro che un basso ricorso alla riassicurazione comporta spesso una limitata capacità di ritenzione di rischio e, dunque, ecco il ricorso alla coassicurazione anche per polizze contenute nei massimali (ricorso spesso motivato anche da politiche commerciali).

Sono noti i problemi che la pratica della coassicurazione può comportare, peraltro ad esclusivo carico dell’Assicurato, in quanto è esclusa ogni responsabilità solidale tra i coassicuratori (art. 1911 c.c.).

A seguito di tali considerazioni, la nostra politica di trasferimento dei rischi, attraverso lo strumento dell’assicurazione, ci impone di avvalerci di un assicuratore che voglia assumere i rischi al 100%, escluso ogni ricorso alla pratica della coassicurazione.

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