Risk Management – Il primo blog in Italia sui temi del Risk Management.

"Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare” (José Saramago)

Programma assicurativo: delegare o ritenere?

rm-para-il-rischio.jpgQual’è, per un’Azienda o un ente pubblico, il valore aggiunto tra la gestione diretta dei rischi e delle coperure assicurative e la delega di questi temi a soggetti esterni? Dato che da molti anni anni ho deciso di fare il risk manager, un’idea in mente ce l’ho, ma per rispondere a questa domanda mi viene in aiuto quanto scritto da Peppin Pignolo, risk manager del gruppo Gucci, in “Danni Diretti“ – Egea editore.

“Il trasferimento di un’eventualità di rischio a terzi o a compagnie di assicurazioni è il caso più semplice, ma, sotto certi aspetti, anche quello più dispendioso. In questo caso il risk manager ha due possibilità:

1. può lui stesso, su mandato della società, interrogare il mercato e quotare il rischio sulla base della valutazione fatta tra l’azienda (richiedente o, meglio, proponente) e la compagnia (assicuratore). In questo caso egli può, con una profonda conoscenza del prodotto assicurativo, intervenire sui parametri standard dettati dalle compagnie, in maniera tale da costruire un “vestito su misura” per l’evento che si intende trasferire;

2. può comunque interrogare il mercato, ma dando lui stesso mandato a terzi (brokers, consulenti assicurativi) che, sulla base di parametri forniti, interrogano il mercato e forniscono il prodotto finito, cioè la polizza assicurativa.

In entrambi i casi il risk manager ha la possibilità di avere un contratto o una polizza assicurativa che garatisce l’evento dannoso ma, mentre nel primo caso è lui stesso l’attore protagonista di tutto il processo, nel secondo egli diviene una sorta di fruitore del servizio di terzi specializzati nel settore.

Inoltre nel primo caso si ha la percezione di come l’assicuratore ragioni e quali siano i parametri che possono cambiare l’eventuale esposizione di rischio e, conseguentemente, del premio di polizza (prezzo).

Nel secondo caso, invece, il risk manager è solo spettatore e non può intervenire in alcun modo sulle scelte strategiche di copertura dell’intermediario“.

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2 commenti»

  Mario Vatta wrote @

Credo che Pignolo ponga la questione in termini troppo semplificativi, tali da sembrare unicamente orientati verso una larga divulgazione dell’argomento.
Con la premessa che la prima decisione importante per un RM è certamente quella di valutare la soluzione da riservare al rischio individuato: autoassicurare, ritenere in proprio senza protezioni, ricorrere a sistemi alternativi di copertura non assicurativi, ricorrere alla copertura assicurativa.
Se la scelta è quella di ricorrere allo strumento assicurativo non vedo un diverso protagonismo nell’affidarsi ad un intermediario o trattare direttamente con la compagnia. E’ importante governare comunque il processo, con le informazioni e conoscenze appropriate, valutare la propria forza contrattuale e la eventuale ampiezza dei mercati e delle soluzioni disponibili. Ogni generalizzazione è impossibile, come è altrettanto impossibile considerare giusta o sbagliata una scelta rispetto all’altra.
Saluti.

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  Risk Management wrote @

@ Vatta: il senso del post va proprio nella direzione del suo commento e vuole evitare le generalizzazioni (tutti buoni o tutti cattivi). E’ però importante far emergere che, del rischio, se ne debba occupare soprattutto il soggetto a cui sta in capo (sia esso Azienda o Ente pubblico), senza che prevalga la tentazione, sempre troppo presente, di delegare un soggetto esterno. Se poi il rischio lo si vuole gestire con lo strumento assicurativo, allora bisognerebbe investire più nella crescita delle risorse interne alle aziende (compito questo del risk manager) più che pensare ad un affidamento all’intermediario, sia esso assicuratore o broker, di tutte le problematiche. Anche i mie colleghi risk manager, spesso, si avvalgono del servizio dei broker per procurare le polizze di cui hanno bisogno, ma personalmente ritengo che, almeno per quella che è la mia esperienza, il risk manager possa (e in alcuni casi debba) gestire in autonomia anche il ricorso al mercato assicurativo ottenendo in tal modo anche sensibili economie di scala, consistenti in contenimenti del costo finale delle polizze (vedi l’eliminazione delle provvigioni dell’intermediario). Cordialità e grazie.

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