RISK MANAGEMENT – Il primo blog sul RM in Italia.
“Davanti ad una crisi ci si può ritirare, si possono proteggere i conti e preservare i contanti. Oppure possiamo renderci conto che il mondo ha bisogno di cambiamento“. (Sam Palmisano, Ceo IBM)Archivio per Sinistri
Pubblica amministrazione e gestione dei rischi
Gli enti pubblici, se non vogliono rispondere dei danni, dovranno prestare attenzione e segnalare rigorosamente buche, tombini e, più in generale, tutti i lavori in corso per strada. E’ questo il senso della sentenza n. 11709 della terza Sezione civile della Corte di Cassazione, che ha accolto il ricorso di un automobilista della capitale che, per ben due volte, si era visto attribuire la colpa esclusiva di un incidente avvenuto a Fiumicino dieci anni fa a causa di una mancata segnalazione di un “tombino fortemente sporgente dal suolo stradale”.
Quando giro per strada vedo spesso lo stato di incuria in cui versano strade e marciapiedi, e mi chiedo: ma se in Azienda le strade, i piazzali e i passaggi fossero in quello stato, potrei essere chiamato a rispondere degli eventuali incidenti? Mi rispondo affermativamente e penso che, se fossi un sindaco o un assessore, mi preoccuperei di sistemare tale stato di cose sia per un dovere civico nei confronti dei cittadini che per evitare di scaricare all’assicuratore questa noncuranza. Perché poi, se sono conscio di quello stato di cose e non faccio nulla per evitare i danni, non potrebbe configurarsi anche una sorta di dolo eventuale?
Tu che dici?
E’ solo un serbatoio…
In provincia di Pordenone (dalle mie parti) un caccia F-16 americano, in difficoltà subito dopo il decollo dalla base Usa Air Force di Aviano, è stato costretto a sganciare i serbatoi di carburante in volo. Uno dei serbatoi, del peso stimato di circa mezza tonnellata è finito sul ciglio di una strada tra sue abitazioni, mentre l’altro è caduto sul tetto di un garage di una casa colonica a circa 500 metri di distanza dal primo, sfondandolo e distruggendo un utilitaria parcheggiata al suo interno. Non c’è stato nessun ferito. Il caccia Usa era decollato aveva avuto problemi al motore subito dopo il decollo. Per alleggerire il velivolo e far così rientro all’aeroporto, il pilota ha attuato le procedure di emergenza che prevedono il distacco dei serbatoi. L’F16 è quindi riuscito a fare rientro alla base, atterrando ad Aviano alle 15.10 (fonte Il Gazzettino del 24 marzo 2009).
Questo evento da un lato mi fa pensare al rischio che corriamo ogni giorno per il solo fatto di avere la base Usaf così vicino a noi e di questi piloti che bellamente non aspettano due volte a mollare sulle nostre teste oggetti vari (manca solo che buttino anche le lattine dalla carlinga), e dall’altro alla garanzia che si trova in svariate polizze incendio che recita: “caduta di meteoriti, aeromobili, satelliti artificiali loro parti o cose da essi trasportate“ e a quante volte ho sentito persone irridere tale garanzia e dire: “ma cosa vuole che cada“.
Oggi un serbatoio, domani, forse, un satellite.











