
L’ing. Ugo Fonzar nel suo blog scrive di quanto sarebbe opportuno assimilare una cultura nella gestione dei rischi relativi alla sicurezza del lavoro, ma come lui sa bene la metodologia che riesce ad abbracciare tutte queste tematiche in una più ampia visione di gestione aziendale (quello che abbiamo sperimentato nel corso MAPP – “Management aziendale della prevenzione e protezione dai rischi professionali“) sia appunto il Risk Management.
Proprio oggi mi sono imbattutto nella lettura di questo articolo (che l’ing. Fonzar, ne sono certo, proporrà nel suo blog), dove si da concretezza ad un pensiero che vado ripetendo da quando, nel 1994 (proprio lo stesso anno di emanazione del D.Lgs. 626/94), ho iniziato ad operare come risk manager: cioè che vi è una stretta relazione tra la politica aziendale di Risk Management (qualcuno pensa erroneamente che i metodi di identificazione e valutazione del rischio siano nati con il citato D.Lgs. 626) e i programmi per la sicurezza sui luoghi di lavoro.
Più recentemente, tale relazione è emersa in tutta la sua evidenza con l’emanazione del D.Lgs. 81/08 (che ha sostituito proprio il D.Lgs. 626/94) e la connessione di questo con le politiche di prevenzione dei rischi-reato di cui al D.Lgs. 231/01, anche mediante il riferimento all’adozione di un Modello organizzativo (art. 30 del D.Lgs. 81/08) sia esso quello delle Linee guida UNI-INAIL per un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SGSL), oppure quello definito dalla norma internazionale BS OHSAS 18001:2007.
Nell’articolo citato, si parla anche dell’evoluzione che sta avendo il processo di Risk Management (il quale però resta nella gran parte delle aziende ancora sconosciuto, ndr) con quello che si definisce “Enterprise Risk Management (ERM)” secondo il quale “la gestione del rischio aziendale è un processo, posto in essere dal consiglio di amministrazione, dal management e da altri operatori della struttura aziendale. Viene utilizzato e progettato per individuare eventi potenziali che possono influire sull’attività aziendale, per gestire il rischio entro i limiti del rischio accettabile e per fornire una ragionevole sicurezza sul conseguimento degli obiettivi aziendali“.







