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"Arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare” (José Saramago)

Infortuni e tabella INAIL

abacus_elettorale.jpgNelle polizze infortuni è d’uso ottenere che la valutazione del grado di Invalidità Permanente venga effettuato con riferimento alle percentuali stabilite dalla Tabella INAIL del d.P.R. 1124/65 dato che quest’ultima è sensibilmente più favorevole all’assicurato di quella prevista dal D.Lgs. 38/2000 il quale ha modificato il citato d.P.R. 1124/65. Per superare il fatto di vedersi applicare le tabelle del citato D.Lgs. 38/2000, si può chiedere all’assicuratore che il grado di I.P. venga determinato con riferimento alle tabelle INAIL del d.P.R. 1124/65 in vigore fino al 24.07.2000 o al 31.12.1999. Problema risolto? Solo in parte poiché, la nuova tabella prevede quasi 400 voci rispetto alle 60 voci della precedente, ma soprattutto la nuova prevede anche valutazioni per i danni estetici, i danni psichici, i danni alla sfera sessuale ecc., non previsti dalla precedente. E allora, se questo è il quadro, quale soluzione adottare? Anche questo è Risk Management.

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104 commenti»

  domenico catalano wrote @

Premesso che la polizza infortuni deve prevedere anche le fattispecie per danni estetici, psichici etc (la polizza delle mia azienda ad esempio non prevede danni estetici e danno biologico)..ma se si spezzasse la polizza in 2 parti prevedendo un’appendice per i danni “di nuova generazione” con riferimento al D.lgs 38/2000?

  Mauro A. Del Pup wrote @

Innanzitutto ti ringrazio per il commento poiché lo scopo del blog è proprio questo.
Credo anch’io che la soluzione possa essere proprio quella che proponi: se la polizza infortuni in corso prevede l’applicazione della Tabella INAIL di cui al d.P.R. 1124/65 in vigore prima del 24.07.2000, si potrebbe (e aggiungo, si dovrebbe) chiedere ed ottenere l’estensione al D.Lgs. 38/2000 limitatamente però ai danni estetici, psichici, alla sfera sessuale, ecc. ed in generale a quelle voci di danno che non siano già comprese nella precedente tabella.
Tuttavia, se qualcun altro ha voglia di aggiungere un suo parere è il benvenuto.

  emanuela wrote @

Sono un avvocato, un mio cliente ha subito un infortunio. Nella sua polizza assicurativa in caso di invalidità permanente si fa riferimento alle tabelle INAIL. Le tabelle INAIL partono però dal 6%!!! e se il grado di invalidità accertata è pari al 4-5%? Faccio riferimento alle tabelle che valgono per l’RCA? oppure l’assicurazione mi può dire che c’è una “franchigia” del 6%?

  Mauro A. Del Pup wrote @

La ringrazio per il suo commento che mi da modo di dire alcune cose in merito. Solitamente le polizze infortuni nelle quali siano richiamate le “tabelle INAIL” per la determinazione del grado di I.P. non applicano la franchigia a cui lei fa riferimento, ma questo si può desumere solo dopo un’attenta lettura sia delle condizioni generali (solitamente a stampa) che di quelle particolari (c.d. dattiloscritte) di polizza. Fatto questo, bisogna stabilire se, per i gradi di Invalidità permanente, sia operante una franchigia fissa oppure relativa non legata alle tabelle INAIL, ma prevista dall’assicuratore. Nel primo caso, se l’esito della I.P. è pari al 10%, si sottrae da questo la franchigia fissa (ad es. del 3%) e si applica il risultato (in questo caso il 7%) al capitale assicurato. Nel secondo caso, la franchigia, ad es. sempre del 3%, scompare quando la I.P. accertata è pari o superiore, ad es. al 15%, per cui un grado accertato di I.P. del 15% verrà liquidato integralmente. Quest’ultima è una forma più raffinata che ha il duplice scopo da una parte di contenere il premio (le piccole invalidità non sono indennizzate), e dall’altra di garantire un’adeguata copertura per le I.P. importanti. Infine bisogna controllare che non vi siano franchigie modulate sul capitale assicurato. Faccio un esempio. Una somma assicurata di 500 mila euro potrebbe prevedere una zona senza franchigia fino a 250 mila euro, mentre sull’eccedenza si applica una franchigia del 5%. Spero che l’esposizione sia chiara e la prego di farmi sapere. Grazie. Mauro A. Del Pup

  emanuela wrote @

Grazie della sua spiegazione è stata molto esauriente. Ho infatti contattatto la compagnia assicuratrice e mi ha confermato, come lei mi aveva già detto, e come è anche riportato nelle condizioni di polizza, che non è prevista alcuna franchigia sulle lesioni micropermanenti.

  manuela flammia wrote @

mio marito cacciani maurizio ha perso entrambe le gambe sotto il ginocchio infortunio sul lavoro ferrovie dello stato l’invalidità riconosciuta inail 55%. mi Sembra abbastanza vergognoso e non capisco quale tabella inail è stata applicata. Attendo cortesemente informazioni. grazie

  Risk Management wrote @

Innanzitutto mi spiace per quanto accaduto a suo marito. Quello che posso dirle relativamente alle tabelle INAIL, è che dal luglio del 2000 (decreto 38/2000) sono state varate le nuove tabelle INAIL che prevedono un valore dei punti di invalidità inferiori rispetto alle tabelle precedenti, ma che prevedono anche il riconoscimento di tutta una serie di voci prima escluse. Se l’infortunio di suo marito e accaduto dopo il mese di luglio 2000, è probabile che le tabelle INAIL applicate siano quelle attualmente in vigore. Tuttavia, se per l’infortunio sia stata accertata la responabilità del datore di lavoro, allora si può chiedere il risarcimento per il differenziale del danno biologico (la parte non idennizzata dall’INAIL che rimane di competenza del danneggiato), il danno da lucro cessante, il danno morale e il danno esistenziale. Vi siete già confrontati con un legale?

  Giulio wrote @

Salve,
nel 2006 ho subito un infortunio sul lavoro, loscorso mese dopo unavisita medico colleggiale mi è stato attribuito il 4% di invalidità.
Ilmedico che mi ha visitato (patronato9ha detto che ho diritto ad un piccolo indennizzo, mentre l?inail locale dice di nonin quanto la soglia minima è del 6%.Sul portale Inal ho trovato una nuobva tabella deliberata con N°87 del 28 febbraio 2006..
Le volevo chiedere se questa tabella è valida a tutti gli effetti.Ho contatato il call center Inal,dopo 20 minuti di ricerca non riuscivano a trovare il testo della delibera in quanto non possono accedere a quella pagina:

http://normativo.inail.it/bdninternet/2006/di872006cda.htm

Da questa vicenda adesso sono propenso a fare una polizza privata integrativa.

  Risk Management wrote @

Giulio, innanzitutto posso dirle che, se nell’evento che ha causato il suo infortunio sul lavoro è ravvisabile una qualche responsabilità del datore di lavoro, lei dovrebbe chiedere autonomamente il risarcimento dei danni a quest’ultimo, in quanto il D.Lgs. 38/2000 ha stabilito che l’INAIL non indennizza le invalidità fino al 5%. Per quanto riguarda la polizza infortuni “privata”, ritengo che la stessa debba essere sottoscritta per garantirsi un indennizzo in caso di grave invalidità tant’è, che sempre più spesso, è utile inserire in polizza una franchigia relativa del 3% per le piccole invalidità che però, poi, tende a scomparire per le invalidità pari o superiori al 15% . Un saluto e mi faccia sapere cos’ha deciso di fare.

  Giampiero wrote @

a fronte di una valutazione di i.p., fatta da un medico legale, del 20% in riferimento alla tabella inail 1124/65, la compagnia ha riconosciuto un i.p. del 18% (e va bene), pari a 9 punti ANIA! Ma è corretto un rapporto 1-2?

  Risk Management wrote @

@Giampiero: per fare un raffronto, dovrei sapere per quale tipo di danno fisico è stata riconosciuta l’invalidità, comunque posso confermare che, tra una tabella e l’altra, ci sono tali differenze (anche se il rapporto non è lo stesso per tutte le voci di danno).
Una curiosità: ma la valutazione della i.p. è stata fatta utilizzando le tabelle INAIL (di cui al d.P.R. 1124/65) in vigore fino al 24.07.2000 o alle tabelle in vigore dopo il 24.07.2000?

  martina wrote @

Buongiorno circa sette mesi fa ho avuto un brutto infortunio;mi sono state amputate all’ altezza della falange media il dito medio ed il dito anulare della mano destra;dopo un lunghissimo intervento chirurgico(circa otto ore) mi e’ stato reimpiantato (per fortuna ) il dito medio;vorrei sapere quanti punti di invalidita’ sono riconosciuti per l’ amputazione di mezzo dito (anulare)e soprattutto per il reimpianto,dato che non sono riuscita a capirlo da nessuna tabella,se nel mio caso (infortunio regolare)oltre al danno biologico ,l’ inail mi riconosce anche il danno estetico o psicologico dato che ho 31 anni.grazie molte per la gentile risposta

  loredana wrote @

si possono sommare i punti che ti danno l’inail per ottenere qualcosa ho 7 % di un infortunio nel lavoro piu’ 3 % punti sempre per infortunio nel lavoro grazie

  loredana wrote @

nel 1999 ho avuto un infortunio nel lavoro e mi hanno dato il 7% due anni fa ho avuto una distorsione al ginocchio e mi ha dato l’inail 3 % adesso ai legamenti ma l’accertamenti sono ancora in corso perche’ nel ginocchio di due anni fa ‘ si e’ rotto il menisco in quanto camminando con le stampelle (a causa dell’altro ginocchio con i legamenti lesionati) adesso la scuola non mi retribuisce in quanto mi ha detto che finche’ non ho la causa di servizio la malattia di un mese che ho diritto in quanto sono a contratto annuale e’ andata a sommarsi con quella dell’infortuni e quindi sono a 58 giorni al terzo mese non ho lo stipendio . le volevo dire mi puo’ dare qualche consiglio su come comportarsi per non perdere soldi e poi se mi devo operare al menisco dell’incidente di due anni fa’ come mi comporto? posso sommare i punti del 99 e quelli del menisco di 2 anni fa . grazie

  bruno wrote @

Buongiorno, ho 50 anni e due anni fa ho avuto un infortunio sul lavoro dovuto ad un incidente stradale. Dopo un anno di infortuni e due interventi chirurgici con asportazione della milza e 3 costole , l’inail mi ha dato il 18% di invalidità. . Ho ripreso il lavoro, nonostante non sia più a me indicato , faccio il meccanico di moto e sono costretto a spostare spesso pesi ,e rischio un 3° intervento per fuoriuscita di ernia .La mia vita non è più quella di prima. L’ avvocato che mi segue mi ha detto che la % stabilita daLL’INAIL sarà considerata valida anche dall’assicurazione della controparte , che tra l’altro è estera. Questo non mi dà molta soddisfazione perchè le conseguenze dell’infortunio sono permanenti e sono sempre a rischio di dover subire altri interventi chirurgici. Non sono molto contento di questo avvocato anche perchè dopo due anni è ancora tutto fermo, c’è stata solo una visita da parte del medico legale della controparte e qualche lettera. A volte penso che forse mi conviene cambiare avvocato oppure ha ragione lui ad aspettare notizie dalla controparte? Sulla % stabilita dall’INAIL è possibile ricorrere o non si ottiene nulla? Il medico dell’INAIL mi aveva detto che nella loro % non è considerato il danno biologico , ma la loro % influisce sul calcolo del danno biologico? Grazie

  Mauro A. Del Pup wrote @

@Martina: innanzitutto mi spiace per l’infortunio sul lavoro che ha subito. Chiarisco subito che non sono un esperto di valutazioni medico-legali e quindi mi risulta difficile, se non impossibile, dirle quanti punti di invalidità le possono essere riconosciuti. Quello che posso dirle, invece, è che l’INAIL riconosce il danno biologico a partire dal 6% del grado di Invalidità Permanente e non riconosce altre voci di danno quali, ad esempio, quello morale, esistenziale, il danno emergente, il lucro cessante, tutte voci che, assieme al danno biologico fino al 5% non riconosciuto dall’INAIL, possono essere legittimamente chieste da lei al suo datore di lavoro, magari con l’ausilio di un “bravo“ avvocato. Per la valutazione del grado di Invalidità Permanente, la consiglio di rivolgersi ad un “bravo“ medico legale. Tale valutazione, poi, sarà utilizzata anche dal legale nel caso lei voglia procedere con la richiesta dei danni al suo datore di lavoro. Mi farà sapere cosa avrà deciso? Un saluto.

  Mauro A. Del Pup wrote @

@Loredana: innanzitutto ogni infortunio è una storia a sè. Non sono un esperto di valutazioni medico-legali (per le quali la rimando alla valutazione, appunto, di un bravo medico legale), ma posso dirle che non è possibile sommare le valutazioni di due infortuni accaduti in periodi diversi. Se, tuttavia, si tratta di infortunio (quindi INAIL), non mi è chiaro perché mi parla di malattia (quindi INPS), a meno che il problema al ginocchio non sia stato riconosciuto (anche se mi pare lei sia in attesa del riconoscimento della causa di servizio) come infortunio quanto a malattia. Se, invece, per l’infortunio è riconducibile una qualche responsabilità del datore di lavoro, allora lei potrebbe chiedere legittimamente alcune voci di danno non riconosciute dall’INAIL come quello morale, esistenziale, il danno emergente, il lucro cessante e il danno biologico fino al 5% dato che l’INAIL, dal luglio del 2000 dopo l’entrata in vigore del d.lgs. n.38, non riconosce più il danno biologico fino al 5%. Mi faccia sapere. Un saluto.

  Mauro A. Del Pup wrote @

@Bruno: innanzitutto vorrei chiederle se, al di là della I.P. riconosciuta dall’INAIL in una percentuale del 18%, non abbia chiesto alla controparte responsabile (mi pare di capire) dell’incidente stradale, per mano del suo legale, anche alcune voci di danno non riconosciute dall’INAIL come quello morale, esistenziale, il danno emergente, il lucro cessante e il danno biologico fino al 5% dato che l’INAIL, dal luglio del 2000 dopo l’entrata in vigore del d.lgs. n.38, non riconosce più il danno biologico fino al 5%. Inoltre, mi sento di consigliarla di sottoporsi a visita da un medico legale di sua fiducia per stabilire gli esiti del grado di I.P. Mi pare invece un’anomalia che, dopo due anni, non abbia ricevuto alcun risarcimento dalla controparte estera e il suo legale dovrebbe darle elementi certi di questa situazione. Eventualmente l’avvocato si può e si deve cambiare nel caso si ritenga non sia adatto all’incarico ricevuto.
Sulla % di IP stabilita dall’INAIL mi risulta che sia anche possibile ricorrere, ma si deve valutare bene. L’INAIL, tuttavia, tiene sì conto anche del danno biologico (vedere più sotto l’estratto del d.lgs. 38/2000), ma non del “danno differenziale“ e di quelle voci di danno cui ho accennato più sopra per le quali è il danneggiato che deve effettuare apposita richiesta al responsabile del danno, sempre con l’ausilio di un “bravo“ legale e magari dopo aver consultato un proprio medico legale per la valutazione del danno.
Ad ogni buon conto, riporto l’Art. 13 (Danno biologico) del DECRETO LEGISLATIVO 23 FEBBRAIO 2000, N. 38 e spero di aver risposto ai suoi quesiti. Mi fa sapere? Un saluto.

Art. 13 (Danno biologico)
1. In attesa della definizione di carattere generale di danno biologico e dei criteri per la determinazione del relativo risarcimento, il presente articolo definisce, in via sperimentale, ai fini della tutela dell’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali il danno biologico come la lesione all’integrità psicofisica, suscettibile di valutazione medico legale, della persona. Le prestazioni per il ristoro del danno biologico sono determinate in misura indipendente dalla capacità di produzione del reddito del danneggiato.

2. In caso di danno biologico, i danni conseguenti ad infortuni sul lavoro e a malattie professionali verificatisi o denunciati a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto ministeriale di cui al comma 3, l’INAIL nell’ambito del sistema d‘indennizzo e sostegno sociale, in luogo della prestazione di cui all’articolo 66, punto 2), del testo unico, eroga l’indennizzo previsto e regolato dalle seguenti disposizioni:

a. le menomazioni conseguenti alle lesioni dell’integrità psicofisica di cui al comma 1 sono valutate in base a specifica “tabella delle menomazioni’’, comprensiva degli aspetti dinamico-relazionali. L’indennizzo delle menomazioni di grado pari o superiore al 6 per cento ed inferiore al 16 per cento è erogato in capitale, dal 16 per cento è erogato in rendita, nella misura indicata nell’apposita ‘’tabella indennizzo danno biologico’’. Per l’applicazione di tale tabella si fa riferimento all’età dell’assicurato al momento della guarigione clinica. Non si applica il disposto dell’articolo 91 del testo unico;

b. le menomazioni di grado pari o superiore al 16 per cento danno diritto all’erogazione di un’ulteriore quota di rendita per l’indennizzo delle conseguenze delle stesse, commisurata al grado della menomazione, alla retribuzione dell’assicurato e al coefficiente di cui alla apposita ‘’tabella dei coefficienti’’, che costituiscono indici di determinazione della percentuale di retribuzione da prendere in riferimento per l’indennizzo delle conseguenze patrimoniali, in relazione alla categoria di attività lavorativa di appartenenza dell’assicurato e alla ricollocabilità dello stesso. La retribuzione, determinata con le modalità e i criteri previsti dal testo unico, viene moltiplicata per il coefficiente di cui alla ‘’tabella dei coefficienti’’. La corrispondente quota di rendita, rapportata al grado di menomazione, è liquidata con le modalità e i criteri di cui all’articolo 74 del Testo Unico.

  martina wrote @

la ringraazio moltissimo

  Marco wrote @

Complimenti per il sito, pensando di fare cosa gradita segnalo un blog molto semplice e veloce su http://www.alessandrocesaro.it

  Francesco Gullo wrote @

Buongiorno

sono francesco, ho avuto un incidente nel 1999, ho perso il dito mignolo della mano destra, ho anche avuto danneggiamenti all altro dito, l`Inail mi ha dato una pensioncina, allora ero artigiano, pio 2 or 3 anni fa hanno fatto il pagamento completo tutto in una volta, circa 13000 euro, senza consultarmi, adesso ho crampi alla mano, certe volte quando prendo qualcosa , le dita con la mano si bloccano, di conseguenza ho paura per il lavoro per il futuro, posso fare ricorso all`Inail? or posso fare domanda per invalidita.
Le faccio presente che io vivo in Inghilterra, ma penso di ritornare in Italia.
Mi suggerisca.

Disinti Saluti
Francesco Gullo

  walter wrote @

buon giorno, ho subito un infortunio al braccio , mi hanno messo placche e viti, a detta degli ortopedici mi sara’ data un invalidita’ del 12-13%,, io ho una polizza infortuni per un invalidita’ permanente di 250,000 euro,mi chiedevo se confermati i punti di invalidita’ mi vengono pagati 2,500 euro a punto come da polizza,, oppure c’e’ una tabella standart che seguono !! grazie walter

  Giorgio wrote @

Sono un operatore sanitario, sono in pensione da 1 anno circa. Nel 1997 sono stato visitato alla CMO che mi ha riconosciuto la dipendenza da causa di servizio, dandomi l’ottava categoria per epatite cronica HCV positiva, ho fatto domanda ed ottenuto il così detto equo indennizzo di circa 1000 euro una tantum (non proprio equo e da restituire se dovessi percepire altre somme per la stessa malattia contratta per causa di servizio). Il 18/12/1998 è stato redatto dal Pronto Soccorso il Primo certificato medico di malattia professionale all’INAIL. Il 10/11/99 sono stato visitato all’INAIL di Padova ( a quel tempo lavoravo e stavo relativamente bene) con questa risposta:
Non è stata riscontrata inabilità al lavoro di carattere permanente. Tutto quanto eventualmente dovuto a titolo di indennità e/o spese le è stato già corrisposto a titolo di acconto (io non ho ricevuto mai niente dall’INAIL e non so cosa significhi questa frase). Contro il provvedimento può essere avanzata opposizione……..presso tutte le sedi dell’INAIL il personale è a disposizione per chiarimenti….(non vedo scritto nessuna percentuale di invalidità)
• Ora la situazione si è aggravata con marcata astenia, difficoltà a digerire, marcato meteorismo ho fatto diverse visite e controlli i dati di laboratorio sono questi:
• Linfocitosi
• Piastinemia
• Tempo di tromboplastina parziale alterato
• Ipofosforemia
• Ecostruttura del fegato finemente un pò disomogenea, persistono alcune piccole formazioni anecogene di aspetto cistico di 15 cm, colecisti alitiasica.
• Transaminasi a volte lievemente alterate,
• HCV.RNA qualitativo positivo,
• HCV.RNA quantitativo maggiore di 850.000 copie per ml
• genotipo 2a,2c
• Riba positivo bande C22,C33, NS5
• Perdita di peso
Per questi motivi ho intenzione di fare la domanda di aggravamento direttamente all’ INAIL o tramite patronato per avere una rendita o qualche riconoscimento economico.
Lei pensa che ci siano i presupposti per ottenere un giusta rendita. Grazie per la risposta.

  Rami buti wrote @

Ciao, lavoro in un albergo con contratto determinato stagionale, ma il 20 giugno 2008 tornando dal lavoro verso casa anche in un clima di pioggia su una strada deformata sono caduto causandomi una frattura scomposta in una mano , l’infortunio mi è stato riconosciuto dall’inail, ho ricevuto lo stipendio di giugno regolarmente dal datore di lavoro e sono rientrato il 19 agosto, il problema è che il datore di lavoro non mi ha pagato lo stipendio di luglio e non mi liquidera neanche quello di agosto il quale terminato comporta anche la chiusura del contratto in quanto stagionale, perche ritiene che devo essere liquidato dall’inail, molte persone mi hanno detto che il datore di lavoro deve comunque pagarti regolarmente e sara in seguito rimborsato dall’inail, e vero? se non è vero quanto dopo la chiusura della pratica di infortunio l’inail mi liquidera gli stipendi dei 2 mesi? è vero che se mi liquida l’inail non ricevero il mio completo stipendio ma solo una percentuale? riavro la somma completa per tutti e due i mesi? Terminando, una dottoressa dell’inail mi ha detto che sarei dovuto tornare per i postumi visto che la frattura non è andata a posto completamente e c’è uno spostamento tra le ossa che puo essere un danno permanente, c’è la possibilità che io sia liquidato per questo danno? se si quali sono i parametri…. Sperando che riesca a togliermi questi fastidiosi dubbi la ringrazio in anticipo

  Mauro A. Del Pup wrote @

@Walter: innanzitutto per confermare il grado di invalidità lei dovrebbe sottoporsi a visita medico-legale sia del medico della sua compagnia di assicurazioni che di un suo medico legale di fiducia. Una volta che si è stabilito la percentuale di invalidità, bisogna verificare come funziona la polizza. Ad esempio, se il grado di IP (invalidità permanente) accertato è pari al 10%, il capitale assicurato è di 250 mila euro e non vi sono franchigie, l’indennizzo sarà di 25.000 euro (cioè il 10% applicato al capitale assicurato). Se, invece, vi sono delle franchigie, che possono essere espresse in percentuale oppure in euro, allora l’indennizzo andrà depurato di tali franchigie. Infine, l’unica tabella a cui fare riferimento è quella di polizza, oppure quella INAIL se il suo assicuratore, al momento della stipula della polizza, ha previsto che il grado di IP verrà determinato utilizzando la tabella INAIL più vantaggiosa di quelle utilizzate dagli assicuratori. La saluto e mi faccia sapere.

  Mauro A. Del Pup wrote @

@Giorgio: ho letto attentamente quanto mi scrive, ma purtroppo io sono solo un risk manager e se lei fosse un dipendente delle aziende per cui lavoro, poso dirle che la farei assistere da un medico legale di fiducia (ha parlato di questo con il suo medico e chiesto un consiglio?), e, se del caso, da un legale esperto in questo campo. Da quanto mi scrive credo ci possano essere tutti i presupposti di una malattia professionale, ma come le dicevo non sono un medico e, per quanto può valere, confermo il consiglio che le ho dato. Buona fortuna e la ringrazio se mi farà sapere.

  iulcaproietti wrote @

Sono un avvocato, un mio assistito ha avuto un infortunio sul lavoro “in itinere”, ho fatto la richiesta all’assicurazione del responsabile del sinistro stradale, ora il liquidatore ha nominato il medico legale e noi ci siamo rivolti ad un nostro medico legale.
non ho ben capito se dovevo fare la richiesta all’inail oppure è sufficiente la lettera all’assicurazione.altra domanda: se l’invalidità è superiore al 6% che paga l’assicurazione o l’inail? con che devo relazionarmi?
grazie sin da ora.
cordiali saluti Iulca

  Mauro A. Del Pup wrote @

@Proietti: c’è da dire che dal luglio 2000 a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. 38/2000, gli infortuni in itinere sono interamente a carico dell’INAIL il quale, oltre alla retribuzione spettante all’infortunato per il periodo dell’infortunio, liquiderà l’eventuale rendita o capitale sulla base del grado di invalidità permanente accertata a partire dal 6%, mentre nulla è dovuto per gradi di invalidità fino al 5%.
Prima cosa da fare: capire se l’INAIL ha quantificato che vi sono postumi invalidanti a carico dell’infortunato e come li ha quantificati.
Dato che avete chiesto i danni al terzo responsabile, sarebbe bene sottoporre l’infortunato a visita medico legale per stabilire se residua una Invalidità Permanente.
Comunque sia, come dicevo prima, l’INAIL non solo non riconosce il danno biologico fino al 5%, ma nemmeno tutta una serie di voci come il danno morale, quello esistenziale, il danno emergente, il lucro cessante (detto anche “danno differenziale“). Per il risarcimento di tutte queste voci (ed altre che sarà sua cura determinare sulla base di quanto previsto dalla legislazione in materia di risarcimento dei danni), il danneggiato deve rivolgersi direttamente al responsabile dell’evento e non all’INAIL al quale, invece, non è necessario rivolgersi (magari bisogna sollecitarlo) in quanto provvede direttamente alla quantificazione e liquidazione del solo danno biologico a partire dal 6%.
Mi pare di aver risposto alla sua domanda. Comunque la prego di farmi sapere. Un saluto.

  Matteo wrote @

il 25 luglio 2007 mi son bloccato con la schiena dove lavoro, in fonderia, mentre stavo sollevando delle ruote di scarto da rifondere, una però era, a mia insaputa, incastrata con un’altra ruota (peso tot. circa 40Kg) e nello sforzo appunto son rimasto bloccato…son subito andato al pronto soccorso dove han notato un problema a livello lombare ed ho aperto una pratica INAIL il giorno stesso. Ho preso appuntamento per una risonanza magnetica che doveva avvenire dopo un paio di mesi circa. Dopo 3 settimane però son dovuto andar all’estero per motivi familiari ed ho dovuto chiudere la pratica in quanto l’INAIL mi disse che andando all’estero non copriva. Son tornato ed in attesa della risonanza ho ripreso il lavoro. Una volta fatta la risonanza ed aver parlato con fisiatra ed ortopedico, si è notato che avevo un disco all’altezza L3 L4 praticamente andato e si è deciso per un intervento chirurgico, quindi ho riaperto la pratica come ricaduta, aspettando poi di far l’intervento eseguito poi a fine Aprile 2008 dove mi hanno tolto il disco malato e sostituito con un dispositivo DIAM. Da agosto poi sto facendo riabilitazione c/o un centro di riabilitazione a Ferrara e nel frattempo è arrivata una carta dell’ INAIL dove dice che non riconoscono l’infortunio in quanto manchi Causa Violenta…mi son già mosso con patronato per far ricorso ed a breve avrò un appuntamento col medico legale per veder se continuar a “lottare” o meno, il problema più grosso è che nel frattempo la ditta dice che ha dovuto anticipare circa 16.000 euro di infortunio che però l’INAIL non vuole saldare ed ha girato tutto all’INPS, così la ditta ha fatto 2 conti ed ha visto che tra quello che doveva avere indietro dall’INAIL e quello che invece prenderà dall’INPS ci sono circa 5.000 euro di differenza che praticamente avanza da me e son già 2 mesi che ho stipendio pari a 0 in quanto continuo a mandar su certificati non essendo ancora abile…son stato lungo e spero abbastanza chiaro, che dovrò aspettarmi? Il medico mi ha detto di star tranquillo in quanto lo sforzo è avvenuto sollevanto circa 40Kg e quindi superiore ai 25Kg dove risulterebbe appunto la mancata causa violenta.

grazie per l’attenzione, cordiali saluti, Matteo

  Mauro A. Del Pup wrote @

@Matteo: arrivo con un pò di ritardo in quanto ho voluto sottoporre la sua domanda a persone che si occupano più da vicino di queste tematiche e la risposta che ne ho ricevuto è la seguente: “nella prassi è abbastanza usale l’introduzione del concetto di mancanza di causa violenta o di infortunio elettivo!!! Si suggerisce di sentire un patronato e l’Anmil (Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi sul Lavoro).“ Mi farebbe sapere l’esito della vicenda? Un saluto.

  Matteo wrote @

proprio martedi ho parlato col medico legale del patronato…il succo del discorso è:

ha fatto 2 colleggiali in diverse date, per i primi 15 giorni (data infortunio, partenza per l’estero) ha vinto la causa, quindi quel periodo è stato riconosciuto come infortunio;
il restante, cioè una volta fatta la riapertura in attesa di intervento, mi ha detto che non ricade nell’ etica (ricordo questo termine) dell’ INAIL, quindi non viene riconosciuto ma passatto di fatto all’ INPS, a meno che non dimostri che nel mese precedente al fatto non avessi nulla alla schiena, praticamente dovevo intuire che a breve avrei dovuto subire un infortunio e quindi aver una RMN in regola per cautelarmi…non ho parole!!! Lo stesso medico legale però mi ha detto di provare un’ altra soluzione, quello di farlo valere come Malattia Professionale, mi ha dato il modulo da far complilare al medico di base, però ieri quando son andato per la complilazione appunto, la mia Dott.sa mi ha detto che al momento non sa come agire, in quanto dovrebbe mettere la data di 1 anno fa circa sul documento…oggi telefona appunto all’ INAIL per saper come muoversi.

Domani poi ho appuntamento ancora col patronato, ti aggiornerò, sperando che a breve si risolva il tutto ed a mio favore…grazie intanto per la risposta, un saluto

  Mauro A. Del Pup wrote @

@Matteo: grazie per avermi tenuto informato. In effetti anch’io propendo per il riconoscimento di malattia professionale e forse è l’unica strada percorribile, non potendo provare la “causa violenta ed esterna“. Ancora auguri e tienimi informato sull’esito.

  Massimiliano wrote @

Mia moglie, tornando a casa dal lavoro e dopo aver parcheggiato l’auto, è caduta accidentalmente a terra riportando la frattura scomposta del capitello radiale del gomito sx.
Operata con urgenza, è stata successivamente dimessa dall’ospedale e nella giornata di oggi si è recata nella sede INAL di competenza al fine di poter richiedere “l’infortunio sul lavoro in itinere”.
Ma l’impiegata INAL non ha accolto tale richiesta affermando che, essendo l’abitazione a pochi chilometri rispetto al posto di lavoro, mia moglie avrebbe dovuto utilizzare un mezzo pubblico e non l’auto privata.
Ritenendo assurda tale affermazione in quanto l’accaduto non è derivato dal tipo di veicolo utilizzato ma per una mera caduta mentre si percorreva la strada che porta a casa, chiedo un vostro cortese parere in merito.
Grazie e cari saluti.

  Matteo wrote @

sono andato ieri al patronato con il modulo di richiesta di malattiia professionale compilato dalla mia dott.sa di famiglia…ora faranno tutto loro e mi han già riferito che verrò chiamato dall’ INAIL per visita. Appena avrò novità vedrò di aggiornare nel miglior modo possibile e comprensibile…grazie ancora per l’interesse, saluti :)

  Mauro A. Del Pup wrote @

@Massimiliano: prima del D.Lgs. 38/2000 gli infortuni in itinere alle volte venivano compresi dall’INAIL ed a volte no. Con l’emanazione del citato D.Lgs. 38/2000 è stato previsto l’Art. 12 (Infortunio in itinere), che recita:
1. All’articolo 2 e all’articolo 210 del testo unico INAIL dPR 1124/65, è aggiunto, in fine, il seguente comma:
“Salvo il caso di interruzione o deviazione del tutto indipendenti dal lavoro o, comunque, non necessitate, l’assicurazione comprende gli infortuni occorsi alle persone assicurate durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di abitazione a quello di lavoro, durante il normale percorso che collega due luoghi di lavoro se il lavoratore ha più rapporti di lavoro e, qualora non sia presente un servizio di mensa aziendale, durante il normale percorso di andata e ritorno dal luogo di lavoro a quello di consumazione abituale dei pasti. L’interruzione e la deviazione si intendono necessitate quando sono dovute a cause di forza maggiore, ad esigenze essenziali ed improrogabili o all’adempimento di obblighi penalmente rilevanti. L’assicurazione opera anche nel caso di utilizzo del mezzo di trasporto privato, purché necessitato. Restano, in questo caso, esclusi gli infortuni direttamente cagionati dall’abuso di alcolici e di psicofarmaci o dall’uso non terapeutico di stupefacenti ed allucinogeni; l’assicurazione, inoltre, non opera nei confronti del conducente sprovvisto della prescritta abilitazione di guida”.
Bisognerebbe capire se la risposta dell’impiegata è corretta rispetto al mezzo da usa per recarsi al lavoro (che sia cioè “necessitato“ come dice la norma), ma rammento che rivolgersi all’INAIL è come rivolgersi ad una compagnia di assicurazioni privata: bisogna anche sottoporre la denuncia nella maniera giusta perché questa sia accolta. In questo caso, la consiglierei di rivolgersi anche ad un patronato proprio per valutare se ci sono gli estremi di infortunio in itinere. Un saluto.

  Massimiliano wrote @

Infinite grazie per la risposta di cui ne accolgo il consiglio.
Cordiali saluti e buon lavoro.

  anna wrote @

salve. Sono un avvocato, e un mio assistito ha stipulato con la stessa compagnia di assicurazioni due polizze infortuni:una individuale e una per la sua famiglia.
vorrei sapere se in seguito ad un infortunio ,causato da una caduta accidentale, ha diritto ad ottenere il risarcimento del danno biologico ,pari al 7% ,e del danno morale da entrambe le polizze visto che paga due premi e le polizze hanno numeri diversi. grazie, anticipatamente.

  Mauro A. Del Pup wrote @

Gentile Anna, il danno biologico non ha alcuna attinenza con la liquidazione dei postumi di Invalidità permanente (I.P.) nella polizza infortuni.
Al danno biologico si fa riferimento nei danni da circolazione oppure nel caso di infortuni sul lavoro, mentre in presenza di una polizza infortuni personale, il grado di I.P. (in questo caso il 7% ?) determinato dopo visita medico-legale sia da parte dell’infortunato che della compagnia di assicurazioni, viene applicato al capitale assicurato nella polizza. Bisogna poi verificare la presenza di eventuali franchigie le quali andranno detratte dall’indennizzo. Anche il danno morale non trova ristoro nell’ambito delle polizze infortuni personali in quanto lo spesso viene indennizzato a fronte della responsabilità di terzi nell’infortunio (cosa che in questo caso non è dato che l’infortunio è stato causato da caduta accidentale).
Una cosa, invece, nel caso della presenza di due polizze infortuni: l’assicuratore potrebbe pagare il danno applicando, secondo quanto previsto dalla più recente giurisprudenza, il “principio indennitario“. Mi faccia sapere.

  Anna wrote @

Gentilissimo esperto,
sono una operatrice sanitaria affetta da epatite cronica attiva HCV correlata. La CMO mi ha riconosciuto la causa di servizio ascrivibile all’8^ categoria ancora nel 1998. A quel tempo lavoravo e stavo relativamente bene.
Nel 1998 ho fatto domanda di infortunio all’INAIL, ma non mi ha riconosciuto nessuna rendita appunto perché lavoravo.
Poi nel 2003 in base alla sentenza 476/02 della Corte Costituzionale ho fatto domanda ed ottenuto l’indennizzo (non il danno biologico) per questa patologia secondo la legge 210/92 .
Poi le mie condizioni sono peggiorate per cui ho fatto domanda di pensione ordinaria nel 2007.
Nel 2008 ho fatto domanda di aggravamento tramite Patronato all’INAIL per avere una rendita per il danno biologico(si fa entro entro il termine di 10 anni dall’evento 1998).
Il mio quesito è se l’eventuale rendita INAIL per l’evento accaduto ante 2000 legato all’aggravamento attuale è compatibile con l’indennizzo secondo la legge 210/92.
Grazie per la risposta.
ANNA

  anna wrote @

Grazie x avermi chiarito le idee sul danno biologico e morale. In merito al principio indennitario ho dubbi se far rientrare il mio caso nella fattispecie prevista all’art. 1910cc in quanto il mio assistito ha stipulato le due polizze presso la stessa ass.ne e una delle due, denominata “MIA FAMIGLIA” prevede come beneficiari non solo il contraente ma anche le persone risultanti dallo Stato di Famiglia.Ho letto la recente sentenza delle S.U. della Cass. n.5119/02 ma ho dubbi in merito al fatto che l’ass.ne possa applicare il principio indennitario nel caso del mio assistito visto che la polizza “MIA FAMIGLIA” stipulata ha come beneficiari anche i suoi familiari. Il subagente dell’Ass.ne ha riferito al mio cliente che verrà pagato considerando le due polizze, il liquidatore, al contrario, non la pensa così. Grazie per la risposta, spero di essere stata chiara e complimenti per il sito.
ANNA

  alessandro wrote @

operatore sanitario con episodi di epatite nel 1972(causa di servizio riconosciuta con aggravamento 1978), 1992 altro episodio di epatite hcv, nel 2002 diagnosi Cirrosi Epatica, 01.01.2005 in pensione volontaria.
Agosto 2007 inoltro domanda per malattia professionale con diniego perchè trascorsi i termini artt.111/112 D.P.R. 1965, ricorso tramite Patronato con risposta uguale alla precedente.
Il legale del Patronato con forti dubbi vuol procedere nel ricorso in quanto la domanda è stata presentata nei tre anni dalla pensione e solo nel 2007 è stata accertata dalla CML del Ministero della Salute (legge 210/92) il nesso tra malattia e lavoro.
Cosa mi consigliate?
In caso di ulteriore diniego devo pagare anche le spese legali.
Grazie

  mauro wrote @

Salve.Ho avuto un infortunio in “itinere” ho subito la frattura bimmalleolare piede sx .Inail mi ha riconosciuto un danno biologico del 6% , adesso l’assicurazine che mi deve risarcire (anche se farò lavisita medico legale e il medico stabilirà una percentuale di invalidità sicuramente superire inail),può valersi la percentuale inail, oppure ci sono tabelle diversex quanto riguarda le assicurazioni ? e quali sono? Grazie

  Mauro A. Del Pup wrote @

per Anna (operatrice sanitaria): innanzitutto mi dispiace per il ritardo con cui le rispondo e non ho scusanti se non solo quelle di aver cercato alcune fonti per risponderle.
Come ho detto in altri commenti non sono un “esperto“ in materia di INAIL (come gentilmente mi definisce).
Da quanto mi risulta, l’indennizzo di cui alla Legge n. 210 del 1992 rappresenta più un beneficio economico concesso per motivi di solidarietà sociale che non un vero e proprio risarcimento del danno. L’indennizzo, consiste in un assegno bimestrale vitalizio, una sorta di “pensione” di importo sensibilmente variabile a seconda della gravità dell’infermità riportata.
Venendo al suo quesito con il quale mi chiede “se l’eventuale rendita INAIL per l’evento accaduto ante 2000 legato all’aggravamento attuale sia compatibile con l’indennizzo secondo la legge 210/92“, posso solo dirle che, per quanto mi risulta, e per fare un esempio, una pensione di invalidità Inps non può essere erogata per la stessa malattia per la quale il lavoratore già percepisce una rendita Inail.
Tuttavia, per una attenta verifica e valutazione complessiva del suo caso, anche dal punto di vista medico-legale, la invito a rivolgersi ad uno studio legale, magari postando prima questa sua domanda anche nel seguente blog (che mi pare ben fatto ed aggiornato) nel quale risponde direttamente un legale tra l’altro proprio sul tema a lei caro per la sua salute. Ecco il link: http://legale.guidaconsumatore.com/leggi-in-pratica/danno-da-trasfusione-ora-si-puo-avere-il-risarcimento/
Magari mi faccia sapere se questa mia seppur breve risposta le è stata di qualche ausilio. Un saluto.

  Mauro A. Del Pup wrote @

@Mauro: se il risarcimento dev’essere erogato dall’assicurazione rc auto del responsabile dell’incidente per invalidità fino al 9%, allora si deve applicare il DECRETO LEGISLATIVO 7 settembre 2005 n. 209 – Codice delle assicurazioni private, il cui art. 139 prevede:
Danno biologico per lesioni di lieve entità.
1. Il risarcimento del danno biologico per lesioni di lieve entità, derivanti da sinistri
conseguenti alla circolazione dei veicoli a motore e dei natanti, è effettuato secondo i criteri e le misure seguenti:
a) a titolo di danno biologico permanente, è liquidato per i postumi da lesioni pari o inferiori al nove per cento un importo crescente in misura più che proporzionale in relazione ad ogni punto percentuale di invalidità; tale importo è calcolato in base all’applicazione a ciascun punto percentuale di invalidità del relativo coefficiente secondo la correlazione esposta nel comma 6.
L’importo così determinato si riduce con il crescere dell’età del soggetto in ragione dello zero virgola cinque per cento per ogni anno di età a partire dall’undicesimo anno di età. Il valore del primo punto è pari a € 688.28.;
b) a titolo di danno biologico temporaneo, è liquidato un importo di € 40.16 per ogni giorno di inabilità assoluta; in caso di inabilità temporanea inferiore al cento per cento, la liquidazione avviene in misura corrispondente alla percentuale di inabilità riconosciuta per ciascun giorno.

2. Agli effetti di cui al comma 1 per danno biologico si intende la lesione temporanea o
permanente all’integrità psico-fisica della persona suscettibile di accertamento medico-legale che esplica un’incidenza negativa sulle attività quotidiane e sugli aspetti dinamico-relazionali della vita del danneggiato, indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito.

3. L’ammontare del danno biologico liquidato ai sensi del comma 1 può essere aumentato
dal giudice in misura non superiore ad un quinto, con equo e motivato apprezzamento delle condizioni soggettive del danneggiato.

5. Gli importi indicati nel comma 1 sono aggiornati annualmente con decreto del Ministro delle attività produttive, in misura corrispondente alla variazione dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati accertata dall’ISTAT.

6. Ai fini del calcolo dell’importo di cui al comma 1, lettera a), per un punto percentuale di invalidità pari a 1 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,0, per un punto percentuale di invalidità pari a 2 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,1, per un punto percentuale di invalidità pari a 3 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,2, per un punto percentuale di invalidità pari a 4 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,3, per un punto percentuale di invalidità pari a 5 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,5, per un punto percentuale di invalidità pari a 6 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,7, per un punto percentuale di invalidità pari a 7 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 1,9, per un punto percentuale di invalidità pari a 8 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 2,1, per un punto percentuale di invalidità pari a 9 si applica un coefficiente moltiplicatore pari a 2,3.

Spero di essere stato chiaro e d’aiuto. Magari mi faccia sapere. Un saluto.

  Mauro A. Del Pup wrote @

per Alessandro (operatore sanitario): anche il suo caso è particolare e al di fuori delle mie dirette competenze per cui, come ho consigliato ad Anna (anche lei sua collega di settore), la dirotterei su questo blog
http://legale.guidaconsumatore.com/leggi-in-pratica/danno-da-trasfusione-ora-si-puo-avere-il-risarcimento/ nel quale potrebbe postare la sua domanda e dove credo potrà ricevere una più utile risposta.
Un augurio per la salute ed un cordiale saluto (magari mi faccia sapere).

  alessandro wrote @

grazie ho seguito il suo consiglio, e certamente la terrò informata.
Auguri a tutti e buone feste.

  Carla wrote @

Gentilissimo esperto,
ho subito, lo scorso 19 dicembre, un tentato scippo dal ritorno dal lavoro con conseguente frattura del trochite omerale e una sospetta lesione al tendine. Ho presentato denucia per infortunio in itinere all’Inail ora sono in attesa di una visita. Ho la spalla bloccata e solo tra una quindicina di giorni si saprà se il tendine resterà lesionato. In tale eventualità, viene riconosciuto un danno permanente? Grazie mille per la risposta.

  Mauro A. Del Pup wrote @

@Carla: innanzitutto mi spiace per l’accaduto e speriamo che la spalla possa essere rimessa in sesto senza che residui una grave invalidità. Tuttavia, nel caso residuasse appunto una invalidità accertata con visita medico-legale e verificato che l’infortunio rientri in quello “in itinere“ (ha la conferma?) dobbiamo distinguere il grado di invalidità in diversi scaglioni per vedere come si comporta l’INAIL dopo l’entrata in vigore del D.lgs. n.38, nel luglio del 2000:
- per invalidità tra l’1% e il 5%, l’INAIL non riconosce il danno biologico e, dunque, non scatta alcun indennizzo;
- dal 6% al 15%, l’indennizzo è corrisposto in forma di capitale (cioè liquidano l’infortunio con una somma, come fosse una polizza infortuni privata);
- dal 16% e oltre, l’indennizzo è erogato dall’INAIL sotto forma di rendita annua.

Per maggiori approfondimenti, veda anche più sopra il commento che ho scritto lo scorso 10 giugno 2008 per Bruno.
Un augurio per la salute e mi faccia sapere.

  elena wrote @

salve.
mio padre ha avuto un incidente sul lavoro con la conseguente perdita della prima e seconda flangia del indice, e ha tagliato il pollice in 2 per la lunghezza. il pollice è tutto storto ed oltre a non riuscire ad usarlo bene non sente niente quando tocca gli oggetti. ora io mi chiedo se oltre ai punti per l’indice avra anche qualche punto per il pollice? quanti piu o meno?

  Mauro A. Del Pup wrote @

@Elena: arrivo con qualche giorno di ritardo.
Non saprei risponderle in termini di “quanti“ e di “quale“ punteggio di invalidità potrà ottenere suo padre. Quello che è certo e che conosco con certezza è l’INAIL non risponde per i gradi di invalidità fino al 5%. Per questa parte il suo padre potrebbe valutare di chiedere il risarcimento al proprio datore di lavoro in termini di danno biologico e, se questo è responsabile del sinistro, anche per altre voci di anno come il danno morale. Il mio consiglio è che vi rivolgiate ad un bravo avvocato oppure anche al sindacato, oltre che sottoporre suo padre a visita medico-legale (anche qui cercate qualcuno di bravo e sensibile) per stabilire il grado di invalidità complessiva.
Mi faccia sapere e molti auguri per suo padre.

  salvatore wrote @

salve mi chiamo salvatore recentemente il tribunale mi a riconosciuto un danno biologico del 5%per cento.a causa di avere vinto una causa di mobbing.e pure il ctu.a confermato la mia patologia.e inoltre io ero invalido civile.sempre per il fenomeno da mobbing.del 35.per cento.ora io con il medico legale del patronato.abbiamo presentato tutti i documenti all’inail per il riconoscimento della malattia professionale.ma l archiviata.quanto tempo ho per fare ricorso.e se il patronato e valido puoi rispondermi in forma privata tramite mia amail.ciao

  Carlo wrote @

Salve avrei una domanda, ho avuto il primo infortunio sul lavoro durato 3 mesi circa, infortunio al ginocchio, dopo la guarigione sono stato licenziato.
A distanza di qualche mese nel dicembre scorso ho avuto una ricaduta, all’inail me lìhanno riconosciuta e dopo circa 50 gg, quindi il 12 febbraio, sono guarito.
Dato che dalla ricaduta a ora ero e sono disoccupato, quando devono risarcirmi?
La quota giornaliewra è la solita di quando lavoravo o è più bassa?
Lavoravo nel ramo commerciale come tecnico.
Grazie mille.

  Nic wrote @

Salve, sono un legale. Un mio cliente ha avuto un infortunio sul lavoro, e la responsabilità dell’accaduto può essere attribuita in buona parte allo stesso. L’Inail, riscontrandogli un’invalidità permanente del 4%, ovviamente non gli riconosce nulla ( a titolo di I.P.). Sarà allora il datore di lavoro a dover risarcire il mio cliente? Oppure sarà meglio consultare un medico legale ed eventualmente proporre ricorso contro l’Inail adducendo un’I.P. pari almeno al 6%?

  Mauro A. Del Pup wrote @

@NIc: ricorrere contro l’INAIL è sempre difficile. In questo caso, se ritiene di avere un fondato motivo che il datore di lavoro abbia una responsabilità nell’evento infortunistico del suo assistito, allora potrebbe chiedere se lo stesso datore di lavoro è assicurato e, nel qual caso, avviare richiesta di risarcimento per la parte non riconosciuta dall’INAIL in termini di danno biologico, danno morale, lucro cessante, ecc., come ho spiegato anche in qualche commento più sopra.

Mi faccia sapere. Un saluto.

  silvana wrote @

Salve, ho avuto un infortunio in itinere con cervicalgia pos traumatica, è un mese che sono a casa con forti mal di testa e ronzii negli orecchi, devo dire abbastanza depressa, in questo caso i certificati rilasciati dall’inail devo farli pervenire anche all’assicurazione della autovettura che mi ha tamponato? sarò risarcita anche dall’inail? e mi sarà riconosciuto quale percentuale per questa patologia? grazie e l’ammiro per la sua disponibilità

  Mauro A. Del Pup wrote @

Gentile Silvana, eccomi.
Allora, per quanto riguarda l’infortunio in itinere, oggi sappiamo che, con il D.Lgs. n.38/2000, è l’INAIL a farsi carico dei risarcimenti spettanti all’infortunato.
Sulla base di tale D.Lgs. n.38, l’infortunio è indennizzato secondo le seguenti modalità:

- per invalidità tra l’1% e il 5%, l’INAIL non riconosce il danno biologico e, dunque, non scatta alcun indennizzo;

- dal 6% al 15%, l’indennizzo è corrisposto in forma di capitale (cioè liquidano l’infortunio con una somma, come fosse una polizza infortuni privata);

- dal 16% e oltre, l’indennizzo è erogato dall’INAIL sotto forma di rendita annua.

Innanzitutto, quindi, è necessario quantificare il grado di invalidità con una visita da un medico legale e stabilire se la percentuale è inferiore o superiore almeno al 5% (per i motivi che ho detto sopra).
Quindi, da una parte l’indennizzo sarà a cura dell’INAIL (sopra il 5%), mentre dovrà agire verso l’assicurazione del responsabile (magari avvalendosi di un legale la cui parcella viene pagata dall’assicurazione) per chiedere il risarcimento di quanto non corrisposto dall’INAIL (dall’1 al 5%), nonché per le altre voci di danno, mentre non potrà chiedere ulteriori danni all’assicuratore del responsabile, soprattutto se questi le verranno indennizzati dall’INAIL il quale agirà, poi, in sede di rivalsa verso l’assicuratore del responsabile per le somme che le avrà erogato.

Tutto chiaro? Mi faccia sapere. Un saluto.

Mi scuso, invece, con Salvatore e Carlo ai quali mi accorgo di non aver risposto.

  elena wrote @

salve,attualmente sono in infortunio al lavoro,di solito prendo circa 1.225£ al mese,adesso che sono al infortunio ho preso molto meno,é possibile?non dovrebbero pagarmi anche sabato e domenica?mi arriva per caso un assegno da parte del inail?grazie infinite

  SIRIO.PAOLA wrote @

il 20 marzo del 2006 uscivo dall’ufficio e qualche minuto dopo una macchina i ha falciata, sono stata in coma 62 gg operata in testa e mi e’ stato riconosciuto l’infortunio sul lavoro, l’inail si e’ presa una cospicua somma dall’ass del tizio e mi fornisce un vitalizio di 890 €.ancora oggi e sono passati 3 anni e tre mesi ho difficolta’ alla memoria e mal di testa e il campo visivo completamente spostato.il mio 46 % di invalidita’ vale anche per l’inps?

  Mauro A. Del Pup wrote @

@Elena: arrivo a risponderle in ritardo poiché sono stato fuori sede per un periodo con poco tempo per gestire il blog.
Non riesco ad esserle di grande aiuto in quanto è una domanda che dovrebbe rivolgere a chi gestisce le paghe nella sua azienda oppure ad un patronato presso il sindacato.
Da quanto so, in caso di infortunio la retribuzione viene erogata con il massimo dell’80% e non mi risulta siano indennizzati sabato e domenica. Se riesce, mi faccia sapere. Un saluto.

  Mauro A. Del Pup wrote @

@Paola: innanzitutto mi spiace per quanto le è accaduto: simili fatti suscitano, verso chi li causa, tutta la mia indignazione!
Da quanto mi ha scritto, non leggo che lei abbia effettuato anche una richiesta di risarcimento al responsabile e all’assicuratore di questo per quei danni non riconosciuti dall’INAIL. Infatti, dal 2000 a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. 38/2000, l’INAIL, oltre alla retribuzione spettante all’infortunato per il periodo dell’infortunio, liquida l’eventuale rendita o capitale sulla base del grado di invalidità permanente accertata a partire dal 6%, mentre nulla è dovuto per gradi di invalidità fino al 5%. Inoltre, l’INAIL non solo non riconosce il danno biologico fino al 5%, ma nemmeno tutta una serie di voci come il danno morale, il danno emergente, il lucro cessante (detto anche “danno differenziale“). Per il risarcimento di tutte queste voci (ed altre che potranno essere determinate sulla base di quanto previsto dalla legislazione in materia di risarcimento dei danni), il danneggiato deve rivolgersi direttamente al responsabile dell’evento: per fare ciò la consiglio di rivolgersi ad un legale al quale solitamente nulla sarà dovuto in quanto il suo onorario, se vi saranno le condizioni per ottenere un ulteriore risarcimento, verrà pagato dall’assicurazione del responsabile.
Il grado di invalidità riconosciuto, invece, vale per l’INAIL in quanto è stato riconosciuto come infortunio in itinere, ma non anche per l’INPS che tratta le invalidità civili (ma provi a confutare anche con altri questa mia tesi).
Mi pare di aver risposto alla sua domanda. Comunque, la prego di farmi sapere.
Un saluto e un augurio.

  elena wrote @

salve.sono sempre Elena,ho avuto un infortunio al lavoro a fine aprile 2009,dopo continui certificati da parte del inail,e tante fisioterapia..nonostante ciò non sto ancora bene,l’inail però vuole mandarmi al lavoro,non riesco a guidare e non riesco nemmeno salire le scale o stare in piedi più di 1 ora..sono andata sotto patronato x eventuale risarcimento,adesso il mio problema è che inail vuole mandarmi al lavoro,e lavoro in piedi!a chi devo rivolgermi?grazie

  STEFANIA wrote @

Per la frattura della 10ma vertebra toracica a seguito di infortunio Inail, quanti punti di invalidità devo aspettarmi che mi vengano attribuiti? GRAZIE

  Filippo Bonazzi wrote @

Ad entrambe (Elena e Stefania) consiglierei di ricorrere all’assistenza di un legale data la specificità e la rilevanza delle questioni

  Mauro A. Del Pup wrote @

Al commento di @Bonazzi aggiungo che bisognerebbe anche capire se l’infortunio sia di @Elena che di @Stefania è attribuibile ad una qualche responsabilità del loro datore di lavoro poiché, in questo caso, oltre all’indennizzo dovuto dall’INAIL, le stesse potrebbero chiedere al loro rispettivo datore di lavoro il riconoscimento di quella parte di danno che non viene riconosciuta dall’INAIL (ne ho già parlato più volte nei commenti riportati più sopra).
Consiglio anche di rivolgersi ad un buon medico legale, sempre con l’ausilio di un legale che sia bravo e sensibile verso queste tematiche.
Il patronato dovrebbe dare un aiuto concreto a queste esigenze fornendo indicazioni su quale sia la posizione migliore da assumere sia nei confronti dell’INAIL che del datore di lavoro.
Non dimentichiamo, poi, che l’INAIL è sì l’assicuratore pubblico per gli infortuni sul lavoro, ma pur sempre un assicuratore e quindi tende a contenere l’indennizzo al lavoratore. ;)
Fatemi sapere se questi consigli vi sono tornati utili. Un saluto.

  angelo wrote @

egr dott gli espongo il mio problema,anziche riaprire l,infortunio sempre per lo stesso problema inerente all,infortunio precedente,ho riaperto la malattia, che durante la quale ho dovuto sopptopormi as intervento chirurgico.adesso son guarito posso chiedere all,infortunio i postumi,visto che l,intervento dpendava da causa infortunio precedente.non sapevo della riapertua infortunio.in pratica mi ha pagato solo la mia azienda e non ,infortunio

  Mauro A. Del Pup wrote @

Non sono un esperto di questa tematica e quindi non saprei cosa risponderle, se non di consigliarla di rivolgersi ad un patronato per cercare di ottenere le risposte di cui lei ha bisogno. Un saluto cordiale.

  Ilaria Zanardi wrote @

Buongiorno,
un nostro cliente ha subito un infortunio mentre era alla guida del proprio veicolo.
Lo stesso ha in corso una polizza Infortuni.
A seguito di visita medico legale la Compagnia che lo assicura in ambito infortuni gli hanno riconosciuto una i.p. pari al 3%.
La perizia medico legale di parte effettuata dall’infortunato ha rilevato una i.p. pari al 6%.
Tentando di mediare con il liquidatore di Compagnia, lo stesso mi ha spiegato chec’è discordanza tra Tabelle Inail: infatti, mentre la polizza fa riferimento alla Tabella allegata al DPR 1124/65, la valutazione medico legale di parte fa riferimento alla Tabella allegata al D.Lgs 38/2000 e di conseguenza non raffrontabile con la perizia effettuata dalla Compagnia.
Le chiedo se tale ragionamento fatto dal liquidatore è valido oppure no.
Cordiali saluti.

  Mauro A. Del Pup wrote @

@Ilaria: quello che posso dirle è che le tabelle INAIL precedenti la riforma di cui al D.Lgs. 38/2000 sono più vantaggiose per un assicurato tanto che nelle polizze infortuni si tende a pattuire che i gradi di IP verranno determinati secondo le tabelle INAIL in vigore al 31.12.1999 o comunque quelle precedenti il citato D.Lgs. 38/2000: di fatto queste ultime prevedono l’indennizzo anche dei danni estetici oppure quelli alla sfera sessuale che, invece, non erano contemplati dalle tabelle INAIL precedenti. Consiglio di tornare dal medico legale di parte per capire se, raffrontando i postumi dell’infortunio, quali voci delle tabelle si siano prese a riferimento.
Mi faccia sapere se ha bisogno di chiarimenti e le chiedo la cortesia di sapere poi l’esito della trattativa.

  andrea wrote @

Buonasera a tutti ho un quesito per chi mi può aiutare; ho subito un incidente stradale mentre andavo a lavoro, in qualità di passeggero; l’inail mi ha rigettato l’infortunio sul lavoro. Nel frattempo ho ricevuto risarcimento dall’assicurazione rca del conducente, dopodiché, consigliato, ho prodotto opposizione inail. Nel caso vincessi posso essere liquidato anche dall’inail o ci sarebbe rivalsa dalla rcauto? grazie

  franco wrote @

ho subito un infortunio nel 1991 in ferrovia dello stato e mi hanno dato 10 punti di invalidità.ora la gamba in cui ho subito frattura esposta tibia e perone mi fa male e mi si addormenta sulle dita del piede,posso riaprire l’infortuni come ricaduta?

  aurelio wrote @

salve,mi chiamo aurelio, purtroppo il 30/03/2009 sono stato vittima di un grave incidente sul lavoro che mi ha causato la perdita dell arto inferiore sx al 3° medio distale (coscia).Adesso da qualche giorno mi è stata chiusa la pratica con un grado di invalidità pari al 50%. Nel frattempo l INAIL ha provveduto alla fase di protesizzazione che mi consente di muovermi con molta difficoltà aiutandomi con appoggi (stampelle o bastone) a causa della morfologia del mio paese che è un insieme di salite discese e scalinate.Aggiungo che ho 42 anni con una famiglia di 3 figli un mutuo da pagare e non so se ancora in grado di tornare afare il mio lavoro visto che dovrei spostarmi spesso in giro per il mondo, chiaramente tutto questo mi fa vivere in uno stato d ansia che sto cercando di curare da un paio di mesi con terapie da un pscologo.Vorrei capire se nel 50% è calcolato tutto questo se posso pretendere di più ea che cosa ho diritto oltre alla rendita INAIL in termine di risarcimento.scusate se mi dilungo ancora ,l azienda per tutelarsi delle sue responsabilità ,mi dovrebbe risarcire con una sua polizza RCT che include gli infortuni ai propi dipendenti.Anche in questo caso una parte dell indennizzo andrà all INAIL come risarcimento del danno biologico che mi pagherà cpn la rendita?
Mi scuso di nuovo per essere stato troppo lungo ,ringrazio anticipatamente e un affettuoso saluto.

  michele musina wrote @

SONO UN DIPENDENTE DELLE EX POSTE ITALIANE “ORA ENTE PUBBLICO ECONOMICO”, NEL 1995 HO PRESENTATO DOMANDA DI RICONOSCIMENTO DI CAUSA SERVIZIO. NEL 1997 MI è STATA RICONOSCIUTA ED è STATA ASCRITTA ALLA TAB. A 8^, HO OTTENUTO ANCHE IL DIRITTO ALL’EQUO INDENNIZZO. A CAUSA DELLA TRASFORMAZIONE DELL’ENTE POSTE IN ENTE PUBBLICO ECONOMICO, L’AMMINISTRAZIONE SCARICAVA L’ONERE SULL’ INAIL, LO STESSO FACEVA NEI CONFRONTI DELLE POSTE, ORA DOPO VARI ANNI DI SCARICA BARILE IL TRIBUNALE NEL MESE DI DICEMBRE A CONDANNATO LE POSTE ITALIANE S.P.A. A RIFONDERMI, FACCIO PRESENTE CHE LA PERCENTUALE DI INVALIDITà è DEL 20%,. VORREI SAPERE CORTESEMENTE DA VOI SE OLTRE ALL’EQUO INDENNIZZO MI SPETTA LA RENDITA MENSILE E INOLTRE A QUANTO CORRISPONDE IN EURO OGNI PUNTO DI INVALIDITà
CORDIALI SALUTI MICHELE

  Mauro A. Del Pup wrote @

@Aurelio: innanzitutto tutta la mia solidarietà per quanto le è accaduto che non è proprio facile da affrontare e ci vuole tanta forza e coraggio.
Venendo al suo quesito le dico che per valutare se la rendita proposta dall’INAIL è corretta bisognerebbe affidarsi ai documenti medici, ma non sono un esperto in questo. Si è rivolto ad un patronato per un consiglio?
Per la parte assicurativa, invece, le posso che, se l’infortunio è avvenuto per una responsabilità dell’azienda, dovrebbe chiedere un risarcimento all’azienda la quale, se come mi dice è assicurata, girerà la richiesta al suo assicuratore.
In tutto questo dovrebbe farsi assistere da un bravo legale il quale può seguirla facendosi poi pagare l’onorario dalla compagnia assicuratrice dell’azienda.
Lei può chiedere il risarcimento del danno biologico sia per la parte non indennizzata dall’INAIL (punti di IP dall’1 al 5%) che per il danno differenziale cioè le altre voci non indennizzate dall’INAIL come il danno morale, il lucro cessante, ecc. sull’intera valutazione del danno biologico.
Se per l’evento che le è accaduto verrà accertata la responsabilità dell’azienda. l’INAIL a sua volta eserciterà azione di rivalsa verso il responsabile, ma non si ingerirà mai nelle somme spettanti a lei in quanto infortunato. E’ però necessario che lei si attivi direttamente con una sua richiesta di risarcimento danni meglio, ripeto, con l’ausilio di un legale se possibile bravo e sensibile a questi temi.
Mi faccia sapere cosa avrà deciso di fare e mi scriva se ha bisogno di altre informazioni.
Le auguro ogni bene.

  aurelio wrote @

AURELIO: ringrazio per i consigli e la considerazione dimostratami, e confermo che mi sto muovendo nella direzione che mi hai indicato visto che mi sono già affidato a un legale e un medico di competenza.Solo che avrei piacere a sentire i pareri di persone con il mio stesso handicap che hanno già superato la mia fase e affrontato la mia problematica per potermi confrontare visto che ho ascoltato diverse versioni e non vivo al momento nessuna certezza .
Confido in voi, grazie.

  maurizio wrote @

salve mi kiamo maurizio ho 45 anni, sono una persona disocupata. le volevo kiedere io giorno 27/01 codesto anno,ho subbito un tamponamento stando fermo ad uno stop.mi anno portato al pronto soccorso, e mi anno riscontrato (cervicalgia da contracolpo, dandomi 7 giorni di riposo, con collare, l’ortopedico mi ha consigliato di stare a riposo circa 60 giorni, io volevo kiedere, quanto e la paga giornaliera? 40? 50? o 60? grazie mille.

  stefano wrote @

Salve, sono dipendente ministeriale e mentre una mattina mi recavo in ufficio ho avuto un incidente in itinere con rottura del malleolo peroneale e sono circa 80 gg che sono a casa. L’INAIL ( parte amministrativa) mi ha scritto che non mi spetta nessun risrcimento in quanto non ero autorizzato ad usare il mezzo privato. L’INAIL ( parte medica) mi continua a dare i giorni di riposo in quanto non sono idoneo a tornare al lavoro. Io sto spendendo dei soldi per la fisioterapia e per visite medico specialistiche. Alla fine l’INAIL che potrà riconoscermi?? Grazie

  Bruno wrote @

Buongiorno , in ritardo, ma aspettavo di darLe muove notizie, La ringrazio per la cortese e sollecita risposta al mio quesito di allora. Come da Lei consigliato ho fatto una visita da un mio medico legale che ha valutato un danno biologico permanente o IP del 30% e una diminuzione capacità lavorativa del 15% , e con l’aggiunta di un danno morale del 50% il mio avvocato ha scritto all’AVUS e al loro avvocato. Loro avevano già fatto una proposta con un IP del 23% + danno morale per 1/3 ma sottraendo al totale dovuto una somma di circa 50.000 euro come ” rendita capitalizzata dall’INAIL ” e non hanno accettato,
Il mio avvocato ha fatto ricorso e fra pochi giorni avrò la visita dal medico legale nominato dal tribunale. La controparte contesta soprattutto “la diminuzione nella capacità lavorativa” che invece esiste realmente facendo io il meccanico di moto, un lavoro nel quale sono sempre piegato in posizioni diverse e la schiena e il torace sono sempre sotto sforzo. Avevo pensato di farmi fare un a dichiarazione dal mio datore di lavoro della mia diminuzione lavorativa ma ho paura che poi un domani la posso usare per licenziarmi..potrebbe farlo secondo Lei ? Ho fatto anche una visita fisiatrica che ha confermato una limitazione funzionale.Un altra cosa che non capisco è quel 50% che mi è stato detratto come “rendita capitalizzata dall’inail”. Io dall’inail ho percepito solo lo stipendio durante l’anno dell’ infortunio ed ora prendo una pensione di invalidità calcolata per il 18% di IP e che corrisponde a 250 euro mensili.Un saluto e grazie
Bruno Crescini

  Mauro A. Del Pup wrote @

@Stefano: leggendo quanto scrive la prima domanda che le farei è quella per capire come sia accaduto l’incidente e se c’è un responsabile terzo, dato che, in quel caso, lei potrebbe rivalersi verso l’assicurazione del responsabile per il risarcimento dei danni patiti e non già riconosciuti dall’INAIL.
Bisognerebbe poi capire per quale motivo l’INAIL affermi che lei non era autorizzato ad usare il mezzo privato, se cioè sostiene questa tesi in quanto lei avrebbe potuto recarsi al lavoro utilizzando un mezzo pubblico anziché quello privato.
Al momento, dunque, se l’INAIL non riconosce l’infortunio, lei dovrebbe percepire il solo stipendio (ridotto) non tanto nello status di infortunato quanto di quello di malattia.
Ha chiesto chiarimenti al suo ufficio del personale in merito?
Il consiglio che le posso dare è anche quello di rivolgersi al patronato per ottenere una risposta ai suoi quesiti.
Se mi fornirà qualche altro elemento (come per l’incidente) sarò meglio in grado di darle una risposta meno generica.
Un saluto.

  Mauro A. Del Pup wrote @

Bruno, la ringrazio per avermi e averci fatto sapere l’esito e di sapere che in qualche modo le sono stato utile.
Relativamente alla sua domanda circa la dichiarazione da farsi fare dal datore di lavoro, questa la si può far fare e, per quanto ne so di diritto del lavoro (qui si consigli però con il suo legale), non mi pare che un datore di lavoro possa utilizzare tale dichiarazione un domani per licenziarla. E’ però chiaro che lei potrebbe essere “meno“ idoneo alla sua mansione di meccanico di moto, ma qui entriamo nella valutazione di idoneità che dovrebbe essere fatta dal medico competente nominato dal datore di lavoro per gli aspetti della salute nei luoghi di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. . In altre parole, se la sua schiena e il suo torace, a seguito dell’infortunio, non sopportano più, oppure potrebbero alla lunga risentirne degli sforzi, allora il datore di lavoro deve valutare la sua idoneità per evitare possibili responsabilità future.
Relativamente alla domanda relativa al fatto che l’assicuratore del responsabile non riconoscerebbe la somma di circa 50.000 euro quali ”rendita capitalizzata dall’INAIL”, ciò è corretto in quanto lei ora percepisce una rendita (si chiama così) di 250,00 euro mensili. Pertanto, quella somma l’INAIL l’ha già chiesta all’assicuratore e lui non può pagarla due volte. Il suo avvocato, quindi, deve concentrarsi per portare a casa l’indennizzo per quelle voci non riconosciute dall’INAIL.
Tutto chiaro? Il suo legale, che dice? Ci faccia sapere e molti auguri.

  Mauro A. Del Pup wrote @

Non saprei cosa risponderle dato che lei mi pone è troppo specifico ed io non sono un esperto di materie che stanno più a chi gestisce il personale o ad un consulente del lavoro. Da chi è stato o è attualmente assistito per la gestione di questa sua vicenda?
Sarebbe opportuno rivolgersi un legale il quale è anche a conoscenza delle tabelle per il riconoscimento del danno biologico il cui punto è valorizzato secondo una serie di dati che lei non mi ha dato sapere.
Grazie per il suo commento e un saluto anche da parte mia.

  pizzardi sebastiano wrote @

Il primo febbraio del 2010 venivo coinvolto in un sinistro stradale, mi portano in ospedale e ci rimango per 18 giorni perche mi hanno diagnosticato frattura scomposta del malleolo tibiale sinistro…quindi il 12 mi hanno operato mettendomi una vite con conseguente gessatura.Dimesso faccio risonanze magnetiche:
-Rm cervicale:al passaggio C5-C6 evidente modesto bulging discale;
-Rm spalla sn:segni di tendinopatia…ridotta ampiezza del tunnel subacromiale per iniziale osteofitosi del profilo inferiore dell’acromion.
-Rm lombare: noduli di schmorl delle limitanti somatiche contrapposte al passaggio di L1-L2
Le radiografie della colonna cervicale mostrano una rettilineizzazione della fisiologica lordosi cervicale.
Posso sapere la percentuale di punti di invalidita????
Grazie per la disponibilità

  Mauro A. Del Pup wrote @

Sebastiano, mi spiace, ma per rispondere alla sua domanda e’ piu’ indicato un medico legale al quale consiglio di rivolgersi al fine di determinare eventualmente una percentuale di danno biologico. Grazie e auguri per la sua salute

  Salvatore wrote @

Ciao a tutti!
Il 25 gennaio 2006 a 32 anni rimango coinvolto in un grave infortunio esito:trauma da schiacciamento mano sx.Amputazione indice,medio,anulare,grave deficit funzionale del mignolo,deficit funzionale del pollice.
L’INAIL inizia a liquidarmi la rendita partendo da 20 punti,poi dopo uno degli interventi mi assegna altri due punti e dopo un ricorso con il patronato un’anno fà mi assegnano altri due punti.Quindi ora ho 24 punti e vorrei sapere da qualcuno che mastica di queste situazioni se sarebbe il caso di fare un’altro ricorso considerando che ad oggi mi sento i monconi dolenti costantemente,oppure ho già ottenuto il massimo per la mia menomazione.Senza poi contare il danno enorme che ho subito nella vita privata e lavorativa soprattutto con l’azienda che ha pensato bene di mettermi parcheggiato in un avancorpo dello stabilimento tenendomi isolato e al freddo tutto il giorno di fatto demansionandomi e togliendomi dai turni che ho sempre svolto dal giorno della mia assunzione.

  paolo cipriani wrote @

SONO SOTTO INFORTUNIO PER TRAUMA CRANICO E ROTTURA MENISCO E LEGAMENTI CROCIATI.
VORREI SAPERE OLTRE A QUANTO MI DARANNO DI PUNTEGGIO, QUANTO VALE IN EURO OGNI PUNTO DI INVALIDITA?

  Salvatore wrote @

Ciao!
il punteggio e valutato secondo le tabelle con pochi margini di manovra che riguardano il danno che hai subito.
Riguardo i punti di invalidità che ti saranno assegnati a chiusura infortunio e che eventualmente ti daranno diritto ad essere titolare di rendita,l’Inail partirà sempre dai parametri base che prevedono un minimo di reddito percepito dal lavoratore.
Al momento in cui il tuo datore di lavoro manderà la ral (retribuzione annua lorda)all’Inail,lo stesso rivaluterà la tua rendita in base ai dati ricevuti.
Se per esempio la ral dovesse essere più basa dell’importo minimo rivalutato anno per anno previsto dall’Inail,la rendita rimmarà la stessa percepita.
Viceversa se il reddito del lavoratore dovesse superare la rendita massima,la rendita verrà aggiornata con il parametro massimo in vigore nell’anno dell’infortunio.
Spero di essre stato abbastanza chiaro!

  Mauro A. Del Pup wrote @

Rispondo sia a Paolo Cipriani che a Salvatore per dire che non sono un esperto di valutazioni medico legali, ma non si possono dare risposte senza la lettura delle carte.
Posso però dire che la valutazione di quanto sarà il grado di invalidità permanente avverrà alla fine del periodo di infortunio mediante visite medico-legali svolte da parte dell’INAIL.
Consiglio di effettuare una visita anche da un medico legale di fiducia poiché, tale valutazione, oltre che per un confronto con quella svolta dall’INAIL, potrà servire per chiedere eventualmente il risarcimento al datore di lavoro (se ritenuto responsabile dell’infortunio) di quelle voci di danno non garantite dall’INAIL (vedere anche quanto ho detto più sopra negli altri commenti) e per le quali deve attivarsi lo stesso infortunato nei confronti del terzo responsabile.
Un cordiale saluto.

  maria wrote @

vorrei porvi una domanda:lavoro i trentino e ho subito un infortunio sul lavoro,qui sono da sola e vorrei rtornarenin sicilia per mla convalescenza visto che devo rimanere 15g, a casa,,si puo’ fare?e qual’e’ la prassi che devo seguire?grazie..

  Salvatore wrote @

Certo che si può!,perchè al contrario della malattia l’infortunio e accertato e denunciato anche dal datore di lavoro,e quindi non e sogetto a controlli.
Anzi le dirò di più!,volendo lei alla scadenza dei giorni potrebbe anche recarsi alla sede Inail più vicina al suo paese in Sicilia,la quale deciderà se dovrà cessare l’infortunio oppure in caso non sia guarita deciderà quanti giorni le dovrà dare.
Comunque quello che le ho scritto lo riscontri alla sede Inail che le ha aperto l’infortunio.
Auguri!

  salvo wrote @

Salve, vi chiedo cortesemtne se mi potete dare un aiuto. Ho subito un grave infortunio a metà febbraio riconosciuto guarito il 9 marzo. sono assicurato con polizza infortunio personale. dopo quasi 90 giorni dall’accaduto e 60 dalla guarigione non sono nenache stato chiamato a visita medica dalla compagnia. Dalla mia perizia di parte risulta una invalidità del 30%. La mia domanda è la seguente: posso rrichiedere un anticipo indennizzo alla compagnia? esiste qualche normativa che tutela questa mia richiesta? Grazie

  Salvatore wrote @

Salve! salvo,se ho ben capito il 30% a cui lei si riferisce non fà parte della tabella Inail.
Quindi deduco che il suo problema non sia stato causato da infortunio sul lavoro.
Riguardo all’anticipo dell’indenizzo da parte della sua assicurazione,temo che non sia possibile.
Funziona in questo modo:lei denuncia l’infortunio alla sua assicurazione,la quale le comunicherà il dottore che la dovrà visitare e che sarà contattato da lei stesso per prendere appuntamento.Una volta che il dottore la visita e le assegna il punteggio che comunicherà alla compagnia,questa in base a dei parametri come ad esempio i massimali e in che modo e stato redatto il contratto le offrirà un importo che lei potrà decidere di accettare o rifiutare,rivolgendosi a un legale.
Spero di essere stato più o meno chiaro.

  aldo wrote @

Salve all’incirca due anni fa ho subito un infortunio, mi fratturai il capitello radiale per poterlo ricompomporre mi applicarono due viti al titanio a breve dovrò operarmi per rimuovere le viti la mia domanda è rimuovendo le due viti potrebbe l’INAIL togliermi due punti sul punteggio assegnatomi due anni fà?

  Mauro A. Del Pup wrote @

@Aldo: non sono un esperto della materia, ma da quanto so mi pare che l’INAIL possa rivedere il grado di IP assegnato sulla base di un eventuale cambiamento dello stato di salute dell’infortunato. Per informazioni più dettagliate, tuttavia, le consiglio di rivolgersi ad un patronato oppure ad un medico legale di sua fiducia. Un saluto.

  anna wrote @

buon giorno, mi chiamo Anna e ho 53 anni.
l’11 settembre 2009 ho avuto infortunio sul lavoro (sono una oss dell’asl) e dopo rm e tac mi hanno diagnosticato la lesione parziale del menisco esterno ginocchio destro.
mi hanno finalmente operata il 3 giugno 2010 e fatto una meniscectomia selettiva del menisco esterno + del menisco mediale e una sinoviectomia.
L’inail non mi ha più riconosciuto infortunio dal 5 marzo 2010 e non mi ha riaperto inail nemmeno per l’operazione (ho proseguito infortunio chiesto dal mio medico curante) e ad oggi 14 agosto 2010 ancor non piego bene la gamba destra e mi fa male dandomi anche una sensazione di “corpo estraneo” nel ginocchio e inoltre il quadricipite è atrofizzato e non risponde bene.
A suo tempo il medico legale inail senza nemmeno vedermi mi ha assegnato 3% di invalidità con conseguente non-risarcimento.
ho fatto opposizione tramite cgil e ancora non so nulla.
sicuramente mi chiuderanno l’infortunio il 19 agosto data di controllo inail perchè come dicono loro “non sanno più che farmi”
A cosa ho diritto?
Quanti punti o euro?
L’opposizione con la cgil di solito funziona?
Se mi risarciranno, in quanto tempo di solito?
Scusi le domande ma aspetto quei soldi per rimettermi a posto la gamba visto che tra asl e inail nessuno lo sta facendo
vi ringrazio tanto

  luisa wrote @

salve sono una educatrice di scuola materna ed il 30 giugno 2010,mi e’ scaduto il conratto;il 28 giugno sono andata in infortunio per un dito a scatto,causato da un forte trauma sul lavoro,mi hanno operata per liberare il dito, 9 giorni fa e sono tutt’ora in infortunio.come verra’ considerato il mio infortunio? ho avuto un acconto realtivo ai primi 20 gg di 478 euro,ma molte persone mi dicono che non saro’ risarcita per niente! e’ giusto cosi’ oppure sono voci di popolo???grazie saluti luisa

  dd wrote @

Buongiorno,ho subito un infortunio in itinere senza colpa indennizzato con la temporanea Inail in % allo stipendio e risarcimento per Indennità permanente (ho subito due interventi e diverse settimane di ricovero).
L’avvocato cui mi sono rivolta credo però non conosca bene la normativa….Secondo lui non dovevo andare a visita inail, non ero obbligata da nessuna legge (se mai da un regolamento che vale di meno della legge sulla circolazione) anche se l’Inail mi chiamava a visita. Dice che siccome l’Inail paga di meno dell’rcauto ho perso un sacco di soldi. E’ possibile?Che io sappia il dipendente ha un obbligo di legge….di valore almeno uguale alla circolazione stradale….
Inoltre non sa se quanto ricevuto per l’inabilità temporanea è la stessa cosa del danno biologico temporaneo che pagano le rcauto. Io credo siano due cose ben distinte, uno va a coprire lo stipendio, pagato dall’inail pagato dall’inail e integrato al 100% dal datore, l’altro è il danno per le sofferenze ecc. pagato in base a punti di tabelle.Quindi non si dovrebbero accavallare. Ha chiesto a me di andare all’Inail e chiedere!!
Questo perchè, in caso siano due cose diverse, farebbe rientrare anche l’inabilità temporanea nella causa per danno differenziale all’rcauto.Ma è pacifico che siano due cose diverse?
Magari in sede transattivo capisco che l’rcauto possa “provarci” ma in sede giudiziale è sicuro?
E’ pacifico inoltre che il danno esistenziale siano separato dal morale?Come può dimostrarsi (ho i documenti che dimostrano quello che i ricoveri, ecc hanno fatto patire a me e alla mia bambina di due anni).
Spero di aver chiarito i miei (e dell’avvocato!!!) dubbi. Grazie comunque.

  Mauro A. Del Pup wrote @

@Anna: come dicevo anche ad altri che, come lei, hanno gentilmente postato un commento, non sono un esperto della materia INAIL, ma cerco di darle comunque una risposta secondo le mie conoscenze per il lavoro che faccio. Non entrerò, dunque, nel merito di eventuali azioni di opposizione perché non ho le conoscenze per farlo.
Posso, invece, tentare di darle un contributo in merito al meccanismo della quantificazione del suo infortunio.
Se l’INAIL le ha riconosciuto una invalidità del 3%, come da lei correttamente osservato, l’INAIL non è tenuta ad alcun risarcimento poiché dal luglio 2000 a seguito dell’entrata in vigore del D.Lgs. 38/2000, l’INAIL liquiderà l’eventuale rendita o capitale sulla base del grado di invalidità permanente accertata a partire dal 6%, mentre nulla è dovuto per gradi di invalidità fino al 5%.
Per capire se tale quantificazione è corretta, tuttavia, le consiglio di sottoporsi a visita da un medico legale di sua fiducia il quale determinerà un eventuale grado di invalidità che potrà essere confrontato con quello riconosciuto dall’INAIL.
Comunque sia, come dicevo prima, l’INAIL non solo non riconosce il danno biologico fino al 5%, ma nemmeno tutta una serie di voci come il danno morale, il danno emergente, il lucro cessante (detto anche “danno differenziale“).
Per il risarcimento di tutte queste voci, il danneggiato deve rivolgersi direttamente al responsabile dell’evento (magari con l’aiuto di un legale), in questo caso il suo datore di lavoro che è l’ASS, ma per questo bisogna che ci sia una qualche responsabilità dell’ente nell’evento infortunistico nel quale è rimasta coinvolta.
Spero di essere stato utile e la prego di farmi sapere.
Un saluto

  Mauro A. Del Pup wrote @

@Luisa: domanda: per l’infortunio che ha subito è ravvisabile una responsabilità del datore di lavoro? Se così fosse , lei potrebbe chiedere un risarcimento al suo datore di lavoro il quale, se è assicurato, girerà la richiesta al suo assicuratore.
Lei può chiedere il risarcimento del danno biologico sia per la parte non indennizzata dall’INAIL (punti di IP dall’1 al 5%) che per il danno differenziale cioè le altre voci non indennizzate dall’INAIL come il danno morale, il lucro cessante, ecc. sull’intera valutazione del danno biologico.
Per determinare un eventuale grado di invalidità bisogna tuttavia attendere la guarigione e poi sottoporsi a visita medico-legale così da avere una valutazione della sua situazione.
In tutto questo dovrebbe farsi assistere da un legale se possibile sensibile a questi temi.

Mi faccia sapere e mi scriva se ha bisogno di altre informazioni. Con i migliori saluti.

  Mauro A. Del Pup wrote @

@dd.
Ho letto quanto mi ha scritto e cercherò di fornire una risposta esaustiva, spero solo chiara e magari utile anche per il suo legale anche con il contributo di quanto resto noto dallo stesso INAIL (qui il short link : http://bit.ly/cE3gF0).

IL DANNO DIFFERENZIALE
L’INAIL, secondo quanto stabilito dal D. Lgs. 38/2000 (art. 13), è tenuto a risarcire il “danno biologico”, nozione che fa riferimento alla “lesione dell’integrità psicofisica” suscettibile di valutazione medico legale e causativa di una menomazione valutabile secondo le tabelle di cui al D.M. 12 luglio 2000.
Il “danno differenziale” si configura come quella ulteriore ed eventuale quota di ristoro derivante dall’insufficienza delle indennità conseguenti a voci di danno erogate dall’INAIL in materia di infortuni sul lavoro secondo le normali regole della responsabilità civile.
Ne consegue che in caso di infortunio in itinere per incidente stradale provocato da altri il danneggiato può usufruire della peculiare protezione accordata dal sistema di sicurezza sociale e contemporaneamente ottenere più facilmente il danno differenziale dalla compagnia assicuratrice del responsabile civile.
Tale danno “differenziale” deve essere determinato, una volta accertato il complesso risarcibile secondo i principi ed i criteri di cui agli art. 1223, 2056 c.c. e ss, sottraendo dalle sole voci corrispondenti al danno biologico e al danno patrimoniale, l’importo delle prestazioni liquidate dall’INAIL, tenendo conto dei rispettivi valori come attualizzati alla data dell’accertamento (Trib. Vicenza, n. 321/2007, sent. scaricabile da qui: http://bit.ly/ayozVF).

Una particolare applicazione del concetto di danno differenziale si è posta, nel panorama degli infortuni sul lavoro, per l’infortunio in itinere quando è provocato da incidente stradale, posto che, in questa ipotesi, oltre all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, viene coinvolta a tutela dell’evento anche l’assicurazione obbligatoria per la responsabilità civile derivante dalla circolazione dei veicoli, disciplinata dal d.lgs. 7 settembre 2005, n. 205 (c.d. Codice delle assicurazioni private) e il danno biologico come indennizzato dall’INAIL non corrisponde al danno biologico nell’ambito R.C.A.
Nella liquidazione del danno “differenziale” da infortunio in itinere causato da incidente stradale, occorre procedere come segue:
1. se la lesione è valutabile in misura inferiore al 6%, l’INAIL non corrisponde alcun indennizzo a titolo di danno biologico e di danno patrimoniale. Pertanto, il danneggiato dovrà chiedere il risarcimento di tutti i danni alla Compagnia tenuta al risarcimento dalle norme di R.C.A.;
2. se la lesione è valutabile dal 6% al 15%, l’INAIL indennizza il danno biologico in capitale, secondo i criteri previsti nelle tabelle allegate al Decreto del 2000, così come aggiornate con il Decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali e del Ministro dell’economia e delle finanze del 27 marzo 2009. Alcun indennizzo è dovuto per conseguenze patrimoniali. Ne consegue che il danneggiato, dovrà richiedere il danno differenziale biologico alla Compagnia di Assicurazione, in uno all’importo totale del danno patrimoniale;
3. se la lesione è valutabile sopra il 15%, l’INAIL indennizza il danno biologico in rendita, con un ulteriore quota di rendita per le conseguenze patrimoniali.

È pacifico, inoltre, che l’Inail non risarcisce il danno morale né voci di danno non patrimoniale diverse dal danno biologico (Cass. 27.5.2009 n. 12326). Questi danni, pertanto, devono essere integralmente risarciti al danneggiato dalla Compagnia tenuta al risarcimento dalle norme di R.C.A.

In conclusione lei ha tutto il diritto di procedere anche nei confronti della compagnia che assicura la RCA del responsabile per chiedere tale danno differenziale. Per quanto riguarda il danno esistenziale, mi pare che lo stesso non sia più richiedibile, ma su questo potrà essere più preciso il suo legale.
Se può, mi faccia sapere se ho potuto esserle utile

  Pierluigi Surace wrote @

Caro M. A. Del Pup, avrei bisogno di un chiarimento forse un po’ troppo vago o generico, ma come capirai sostanziale.
Ho subito un infortunio nel 1998 che l’INAIL non ha voluto riconoscere come tale, addebitando la mia sopravvenuta paraplegia, con invalidità totale, a causa riferibile a malattia pregressa. Ho vinto in primo grado a Venezia, ho perso in appello a Venezia, la Cassazione però mi ha dato sostanzialmente ragione (proprio in merito al non essersi tenuto conto delle argomentazioni del mio perito!) ed orqa attendo il ripetersi dell’appello (assegnato come d’uso ad altra sede). In tutto questo lunghissimo viaggio giudiziario una cosa non mi è stata mai chiara, anche solo -come si suol dire- “a spanne” e cioè a quanto potrebbe ammontare la rendita vitalizia dell’INAIL (e quindi anche il recupero degli arretrati dal 98 ad oggi)? So che si tratta di calcoli complessi e variabili da caso a caso. Ciò che mi basterebbe è solo un’indicazione dell’ordine di grandezza. Ad esempio posso fare un’ipotesi di larga massima riferendomi grosso modo a quanto percepivo di stipendio all’epoca dell’infortunio? Oppure questo parametro non c’entra nulla e le rendite INAIL prescindono dall’entità della mia retribuzione di allora? Grato se potrai chiarirmi il quadro e mettermi in condizione di fare una valtazione sia pure solo dell’ordine di grandezza a fronte dell’impegno economico che la lunga causa sta comportando.

  Mauro A. Del Pup wrote @

@Pierluigi: ho letto il suo commento nel blog, ma purtroppo non sono in grado di aiutarla nel senso che mi occupo di risk management e non ho competenza in questo tipo di materia e di calcoli se non per le riflessioni su altri casi commentate qui sopra.

Credo che la sua domanda andrebbe posta nella sezione dell’INAIL “L’esperto risponde“ e lo potrà fare collegandosi a questo link: http://bit.ly/jiOKfH

In ogni caso le auguro buone cose e la saluto cordialmente.

  Giampaolo Bocci wrote @

in seguito alla scoperta di un adenocarcinoma al polmone sinistro, fortunatamente scoperto per caso e quindi in uno stadio iniziale (2,4 cm), mia madre sta facendo dei cicli di chemioterapia a cui seguirà un intervneto chirurgico di lobectomia e all’asportazione della catena dei linfonodi del polmone sinistro. Abbiamo una polizza infortuni con la garanzia invalidità permanente da malattia, che fa riferimento alla tabella inail dpr 1124/65 ma nn riesco a trovarla da nessuna parte. Mi potreste dire dove trovarla oppure a quanto potrebbe corrispondere tale operazione. Grazie.

  giovanni wrote @

Puoi consultare qui le tabelle inail 2011

http://www.assionline.com/2011/06/01/tabelle-i-n-a-i-l-2011/

  chiara wrote @

Buongiorno,
avrei bisogno di chiedere un ragguaglio…un mio amico ha subito un infortunio in itinere in macchina e l’INAIL gli ha riconosciuto un’invalidità pari al 3%…può chiedere all’ Assicurazione del signore che lo ha tamponato risarcimento dei danni a titolo di danno differenziale?Perchè ho letto che il danno differenziale è la differenza tra quanto dà l’inail e quanto si prende dall’assicurazione…ma ho anche letto che a titolo di danno differenziale possono essere richieste anche le lesioni inferiori al 6% che,però,l’inail non indennizza…allora,mi sono chiesta,con grande confusione,come è possibile chiedere il differenziale anche per le lesioni inferiori al 6%,nel momento in cui l’inail per le stesse non indennizza nulla e dato che il danno differenziale è la differenza tra quanto liquidato dall’inail e quanto risarcito dall’assicurazione?Spero di essere stata chiara…un buon lavoro

  Mario wrote @

Gentile Chiara,
il danno “differenziale” è inteso quale “differenza”, appunto, tra quanto non indennizzato dall’Inail e danno effettivamente patito. Rientra in tale tipo di danno innanzitutto la percentuale di danno biologico non indennizzato dall’Inail: quindi, se viene richiesto, ad esempio, il 10% di danno biologico e l’Inail riconosce solo l’8% la differenza del 2% può essere richiesta al datore di lavoro. Ma anche se l’inail, come nel caso del Suo amico, non paga nulla perchè la percentuale riconosciuta è inferiore al 6%, il danno biologico effettivamente sussistente (ad es. il 3%, o il 4% o il 5% etc.) può essere richiesta al datore di lavoro titolo di danno “differenziale” in senso ampio.
Rientrano poi nel concetto di danno differenziale anche il danno esistenziale, morale e patrimoniale (danni che l’Inail, comunque non riconosce). La particolarità, rispetto all’assicurazione Inail (la quale eroga l’indennizzo in capitale o la rendita per il solo fatto del verificarsi dell’infortunio ed in base alla visita medica), è che per ottenere il risarcimento del danno c.d. differenziale occorrerà provare sia l’esistenza del danno (nelle varie voci di cui sopra) sia la diretta ricollegabilità alla responsabilità del datore di lavoro. In questo caso al tuo amico servirebbe un avvocato.
Infine, per quanto riguarda l’assicurazione, anch’essa è tenuta a risarcire, ricorrendone le condizioni, anzi, suggerisci al tuo amico di inoltrare la richiesta alla compagnia assicurativa (anche alla sua: risarcimento ditretto) perchè un riconoscimento da parte dell’assicurazione (se ci sono gli estremi) è di solito molto più veloce di una causa contro il datore di lavoro.
Ciao


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